Il vincitore di quest’anno del “Premio Piccolo Comune Amico”, insignito ai piccoli borghi con meno di cinquemila abitanti in grado di valorizzare il proprio patrimonio naturale e culturale, rafforzare la coesione sociale e generare processi di inclusione, è il Comune di Petralia Sottana (Palermo). Il riconoscimento è stato conferito lo scorso 9 luglio a Roma, grazie alla realizzazione del percorso di montagnaterapia “Zaino in spalla”, sviluppato nella macroaerea sud – Sicilia/Calabria della Società Italiana di Montagnaterapia (SIMonT), grazie alla collaborazione del Comune, del CAI e della cooperativa sociale “Consenso” di Caltanissetta .Il progetto, nato nel 2013, ha una connotazione educativa – riabilitativa, e utilizza l’ambiente montano come contesto terapeutico, finalizzato a favorire il benessere psicologico, l’autonomia, la gestione delle emozioni delle persone con disabilità, in particolare di giovani e adulti con autismo o con patologie psichiche, in carico alla Cooperativa Sociale “Consenso”. Fin dalla sua prima edizione, si è ritenuto che Petralia Sottana fosse un luogo particolarmente favorevole: l’habitat naturale diventa un contesto educativo in cui sperimentare e generalizzare le competenze della vita di tutti i giorni. Vengono, pertanto, proposte uscite nelle Madonie (la dorsale montagnosa della Sicilia settentrionale), attività di orientamento, la gestione del proprio zaino e la condivisione di percorsi che offrono ai partecipanti occasioni concrete per potenziare l’autonomia, la capacità di scelta, l’adattamento alle situazioni nuove, la collaborazione e le capacità relazionali. In particolare, i moduli finalizzati alla sfera comportamentale si basano sui principi dell’Analisi Applicata del Comportamento (ABA), e nello stesso tempo vengono pianificate e monitorate da supervisori esperti. Ogni esperienza proposta viene studiata e impostata sui reali bisogni delle singole persone, con lo scopo di rafforzare le abilità che ognuno possiede già, per una crescita educativa e personale.Il pedagogista e analista del comportamento Gaetano Terlizzi, referente di “Zaino in spalla”, ha definito questa progettualità un modello capace di coniugare l’esperienza montana con obbiettivi educativi e protocolli riabilitativi, contribuendo alla crescita di una buona pratica , oggi riconosciuta a livello nazionale.L’esperienza è un ulteriore conferma di numerosi studi e protocolli della SIMont che evidenziano come la natura, il movimento e lo stare in gruppo favoriscano il benessere emotivo, la regolazione comportamentale, la riduzione dello stress e lo sviluppo delle competenze relazionali.