IL RITRATTO | Rodrigo Mora, il talento che cambia l’idea della Roma

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Se la Roma è davvero pronta a spingersi fino a una cifra vicina ai 50 milioni per Rodrigo Mora, la notizia più interessante potrebbe non essere soltanto il nome del giocatore. Potrebbe essere il tipo di attaccante che Gian Piero Gasperini ha deciso di aggiungere alla sua squadra. Per settimane il mercato giallorosso ha seguito un identikit abbastanza preciso: un esterno destro capace di partire da sinistra, velocissimo, forte nell’uno contro uno e in grado di creare superiorità saltando l’avversario. Da Antonio Nusa a Crysencio Summerville, passando per Malick Fofana, il filo conduttore sembrava evidente. Rodrigo Mora rispetta solo in parte quel profilo. È destro, può partire da sinistra, sa dribblare e ha qualità tecniche enormi. Ma appartiene a un’altra famiglia di calciatori.Rodrigo Mora, classe 2007, è uno dei talenti più interessanti usciti negli ultimi anni dal settore giovanile del Porto. Alto appena 168 centimetri, ha un baricentro bassissimo, controllo del pallone nello stretto e soprattutto una rapidità di pensiero che colpisce immediatamente. Non è l’esterno che prende palla sulla linea laterale e pensa esclusivamente a puntare il terzino. Mora vuole entrare dentro la partita: cerca il mezzo spazio, viene incontro, dialoga con i compagni, si gira tra le linee e prova a creare la giocata decisiva. Può partire largo a sinistra, ma la sua natura è quella del numero dieci. Non a caso il paragone stilistico che viene spontaneo non è con Lookman, ma con giocatori come David Silva: calciatori capaci di eliminare un avversario non soltanto attraverso la velocità, ma con un controllo orientato, una sterzata o un passaggio che apre improvvisamente il campo.La differenza con Nusa e Summerville è quindi sostanziale. Nusa riceve largo e dà subito la sensazione di voler aggredire il difensore: cambio di passo, accelerazione e uno contro uno. Summerville vive altrettanto del duello individuale, del dribbling e della capacità di creare superiorità partendo dalla fascia. Rodrigo Mora fa un’altra cosa: riceve e cerca di capire immediatamente dove può fare male alla struttura avversaria. Può saltare l’uomo, certamente, ma il dribbling per lui è spesso uno strumento per entrare dentro il campo e collegarsi con gli altri attaccanti. Se Nusa può far alzare lo stadio quando punta il terzino, Mora può farlo con una giocata che inizialmente sembra innocua e che due secondi dopo manda un compagno davanti alla porta.I numeri della sua prima stagione vera con il Porto avevano fatto inevitabilmente rumore: nel 2024-2025 Rodrigo Mora aveva segnato 10 gol e servito 4 assist in appena 23 presenze di campionato, giocando poco più di 1.300 minuti. Un rendimento enorme per un ragazzo della sua età. La stagione successiva è stata invece meno lineare: meno gol in campionato, maggiore alternanza e inevitabili difficoltà dopo un’esplosione così precoce. Ma il talento non è mai stato messo in discussione. Il Porto gli ha infatti rinnovato il contratto fino al 2030 inserendo una clausola rescissoria da 70 milioni di euro, segnale piuttosto chiaro del valore attribuito al giocatore.Ed è qui che l’interesse della Roma diventa tatticamente intrigante. Se Gasperini immaginasse Rodrigo Mora come semplice ala sinistra, il portoghese sarebbe probabilmente meno aderente all’identikit rispetto a Nusa o Fofana. Non ha la stessa velocità devastante in campo aperto e non vive della continua ricerca della profondità. Ma se l’idea fosse un’altra, allora il quadro cambierebbe completamente. Con un esterno a tutta fascia capace di garantire ampiezza, Mora potrebbe partire nominalmente da sinistra e poi accentrarsi, giocando quasi da trequartista accanto a Matias Soulé e alle spalle di Donyell Malen. In quel caso la Roma non acquisterebbe un’ala, ma un secondo creatore di gioco offensivo.È forse questo il punto più affascinante dell’operazione. Rodrigo Mora non sarebbe il nuovo Lookman e probabilmente neppure il giocatore che sostituisce direttamente Summerville nella lista di mercato. Sarebbe qualcosa di diverso: un possibile erede tecnico di Paulo Dybala, un attaccante capace di partire da una posizione laterale ma con la testa e i movimenti del trequartista. Un giocatore che aggiunge qualità negli ultimi trenta metri, combinazioni nello stretto e imprevedibilità contro le difese chiuse, uno dei problemi che spesso incontrano le squadre costruite soprattutto sulla corsa e sulle transizioni.Naturalmente un investimento da 45-50 milioni su un diciannovenne comporterebbe un rischio importante. Mora deve ancora crescere fisicamente, trovare continuità e dimostrare di poter ripetere ad altissimo livello quanto fatto nelle sue prime stagioni in Portogallo. Ma il potenziale è quello di un giocatore il cui valore potrebbe aumentare enormemente nel giro di pochi anni. Ed è proprio questo che rende il profilo diverso, anche economicamente, da un Jamie Leweling: a parità di investimento, il tedesco offrirebbe probabilmente maggiori certezze immediate, mentre Rodrigo Mora offrirebbe un tetto tecnico molto più alto.Se dunque la Roma dovesse davvero affondare il colpo, sarebbe sbagliato aspettarsi da Rodrigo Mora ciò che avrebbe dato Nusa. Non è l’esterno che prende palla e mette semplicemente il turbo: è quello che prende palla e prova a cambiare la geometria dell’azione. Una differenza tutt’altro che marginale. E se è davvero Gasperini ad aver indicato con convinzione questo profilo, allora forse il mercato sta raccontando qualcosa di ancora più importante del possibile acquisto di un grande talento: sta raccontando come l’allenatore immagina la nuova Roma davanti.Giallorossi.net – G. 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