Nello stesso giorno in cui Giorgia Meloni su Facebook rimarca l’obiettivo di continuare a espellere dall’Italia i migranti irregolari, il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, è stato convocato in audizione al Comitato parlamentare di controllo sull’attuazione dell’Accordo di Schengen dopo quanto successo a Ceuta, che continua a essere al centro della crisi migratoria dal Nord Africa.“Le informazioni condivise hanno evidenziato la sussistenza di elevati profili di rischio per la sicurezza interna, in relazione a possibili spostamenti incontrollati e improvvisi di cittadini di Paesi terzi attraverso lo spazio comune, che in quanto tali non escludono potenziali infiltrazioni terroristiche nei flussi migratori. Diverse fonti evidenziano come alcune aree del Marocco, compresa quella in prossimità di Ceuta, siano storicamente oggetto di reclutamento e radicalizzazione da parte jihadista”, ha affermato Piantedosi. “L’unico obiettivo del governo è la tutela della sicurezza nazionale: per questo che stiamo attentamente monitorando l’evolversi della situazione. Come già preannunciato, la decisione di sospendere l’applicazione dell’Accordo di Schengen non sarà rivista prima del 15 agosto, e comunque solo dopo che saranno completamente esclusi rischi di sicurezza per l’Italia”, ha precisato il capo del Viminale. “Dal ripristino dei controlli alle frontiere con la Spagna, abbiamo effettuato 3 arresti e respinto, in quanto illegali, 21 cittadini di Paesi terzi, di cui 6 marocchini”.Piantedosi ha poi evidenziato che anche altri Paesi europei hanno chiuso le proprie frontiere nel corso degli anni. “Anche la Germania, dopo una serie di chiusure parziali solo per determinati frontiere, a partire dal 2025 ha esteso i controlli sistematicamente a tutti Paesi confinanti. Non va dimenticato, infatti, che il ripristino temporaneo dei controlli alle frontiere interne è stato attivato centinaia di volte negli anni dai Paesi europei: la stessa Spagna vi ha fatto ricorso 19 volte a partire dal 2009, così come alcuni altri Paesi hanno fatto nei confronti dell’Italia o di altri partners”, ha aggiunto ancora il ministro.Piantedosi: “In Italia nel 2026 meno di un quarto di sbarcati a Ceuta”Il ministro dell’Interno ha poi rivendicato i numeri italiani rispetto a qullo spagnoli, affermando che in Italia, dall’inizio di quest’anno, “sono sbarcate circa 17.000 persone, cioè meno di un quarto di quelle giunte a Ceuta in due giorni. Ci tengo a evidenziare che negli ultimi quindici anni in Italia si sono registrati due cali significativi, e non casuali. Il primo nel 2018, quando il collega Salvini era Ministro dell’interno, e il sottoscritto Capo di Gabinetto; il secondo oggi, grazie alle politiche messe in atto dal Governo Meloni. Altro dato significativo è quello relativo alle espulsioni per motivi di sicurezza nazionale: dall’ottobre del 2022 a oggi ne sono state effettuate 256. Cresce, inoltre, il trend dei rimpatri, che nel corso del 2026 sono già arrivati a circa 5.300, cioè quasi il doppio dello stesso periodo del 2024 e del 2025. È la prova che con politiche di grande rigore e di grande fermezza rispetto ad un’immigrazione irregolare e insostenibile è possibile arginare un fenomeno che nasce e prospera grazie ad attività criminali organizzate”, ha affermato Piantedosi. “Dall’inizio dell’anno, gli sbarchi in Italia sono calati del 55% rispetto al 2025 e, se raffrontiamo gli sbarchi dei primi sette mesi del 2023, l’inizio della legislatura, con lo stesso periodo di quest’anno, i numeri crollano dell’82%”.Madrid: “Nessun rischio terrorismo da crisi a Ceuta”Da Madrid, intanto, il ministro dell’Interno Fernando Grande-Marlaska ha dichiarato che “non esiste alcun rischio di minaccia terroristica” e di radicalizzazione derivante dalla crisi migratoria di Ceuta. Il ministro ha sottolineato che il governo spagnolo monitora costantemente la situazione. “La cooperazione con il Marocco in materia di terrorismo è rilevante e impeccabile e questo mi permette di dire che non c’è un rischio di terrorismo derivante dalla crisi”, ha assicurato Marlaska. Meloni su Facebook: “Avanti con espulsioni irregolari, proseguiremo su questa strada”Prima di Piantedosi, anche Giorgia Meloni ha rivendicato l’operato del governo sul fronte espulsioni. Su Facebook, la presidente del Consiglio ha pubblicato un video in cui si vede la polizia che fa salire su un aereo alcuni dei 17 cittadini egiziani espulsi e rimpatriati. “Continuano le operazioni di espulsione per gli immigrati irregolari sul suolo italiano. Difesa dei confini, sicurezza, rispetto delle regole: proseguiremo dritti su questa strada”, ha scritto la premier.Questo articolo Migranti, Piantedosi: “Da Ceuta rischio infiltrazioni terroristiche. Stop Schengen solo a fine emergenza” proviene da LaPresse