Chi sarà il prossimo James Bond?

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Lo smoking è ancora appeso nell’armadio, il bicchiere di Martini non ha un nuovo proprietario e la licenza di uccidere attende il volto destinato a raccogliere un’eredità ingombrante. A quasi cinque anni dall’ultima missione di Daniel Craig, Hollywood continua a porsi la stessa domanda: chi sarà il prossimo James Bond?Questa volta, però, il silenzio intorno al casting non è soltanto una strategia per alimentare l’attesa. La saga sta attraversando una trasformazione profonda. Amazon MGM Studios ha assunto il controllo creativo del futuro di 007 e ha iniziato ufficialmente la ricerca del nuovo protagonista, precisando di non voler commentare i singoli nomi fino a quando non sarà arrivato il momento dell’annuncio.Non si tratta semplicemente di sostituire un attore. Il prossimo Bond dovrà inaugurare un’epoca nuova, convincere chi è cresciuto con le interpretazioni precedenti e attirare una generazione che potrebbe considerare l’agente segreto britannico un personaggio appartenente a un altro tempo.La scelta, quindi, riguarda molto più di un volto affascinante. Bisogna trovare qualcuno capace di indossare lo smoking senza sembrare travestito, pronunciare «Bond, James Bond» senza trasformare la battuta in un’imitazione e restituire al personaggio quella combinazione di eleganza, ironia e pericolo che nessun provino può garantire soltanto con una fotografia.La ricerca del nuovo James Bond è iniziataAmazon MGM Studios ha confermato nel maggio 2026 che la selezione del nuovo 007 è ufficialmente in corso. Secondo Variety, le audizioni sarebbero iniziate nelle settimane precedenti e il compito di individuare il successore di Daniel Craig sarebbe stato affidato alla casting director Nina Gold, già coinvolta in produzioni come Game of Thrones, The Crown e diversi capitoli di Star Wars.La produzione è già nelle mani di una squadra capace di aumentare ulteriormente le aspettative. A dirigere il prossimo film sarà Denis Villeneuve, mentre la sceneggiatura è stata affidata a Steven Knight, creatore di Peaky Blinders. Amy Pascal e David Heyman saranno i produttori, con Tanya Lapointe nel ruolo di produttrice esecutiva.Villeneuve ha definito James Bond un territorio per lui quasi «sacro», promettendo di rispettarne la tradizione e, contemporaneamente, di aprire la strada a nuove missioni. Non è ancora noto quale sarà il tono del film, ma la presenza del regista di Arrival, Blade Runner 2049 e della saga di Dune lascia immaginare un progetto visivamente ambizioso e meno interessato alla semplice ripetizione delle formule precedenti.Sarebbe però prematuro trasformare questa suggestione in una certezza. La trama resta segreta e Amazon non ha ancora comunicato né il cast né una data ufficiale di uscita. Per il momento, l’unico elemento sicuro è che il ventiseiesimo capitolo della saga sarà anche il primo costruito interamente nella nuova era creativa dello studio.Louis Partridge è davvero il favorito?Tra tutti i nomi circolati negli ultimi mesi, quello di Louis Partridge è diventato improvvisamente uno dei più interessanti. L’attore britannico, classe 2003, sarebbe stato preso seriamente in considerazione dalla produzione e avrebbe attirato l’attenzione di Steven Knight durante il processo di selezione. Al momento, tuttavia, non esiste alcuna conferma ufficiale che lo indichi come favorito definitivo.Partridge rappresenterebbe una scelta sorprendente proprio perché non possiede ancora l’immagine di una star ormai definita. Il pubblico lo conosce, ma non al punto da associarlo automaticamente a un’unica personalità cinematografica. Questo permetterebbe alla produzione di costruire Bond intorno a lui, invece di adattare 007 alla fama già consolidata dell’attore.La giovane età potrebbe essere contemporaneamente il suo principale vantaggio e il suo limite. Un Bond poco più che ventenne offrirebbe la possibilità di raccontare una lunga evoluzione del personaggio, accompagnandolo attraverso diversi film. Dall’altra parte, dovrebbe riuscire a comunicare immediatamente quell’autorevolezza che il ruolo richiede.James Bond non è soltanto un uomo elegante. È una figura che deve apparire credibile quando entra in una stanza, osserva chi gli sta davanti e lascia intuire di poter diventare pericoloso senza alzare la voce. Partridge possiede il mistero della novità; resta da capire se abbia già il peso necessario per sostenere un’intera saga.Foto: IMDbLuigi Zeno è Leonardo in Minerva – La ScuolaCallum Turner, il Bond più naturalmente britannicoCallum Turner continua a essere uno dei nomi più associati al ruolo. Ha l’età giusta per sostenere un progetto destinato a svilupparsi nel corso degli anni, un’eleganza naturale e un’immagine sufficientemente classica da ricordare la tradizione di 007 senza risultare una copia degli interpreti precedenti.Tra i candidati più popolari è forse quello che richiede il minore sforzo d’immaginazione. Basta osservarlo in abito scuro per comprendere perché molti lo considerino adatto. Ed è proprio questa apparente perfezione a rappresentare il possibile rischio.Il prossimo James Bond non dovrebbe essere soltanto l’uomo che, dall’esterno, sembra già pronto per il ruolo. Dovrebbe sorprendere. Turner possiede il fascino, la presenza e il portamento, ma la produzione dovrà chiedersi se nel suo volto esista anche quella zona d’ombra capace di far dimenticare l’attore e vedere soltanto la spia.Il suo nome, insieme a quelli di Jacob Elordi e Aaron Taylor-Johnson, è stato indicato tra quelli che hanno alimentato maggiormente le indiscrezioni precedenti all’inizio ufficiale delle audizioni. Amazon MGM, però, non ha mai confermato pubblicamente una shortlist.Foto: IMDbRobin Hood torna al cinema con Hugh Jackman: tutti i volti del principe dei ladriJacob Elordi, fascino e presenza internazionaleJacob Elordi possiede una caratteristica difficile da insegnare: quando entra nell’inquadratura, è quasi impossibile non notarlo. L’altezza, il volto e la presenza scenica lo rendono un candidato naturalmente cinematografico. È inoltre abbastanza giovane da accompagnare il personaggio per diversi anni e sufficientemente conosciuto per dare al nuovo film una risonanza immediata.La sua nazionalità australiana non costituirebbe necessariamente un ostacolo: James Bond è già stato interpretato dall’australiano George Lazenby. Il vero interrogativo riguarda piuttosto l’enorme esposizione che Elordi ha già raggiunto.Il rischio è che il pubblico veda prima Jacob Elordi e soltanto dopo James Bond. Per un personaggio che dovrebbe vivere di segreti, il peso di una celebrità estremamente riconoscibile può diventare un limite. Non a caso Debbie McWilliams, storica casting director della saga, ha criticato l’idea di scegliere attori già molto esposti come Elordi, Turner o Harris Dickinson, sostenendo che 007 dovrebbe conservare un’aura enigmatica e arrivare quasi «dal nulla».Quella di McWilliams è un’opinione, non una regola che Amazon sarà obbligata a seguire. Ma solleva una domanda essenziale: il nuovo Bond deve portare il pubblico al cinema grazie al proprio nome oppure diventare famoso proprio perché è stato scelto come Bond?Foto: Matt Baron/BEI/Shutterstock / IPA AgencyTONY – Diario di un giovane cuoco: il film racconta la nascita della leggenda Anthony BourdainHarris Dickinson, il candidato più imprevedibileTra i volti più discussi c’è anche Harris Dickinson, forse il candidato meno immediatamente associabile all’immagine tradizionale dell’agente segreto. Ed è esattamente ciò che potrebbe renderlo interessante.Dickinson sa apparire elegante senza perdere una certa inquietudine. Il suo volto può comunicare vulnerabilità e distanza, dolcezza e minaccia. Sarebbe probabilmente un Bond meno monumentale e più ambiguo, capace di far emergere la parte psicologica del personaggio senza riprodurre il tormento già portato in scena da Daniel Craig.Il problema, ancora una volta, è la distanza tra le fantasie del pubblico e le intenzioni reali della produzione. Il suo nome compare frequentemente nelle discussioni sul casting, ma non è stato ufficialmente indicato da Amazon MGM come candidato.Proprio per questo il “toto 007” rischia spesso di trasformarsi in un esercizio collettivo basato più sull’estetica che sulle informazioni concrete. Il fatto che un attore indossi bene un completo non significa che abbia sostenuto un provino, ricevuto un’offerta o incontrato il regista.Foto: IMDbThe Shards: Ryan Murphy riporta in vita gli anni Ottanta tra moda, lusso e misteroAaron Taylor-Johnson resta davvero in corsa?Per anni Aaron Taylor-Johnson è stato presentato come il candidato più vicino a ottenere il ruolo. Il suo nome ha dominato indiscrezioni, pronostici e discussioni online, sostenuto da un curriculum che comprende cinema d’azione, produzioni indipendenti e personaggi fisicamente impegnativi.Possiede esperienza, intensità e una credibilità immediata nelle scene più violente. Rispetto ad alcuni dei candidati più giovani, sarebbe pronto a interpretare un Bond già formato, meno inesperto e più vicino alla figura dell’agente operativo che il pubblico conosce.Tuttavia, proprio la durata delle indiscrezioni ha finito per trasformare il suo possibile casting in una storia quasi parallela alla produzione. Taylor-Johnson è stato annunciato informalmente come favorito così tante volte che un’eventuale scelta non avrebbe più l’effetto della sorpresa. Il suo nome resta tra quelli associati al progetto, ma anche in questo caso non è arrivata alcuna conferma ufficiale da parte dello studio.Foto: IMDbReacher 4, Neagley e Carrie: Prime Video conquista il Comic-Con con trailer e grandi novitàIl prossimo 007 non deve imitare Daniel CraigLa tentazione più grande sarebbe cercare un nuovo Daniel Craig: un attore fisico, tormentato e capace di mostrare le ferite dietro l’apparente freddezza. Sarebbe anche l’errore più semplice.Craig ha concluso il proprio percorso con No Time to Die nel 2021, chiudendo una fase che aveva progressivamente trasformato Bond in un personaggio più vulnerabile, sentimentale e consapevole delle conseguenze delle proprie azioni. Il nuovo interprete dovrà raccoglierne l’eredità senza copiarne il tono.Ogni Bond realmente riuscito ha modificato il personaggio. Sean Connery gli ha dato una pericolosità elegante, Roger Moore ha accentuato l’ironia, Timothy Dalton ne ha recuperato la durezza, Pierce Brosnan ha riunito glamour e azione, mentre Craig ha portato in superficie la fragilità. Il successore dovrà compiere lo stesso gesto: non interpretare ciò che il pubblico pensa di conoscere, ma mostrare una qualità che nessuno sapeva ancora di desiderare.Per questo la scelta potrebbe cadere su un nome meno discusso. Nina Gold ha costruito una parte della propria reputazione individuando interpreti capaci di diventare inseparabili dai personaggi affidati loro. Il nuovo 007 potrebbe essere già presente nelle liste dei bookmaker, oppure essere un attore che il grande pubblico non ha ancora imparato a riconoscere.Quale James Bond serve davvero oggi?La vera domanda non è soltanto «chi sarà il prossimo James Bond?», ma quale Bond possa ancora funzionare nel presente.Il personaggio nasce da un’idea di mascolinità, potere e seduzione legata a un’altra epoca. Aggiornarlo non significa cancellarne l’identità né trasformarlo in qualcosa di irriconoscibile. Significa capire quali elementi siano essenziali e quali, invece, possano evolvere.Il nuovo 007 dovrà essere elegante senza risultare antiquato, seduttivo senza diventare una caricatura e violento senza trasformare la brutalità in un dettaglio decorativo. Dovrà appartenere al mondo contemporaneo conservando quella distanza quasi mitologica che ha sempre separato James Bond dagli uomini comuni.Callum Turner sembra possedere l’eleganza. Jacob Elordi ha la presenza. Harris Dickinson porta con sé il mistero. Aaron Taylor-Johnson offre esperienza e intensità. Louis Partridge rappresenta la possibilità di costruire il personaggio quasi da zero.Eppure, nessuna di queste qualità è sufficiente da sola. Interpretare James Bond richiede qualcosa che non si misura con l’età, la nazionalità o la popolarità: la capacità di entrare in una stanza e far credere al pubblico che dietro lo smoking esista davvero un uomo autorizzato a uccidere.Forse il prossimo 007 è già dentro una sala provini, con una pagina di Steven Knight tra le mani e lo sguardo di Denis Villeneuve puntato addosso. Oppure il suo nome non è ancora apparso nei titoli, nei sondaggi e nelle classifiche dei favoriti. In fondo, le missioni migliori iniziano sempre nello stesso modo: con qualcuno che conosce la verità e tutti gli altri costretti ad aspettare.Foto: IMDb| Da Rumors.it