AGI - Nel corso del suo prossimo viaggio apostolico in Francia, papa Leone XIV vedrà alcune persone vittime di abusi commessi nella Chiesa. A renderlo noto è la sala stampa della Santa Sede, che in una nota sottolinea come "Durante il suo prossimo viaggio apostolico in Francia, il Papa incontrerà in forma privata alcune persone vittime di abusi nella Chiesa. Le stesse vittime saranno coinvolte nella preparazione di tale momento. Ulteriori dettagli saranno eventualmente forniti successivamente". L'ascolto delle vittimeLa scelta di annunciare l'incontro con anticipo, pur senza fornire dettagli organizzativi, sottolinea la volontà del Pontefice di attribuire a questo momento un forte valore pastorale e simbolico. Non si tratterà infatti di un semplice appuntamento inserito nel protocollo del viaggio, ma di un incontro preparato insieme alle stesse vittime, che saranno chiamate a contribuire alla definizione delle modalità del dialogo. Un elemento nuovo che evidenzia la volontà di privilegiare l'ascolto rispetto alla comunicazione, evitando ogni rischio di trasformare un momento tanto delicato in un evento mediatico.La continuità con il pontificato di Bergoglio Il gesto si inserisce nella linea di continuità con il pontificato di papa Francesco, che fece dell'incontro personale con i sopravvissuti agli abusi uno degli aspetti più significativi del proprio ministero. Francesco incontrò gruppi di vittime in Vaticano e durante numerosi viaggi apostolici - dagli Stati Uniti all'Irlanda, dal Belgio al Portogallo - insistendo sul fatto che la Chiesa non avrebbe potuto ritrovare credibilità senza il riconoscimento delle proprie responsabilità, la richiesta di perdono e l'impegno concreto per la prevenzione.Particolarmente significativo fu il viaggio in Belgio del 2024, quando Francesco dedico' un lungo colloquio privato ai sopravvissuti agli abusi, ascoltandone le testimonianze e riconoscendo pubblicamente che "la vergogna deve essere della Chiesa e non delle vittime".Analogamente, in Irlanda nel 2018, durante l'Incontro mondiale delle famiglie, il Pontefice parlò apertamente delle "ferite profonde provocate dai ministri della Chiesa", definendo gli abusi "crimini ripugnanti" e chiese che nessuno fosse più protetto dal silenzio o dalla cultura dell'insabbiamento.Una concreta tutela dei minori Anche sotto il profilo istituzionale, il pontificato di Francesco è stato caratterizzato da importanti riforme. Il motu proprio "Vos estis lux mundi", promulgato nel 2019 e successivamente reso definitivo, ha introdotto procedure obbligatorie per la denuncia degli abusi e delle coperture da parte di vescovi e superiori religiosi.Parallelamente sono stati rafforzati i controlli, la tutela dei minori e delle persone vulnerabili e la collaborazione con le autorità civili.La dignità e la vicinanzaLeone XIV sembra voler proseguire su questa strada. Fin dai primi mesi del suo pontificato ha richiamato più volte la necessità di una Chiesa trasparente, capace di assumersi fino in fondo le proprie responsabilità e di mettere al centro la dignità delle persone ferite.L'annuncio dell'incontro in Francia conferma questa impostazione: prima ancora delle dichiarazioni pubbliche, il Papa sceglie il linguaggio dell'ascolto personale. La Francia rappresenta uno dei Paesi nei quali la questione degli abusi ha avuto un impatto particolarmente forte sulla vita ecclesiale.Un contesto particolarmente delicatoIl rapporto della Commissione indipendente sugli abusi sessuali nella Chiesa (CIASE), pubblicato nel 2021, ha documentato un fenomeno di dimensioni sistemiche, suscitando una profonda riflessione nell'episcopato francese e dando impulso a percorsi di riparazione, prevenzione e accompagnamento delle vittime. È dunque in un contesto ancora segnato da quella dolorosa presa di coscienza che si svolgerà l'incontro voluto da Leone XIV.Un dialogo autentico Il fatto che siano le stesse vittime a contribuire alla preparazione dell'appuntamento costituisce forse l'aspetto più innovativo dell'iniziativa. Non soltanto destinatarie di un gesto di attenzione pastorale, ma interlocutrici attive nella costruzione di un dialogo autentico.È un segnale che indica come la Chiesa intenda superare una logica paternalistica per riconoscere pienamente il ruolo e la voce di chi ha subito violenze e troppo spesso è rimasto inascoltato.