“Ranucci manipolato da Lavitola. Bomba per renderlo popolare”. Cosa c’è nelle carte dell’inchiesta

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Sigfrido Ranucci non sarebbe coinvolto nella bomba che è esplosa sotto casa sua. E la cosa era facilmente immaginabile, oltre che scontata (chi avrebbe mai messo in pericolo la vita dei figli in quel modo?). È questa, secondo il Messaggero, la risultanza a cui sarebbero arrivati gli investigatori coordinati dalla Procura di Roma. Il conduttore di Report sarebbe “vittima della manipolazione di Lavitola”, ma certo faranno discutere le immagini presenti nel fascicolo in cui si vedono lui, il faccendiere e il “ricercato” Tavares tutti insieme e sorridenti.I carabinieri oggi hanno prelevato a casa Lavitola e lo hanno condotto (di nuovo) in carcere. I pm lo ritengono il mandante dell’attentato contro Ranucci, anche se non si sa ancora bene il perché. Avrebbe però chiesto lui a Tavares di fare da tramite con i 4 esecutori materiali, già in carcere da qualche tempo. L’accusa contro Lavitola è di essere il mandante dell’attentato aggravato dal metodo mafioso e il carcere si ritiene necessario per “la spregiudicatezza e la capacità criminale mostrata”.Secondo il Gip che ha disposto il carcere, Iole Moricca, la “raffinata astuzia” di Lavitola avrebbe permesso al faccendiere di sfruttare il “profondo legame” instauratosi tra i due. Una manipolazione che sarebbe andata avanti nel tempo, come dimostrerebbero le intercettazioni, tanto da convincere Ranucci che Lavitola non potesse davvero essere il mandante dell’attentato nei suoi confronti. Lavitola, scrive il giudice, pare fosse “convinto che finché avrà il sostegno della vittima del reato, la sua posizione ne risulterà avvantaggiata”.Leggi anche:Lavitola arrestato, applichiamo il metodo Travaglio: Ranucci si deve dimettere di Max del PapaOvviamente occorre ancora attendere la celebrazione del processo e per Lavitola valgono tutte le garanzie costituzionali, che lo ritengono innocente fino a prova contraria. La domanda che molti si pongono è: perché arrestarlo ora, un mese dopo la perquisizione? Secondo il Gip, a questo punto esistono le esigenze cautelari, considerati “gli innumerevoli contatti” di Lavitola in altri continenti (come peraltro dimostrato in passato). La perquisizione avvenne il 4 luglio proprio perché gli investigatori avevano scoperto che era pronto a prendere un volo verso l’Africa. “Ha interessi economici in Camerun, dove potrebbe rifugiarsi”, si legge nell’ordinanza. Proprio lì si troverebbe anche Gomes Clesio Tavares, contro cui è stato spiccato un mandato di cattura internazionale, dichiarato “irreperibile” e ritenuto “latitante”. Inoltre, riporta il Messaggero, Lavitola avrebbe anche “rapporti confidenziali con una donna da lui appellata ‘meu amor’ con cui dialoga in portoghese”. Da qui il timore che possa fuggire altrove.Secondo il Gip, stando alle carte dell’accusa, l’attentato contro Ranucci sarebbe stato “commissionato da Valter Lavitola esclusivamente per accrescere la popolarità del giornalista e accelerare i progetti” in “ambito politico” di Lavitola, garantendosi così “un ruolo di primo piano nel nuovo scenario politico ipotizzato”. L’idea era quella di fare in modo che “agli occhi della vittima e dell’opinione pubblica” la bomba apparisse “come un atto intimidatorio o ritorsivo, comunque un avvertimento rivolto al giornalista per intimorirlo rispetto alla prosecuzione delle sue inchieste, ma mai per porre in effettivo pericolo l’incolumità del giornalista”. La speranza era quella di candidare Ranucci, “anche nei mesi successivi, cercando di convincerlo alla sua ‘discesa in campo’ politico”.L'articolo “Ranucci manipolato da Lavitola. Bomba per renderlo popolare”. Cosa c’è nelle carte dell’inchiesta proviene da Nicolaporro.it.