Il gioco segreto di Putin

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Se quello che filtra dai media e dai servizi non è una bufala, la domanda è semplice: che cosa vuole davvero Putin? Perché l’idea che il Cremlino voglia “testare” una Regione o un Paese NATO non è una provocazione qualsiasi. È un salto di qualità. Un azzardo. E allora uno si chiede: ma non gli bastano Crimea, Donbass, Ucraina intera? Possibile che serva un altro fronte solo per togliersi lo sfizio di sperimentare nuove armi o nuove strategie?La Russia è già in apnea. Qui non serve essere analisti geopolitici: basta guardare i numeri. L’economia russa è in difficoltà, e non da ieri. Il Cremlino ha scaricato il debito di guerra sulle banche commerciali, invece di emettere titoli di Stato. La Banca Centrale è già intervenuta più volte. Le imprese sono sotto pressione: PIL in rallentamento, condizioni finanziarie rigide e difficoltà crescenti per alcune categorie.E in mezzo a tutto questo, Putin pensa di aprire un nuovo fronte? La domanda è legittima: i suoi oligarchi lo sanno? Quelli che negli anni hanno beneficiato di regalie, privilegi, ricchezze. Quelli che oggi vedono il sistema scricchiolare.Leggi anche: Il tallone d’;Achille di Putin non è il fronteLa Russia non è solo un Paese in guerra. È un Paese che sta pagando il prezzo di vent’anni di ricchezza concentrata in poche mani. Se Putin avesse distribuito una parte di quella ricchezza alla popolazione, oggi la Russia sarebbe probabilmente uno dei Paesi più ricchi del mondo. Invece no: oggi è un gigante militare con piedi economici d’argilla.Dobbiamo preoccuparci? Sì, perché quando un leader è in difficoltà interna, la tentazione di creare un problema esterno aumenta. E quando quel leader ha armi nucleari, la tentazione diventa un rischio. Non è filosofia: è storia. Le difficoltà trascinano altre difficoltà. E quando un sistema entra in crisi, può reagire in modo imprevedibile.Ezio Pozzati, 9 agosto 2026L'articolo Il gioco segreto di Putin proviene da Nicolaporro.it.