Giuliani, il piccolo Marx che vuole espropriare la proprietà (altrui)

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Raffaele Giuliani, giovane influencer di sinistra dipinto come gigantesco intellettuale, evidentemente non soddisfatto, pochi giorni fa, di aver lodato il governo dittatoriale di Pechino, è tornato a colpire con un reel a difesa di Spin Time, lo stabile romano di via Santa Croce in Gerusalemme occupato dal 2013. Secondo la sua teoria, sostanzialmente bisognerebbe avere il coraggio di espropriarlo. Un’idea che, presentata con il suo solito tono da illuminato attraverso un video girato di fronte al sit-in per chiedere il riottenimento dello spazio, rivela soprattutto una grande confusione ideologica.Spin Time non è per nulla l’idillio che Giuliani dipinge. È un coacervo di centinaia di persone (famiglie, minori, gente di decine di nazionalità) costrette a vivere in condizioni che da anni sollevano dubbi su sicurezza e igiene. L’incendio recente che ha portato all’evacuazione e al sequestro è la conseguenza prevedibile di un’occupazione prolungata senza i controlli e gli standard minimi che qualsiasi immobile abitato dovrebbe rispettare. Trasformare questo spazio in un simbolo romantico di resistenza politica serve solo a nascondere la realtà di un luogo dove le regole di base dell’abitabilità sono state sospese per oltre un decennio.E poi in tutto questo si dimenticano i legittimi proprietari dello spazio, che esistono e hanno un nome: InvestiRE Sgr, che gestisce l’immobile per conto del Fondo Immobili Pubblici. La società ha il diritto di disporre del bene come meglio crede, nel rispetto della legge. Giuliani, però, introduce una distinzione surreale: “Qui il proprietario non è un proletario o un privato cittadino”.E quindi? Il diritto di proprietà varrebbe solo per i singoli e, preferibilmente, per chi condivide la sua visione politica? Fortunatamente no. In uno Stato di diritto la proprietà non è un privilegio concesso in base all’orientamento ideologico del titolare. È un principio generale. Se si comincia a decidere chi merita di essere espropriato in base a criteri politici, si apre la porta alla discriminazione politica e ideologica: praticamente il sogno della sinistra estrema.Leggi anche:;Sono irritato La vergognosa dichiarazione di Gualtieri su Spin TimeSpin Time, altro che socialità cosa succederebbe in un Paese civilePoi subito un’altra corbelleria: “L’Italia è un paese capitalista”. Giuliani dovrebbe studiare un po’ di economia tra un video e l’altro. L’Italia è un’economia mista, con un’ampia presenza pubblica, una regolazione estesa, un sistema fiscale pesantissimo e un diritto di proprietà che, proprio in casi come questo, è stato a lungo sacrificato sull’altare di scelte politiche. Lo Stato ha già pagato (e continua a pagare) cifre enormi per il mancato sgombero!La retorica di questi personaggi è sempre la stessa. Si presentano come amanti della libertà e difensori degli ultimi. Poi, quando conviene, diventano sostenitori della più becera e liberticida sinistra: quella che confonde il diritto all’abitare con l’occupazione permanente e che eleva l’esproprio ad atto di giustizia. Quella che considera la proprietà privata un optional da attivare o disattivare a seconda dell’interlocutore. L’esproprio proletario è una vecchia formula che, nella pratica, produce solo precarietà, costi sociali e disprezzo per la legalità.Ma è abbastanza semplice intuire come questo discorso non sia di facilissima comprensione a chi si autopromuove a filosofo ed esperto politologo e contemporaneamente si fa fotografare per il suo compleanno dietro a una torta con su scritto “W Marx” e la falce e il martello…Alessandro Bonelli, 13 agosto 2026L'articolo Giuliani, il piccolo Marx che vuole espropriare la proprietà (altrui) proviene da Nicolaporro.it.