Spagna. Ceuta sa di guerra ibrida: la pista Mossad arriva dalla Cina, ma è il segreto di Pulcinella

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di Enrico Oliari – La crisi migratoria di Ceuta entra anche nel terreno della guerra d’informazione. Nei giorni successivi all’ingresso massiccio di decine di migliaia di persone dal Marocco nell’enclave spagnola, sulla stampa di Madrid è comparsa una nuova interpretazione: dietro gli eventi potrebbe esserci anche un’operazione di destabilizzazione attribuita al Mossad israeliano e collegata, secondo la ricostruzione, a valutazioni provenienti da ambienti cinesi.La pista è stata rilanciata in particolare dal quotidiano spagnolo El Mundo, che ha dedicato spazio all’analisi della politologa egiziana Nadia Helmy, specializzata in politica cinese e nelle relazioni tra Cina e Israele. Helmy sostiene che alcuni ambienti strategici di Pechino leggerebbero quanto accaduto a Ceuta come una possibile operazione di guerra ibrida diretta contro il governo di Pedro Sánchez.In realtà anche sulle righe di Notizie Geopolitiche avevamo accennato a un’ipotesi che in realtà è il segreto di Pulcinella: gli Usa hanno riconosciuto il Sahara Occidentale come parte integrante del Marocco in cambio dell’adesione del Regno agli Accordi di Abramo; dopo aver riconosciuto la Palestina (come molti altri Paesi europei), la Spagna di Sànchez ha bloccato la cooperazione militare con Israele per i fatti di Gaza nonché con gli Usa per l’aggressione all’Iran, facendo infuriare il belligerante Donald Trump; sui telefonini dei giovani marocchini è arrivato il messaggio che recandosi a Ceuta avrebbero avuto asilo e si sarebbero recati nell’Ue… non occorre essere geopolitologi per trarre le conclusioni.La formulazione richiede tuttavia una certa dose di cautela. Nelle fonti consultabili non compare infatti alcun documento ufficiale dell’intelligence cinese che accusi Israele o il Mossad di avere organizzato la crisi, ma già il fatto che se ne parli permette di mettere lì un lecito sospetto. Anche perché Rabat ha intensificato negli ultimi anni i rapporti con Israele sul terreno diplomatico, militare e dell’intelligence, mentre mantiene aperta la storica rivendicazione su Ceuta e Melilla: si potrebbe essere quindi davanti a una combinazione di interessi e di ripicche fatta sulla pelle dei giovani morti in mare mentre cercavano di arrivare a Ceuta, per poca cosa per un premier israeliano accusato di genocidio.Per El País sarebbero inoltre le stesse strutture d’intelligence spagnole ad essere giunte alla conclusione che Rabat non abbia pianificato direttamente l’esodo, ma abbia consentito che la pressione migratoria crescesse per poi sfruttarla politicamente, e anche ElHuffPost ha riportato che Centro Nacional de Inteligencia considera credibile il rischio di nuove campagne sui social network destinate a incoraggiare attraversamenti della frontiera.Più prudente (ma in Cina è d’obbligo) il Global Times, quotidiano vicino agli ambienti governativi di Pechino, il quale ha dedicato attenzione alla crisi interpretandola soprattutto come un episodio capace di mettere in evidenza le divisioni interne all’Europa e le difficoltà politiche della Spagna. Com’è stato.