Dori Ghezzi ospita ogni anno un evento jazz, dedicato alla memoria di Fabrizio De Andrè, suo marito, che si tiene all’Agnata, la tenuta della coppia. Quest’anno ha pensato di invitare e di far sedere al suo fianco, Matteo Salvini. Succede che durante il concerto, una contestatrice si alza fra il pubblico, dicendo che non vuole condividere uno spazio artistico con Salvini, la cui presenza, peraltro, non è coerente col pensiero di De Andrè e che quindi se ne va. Dori Ghezzi prova a mediare, ribadisce che lei rimane di sinistra, ma che crede nel confronto di idee e nel dialogo. La cosa si risolve in pochi minuti e il concerto, di Diodato, può riprendere. Fin qui, la pura cronaca.Solo che nell’epoca degli smartphone e dei social, il video dell’accaduto diventa virale in poco tempo e la gente, ovviamente, si scatena. Le accuse più pesanti, per non dire gli insulti, vengono riservati a Dori Ghezzi, con toni del tipo “Fabrizio non avrebbe mai accettato Salvini a un suo concerto, infanghi la memoria di tuo marito, di Fabrizio non hai capito nulla” e robe del genere. Ora, in questo post non voglio entrare nel merito della polemica, mi pare persino superfluo. Anche per me Salvini, quanto meno per le idee che dice di seguire, con De Andrè non c’entra un cazzo.Voglio però fare una riflessione. Viviamo in un mondo in cui il web, il virtuale, le relazioni social, ci hanno talmente ottenebrato i sensi, ci hanno così convinto di poterne sapere sempre più di tutti, hanno totalmente cancellato la cultura del dubbio, che è diventato ormai normale che illustri sconosciuti, per i quali De Andrè è stato di sicuro una guida, un’ispirazione, un maestro e tutto ciò che vogliamo, ma che bene che vada lo hanno visto al massimo ad un concerto, se non ascoltato in un cd o su YouTube, gente che conoscono insomma De Andrè almeno quanto lo conosco io che non c’ho mai scambiato nemmeno un ciao, ecco dicevo che è ormai diventato normale che tali illustri sconosciuti si permettano di dare lezioni sul pensiero del cantautore, su ciò che avrebbe detto e fatto, alla donna che lo ha sposato e con cui ha condiviso, per tanti anni, gioie e dolori. Fra cui, un sequestro di persona.Si può certamente non essere d’accordo con la presenza di Salvini ad un evento in memoria di De Andrè. È anche comprensibile contestarne la presenza. Pretendere però di spiegare a Dori Ghezzi chi fosse o cosa pensasse o cosa avrebbe fatto in quel contesto Fabrizio De Andrè, è arrogante presunzione. Come del resto lei stessa ha risposto ad Alice De Andrè, figlia di Cristiano e quindi nipote di cotanto nonno, nata pochi mesi dopo la sua morte e che ripeteva più o meno le stesse cose che si leggono online: “Alice? Ma cosa ne sa lei del nonno.”Guglielmo Mastroianni, 13 agosto 2026L'articolo La presunzione di spiegare alla moglie di De Andrè cosa pensava De Andrè proviene da Nicolaporro.it.