Noi ci siamo sbagliati. Tutti noi che non crediamo che Islam e comunismo possano andare d’accordo, che siano incompatibili, frutto di un patto scellerato destinato a concludersi con la resa del secondo, non abbiamo capito niente. In realtà comunisti e islamisti non fanno fatica ad andare d’accordo, li unisce la medesima mentalità fatta di atroci sensibilità: l’odio verso la libertà, la libera scelta, l’individuo che appartiene a se stesso, sacro e inviolabile, e poi la propensione a mentire, a dissimulare, l’attitudine violenta, prevaricatrice, totalitaria, la simpatia verso lo stragismo, dulcis in fundo il disprezzo feroce, sanguinario verso le donne.Il femminismo comunista è una menzogna dentro una bugia, non c’è mai stato, non ha più fondamento del femminismo islamista, ai cortei di Lotta Continua le femmine le pestavano (e le vittime chiamavano in causa l’oggi riabilitato compagno Erri de Luca, capo del servizio d’ordine), le donne nella bolla venefica comunista sono sempre state usate come sguattere e schiave sessuali, sempre, anche nelle Brigate Rosse dove le poche a salvarsi erano le dirigenti per meriti sul campo, per ferocia non minori di quelle degli uomini, per la facilità con cui indulgevano all’omicidio, alla strage.Un altro tratto che accomuna Islam e comunismo, per forza di cose, è l’odio omicida per chi dice la verità, per chi sputtana la cattedrale di balle, fa volar via col soffio della realtà i loro castelli stregati di carte. In italia l’Islam di conquista esporta le piscine repressive ed esclusive, da dove cacciare gli uomini e le donne che non si sottomettono, da riservare alle islamiche che le usano come lavanderie, vanno a ripulire dal sudore corpi e palandrane e chiamano tutto questo libertà, libertà di coprirsi, di subire, di “non scegliere”: ed è una fottuta menzogna a matrioska perché se mai l’unica libertà di queste sventurate è quella di obbedire nella paura; lo dice una salvata, la giornalista iraniana Masih Alinejad, riuscita a sfuggire alle grinfie dei pasdaran e degli ayatollah a Teheran e oggi impegnata a farsi odiare, minacciare di morte. Perché ha detto l’unica verità vera, nel velo, nel tessuto da capo a piedi non c’è nessuna libertà, c’è indottrinamento, religione del terrore, incapacità di sospettare un mondo diverso, una vita diversa. Altro che “tutte sono libere di non mostrarsi”.Le donne islamiche non possono ammettere, le comuniste occidentali, italiane non vogliono ammettere e sono infami. Predicano, ma non osservano. Solidarizzano, ma col culo per aria. Le nostre parlamentari comuniste il velo, di chiffon, lo mettono per il tempo di un selfie a pugno chiuso ma si lamentano se i perfidi giudei le privano per un quarto d’ora della crema solare, della cosmesi, dell’acqua minerale purissima. Io dove vado al mare vedo ogni giorno una famiglia marocchina, il padre è attento, premuroso coi tre figli piccoli, che giocano col canottino, i genitori ogni tanto si beccano, sembra tutto normale, tutto integrato, ma la madre affoga nei suoi panni inzuppati che le si stringono addosso, la paralizzano. Fuori c’è un sole da 35 gradi e quella annaspa.Leggi anche: Flotilla tour di Scuderi:;Mi hanno tolto la crema solare Io impazziscoNon essendo io comunista o islamico, non tradisco la rabbia che mi prende, non assecondo l’impulso di litigare con quel maschio patriarcale marocchino, tanto più che la femmina sarebbe, probabilmente, più invasata di lei e mi caverebbe gli occhi: sono fanatizzate, istupidite, neppure lontanamente in grado di confrontarsi sui concetti di fede, di libertà, di rito, di superstizione. Io accetto. Rispetto, anche se so che è sbagliato.Loro non lo farebbero. Loro per ora aspettano, poi quando saranno egemoni, la musica cambierà. Lo confesso, mi prende sempre un furore calmo quando ne vedo una rischiare l’infarto sotto quei drappi, io che boccheggio in canottiera. Ma che dovremmo fare? Il guaio è che questo loro fanatismo non è innocente, non è solo autolesionista, è un altro viatico per imporre la sharia. Lo dicono, lo fanno. Come coi maranza, come con lo stragismo nobilitato, la dieta da imporre ai bambini delle scuole, il ramadan. Tutto avanza, tutto erode e rode libertà e a questo serve il partito comunista, ad insufflare una bella, sana dittatura, poi che avvenga sotto l’egida di Marx, Stalin, Mao o Maometto cambia poco: è l’idea di libertà a dover essere maledetta, eradicata, è il controllo totale dello Stato, come si vedeva in pandemia. Oggi allo scopo serve l’Islam fanatico, poi si vedrà.“Il nazionalismo non riconosce i confini; non si fermeranno finché non trasformeranno le società libere in arene per l’applicazione della loro sharia, finché non imporranno un’obbligatoria hijab alle donne occidentali e finché non legalizzeranno il matrimonio con ragazze di 9 anni” (la pedofilia istituzionalizzata è un altro pallino comunista). Dicendo, scrivendo tutto questo, cioè l’unica verità vera, per le nostre femen col culo incremato Masih Alinejad ha smesso di essere una donna.È una nemica, una fascista, figuratevi, una che sobilla, che merita la fatwa in patria così come in occidente. Nessuna donna italiana di sinistra, nessuna femminista comunista la sostiene. Al contrario, passano lei in fama di repressiva, siccome “siamo libere di non decidere”: e già questa formula è ignobilmente vigliacca, uno deve essere sempre libero di decidere e ogni scelta è meglio dell’ignavia.Ma il comunismo, come l’islamismo, punta a deresponsabilizzare l’individuo, a seppellire la sua mente, la sua coscienza sotto drappi di conformismo atrofizzato. Il lavaggio del cervello è tutto ciò che vogliono, la mascherina che parte dalla bocca e arriva nella psiche. Il velo integrale, il burkini non saranno mai libera scelta, ma solo maschere di ferro in involucri di seta. “Ho scelto il paradiso, l’ho chiamato libertà” scrive Masih.E questa, se non vi dispiace, è la differenza tra il nostro povero cristianesimo e le altre religioni, massime l’islam: nessun Dio è venuto ad imporci rituali con minacce di una violenza perenne, senza remissione, Cristo è venuto a liberarci dall’ “uomo per il sabato”, dalle convenzioni, dalle ipocrisie, dai fanatismi senza amore, dall’odio in nome di Dio. Ad insegnarci a prendere addosso a noi una croce fatta, quella sì, di scelta, di coraggio. Di libertà.Nessun sistema di fede come il cristianesimo privilegia (checché ne delirino gli ultimi papi islamocomunisti) l’individuo, a immagine e somiglianza di Dio, e la libertà che Dio gli ha donato. Noi siamo liberi di decidere, e la responsabilità che ne consegue è la nostra ricchezza. Da scontare, se uccideremo il fratello. Da godere, se lo ameremo lasciandolo libero.Se le compagne femministe hanno qualcosa da ridire, si provino a farlo paludate da capo a piedi e vediamo quanto resistono con le loro cremine e le loro mentalità capricciose e viziate. A maggior ragione sotto un sole incandescente, e spedite in un mare che è come le sabbie mobili.Max Del PapaL'articolo Islam e comunismo, l’alleanza contro la libertà che nessuno vuole vedere proviene da Nicolaporro.it.