Palazzo Chigi a muso duro contro Sanchez: “Non accettiamo ultimatum”

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“L’Italia non accetta ultimatum o imposizioni dall’estero per quanto riguarda la sua sicurezza nazionale”. Con una frase secca, dura, fatta trapelare alle agenzie di stampa, Palazzo Chigi – cioè il governo, cioè Meloni – risponde all’ultimatum della Spagna contro la chiusura di Schengen disposta a seguito della crisi di Ceuta. Un botta e risposta che segna una crisi forse mai vista prima tra i due paesi europei.La Spagna ha dato tempo all’Italia fino a domenica: via i controlli sui collegamenti con la penisola iberica oppure arriveranno “misure proporzionate”. Curioso. Dopo che per giorni una frontiera esterna dell’Unione europea è stata travolta dagli ingressi a Ceuta, il governo di Pedro Sanchez sembra aver individuato il vero problema: non quanto accaduto nell’enclave, ma le precauzioni prese da Giorgia Meloni.Madrid considera la scelta italiana discriminatoria e dannosa per l’Europa. Eppure il Codice Schengen consente agli Stati, davanti a serie minacce per sicurezza e ordine pubblico, di ripristinare temporaneamente i controlli alle frontiere interne. È esattamente la strada scelta da Roma dopo la crisi di Ceuta: dal 31 luglio, per un mese, verifiche sui collegamenti aerei e marittimi provenienti dalla Spagna. Non muri né blocchi alla libera circolazione: controlli.La Moncloa replica che gli oltre 70mila migranti arrivati a Ceuta non possono automaticamente raggiungere la Spagna continentale, perché chi lascia l’enclave è sottoposto a verifiche documentali. Vero. Ma resta una domanda molto più semplice: com’è stato possibile che decine di migliaia di persone superassero in pochi giorni una frontiera esterna europea? Juan Jesus Vivas, presidente di Ceuta, non ha usato mezzi termini: “Se non è assedio, è blocco”. Ha parlato di una lesione dell’integrità territoriale spagnola e invocato una risposta europea. Se la situazione era tanto grave, però, diventa difficile rimproverare agli altri governi di aver preso qualche precauzione.Madrid preferisce ricordare all’Italia gli sbarchi degli anni passati, Lampedusa e il mancato rispetto delle regole di Dublino. Ma è un diversivo. Le eventuali responsabilità italiane nella gestione dell’immigrazione non cancellano quanto successo oggi in Spagna. Anche perché i controlli interni non sono un sacrilegio anti-europeo. Li utilizzano Francia, Germania, Austria, Polonia, Svezia e altri Paesi. La stessa Italia li mantiene al confine sloveno. La questione, dunque, è soprattutto politica.Matteo Piantedosi ha ricordato che la misura è temporanea, selettiva e prevista dalle norme europee, aggiungendo che dalla stessa intelligence spagnola sarebbe arrivato un nuovo allarme su Ceuta in vista del 15 agosto. Il paradosso è evidente: prima Madrid subisce una crisi migratoria gigantesca, poi assicura che non esistono rischi per gli altri Paesi e infine minaccia conseguenze contro chi decide di cautelarsi. Una curiosa idea di solidarietà europea: fidatevi delle nostre rassicurazioni, altrimenti reagiremo.Sanchez può accusare Roma di alimentare “sterili conflitti” per ragioni elettorali. Bruxelles potrà verificare, come previsto dai trattati, se i controlli italiani siano necessari e proporzionati. Ma prima di intimare all’Italia di abbassare la guardia, forse Madrid dovrebbe spiegare come sia riuscita a perdere la propria.L'articolo Palazzo Chigi a muso duro contro Sanchez: “Non accettiamo ultimatum” proviene da Nicolaporro.it.