Chi è Mohsen Rezaei, il nuovo capo della Sicurezza nazionale iraniana?

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AGI - Mohsen Rezaei, i cui 40 anni ai vertici della Repubblica islamica dell'Iran sono stati caratterizzati da pesanti responsabilità nella guerra Iran-Iraq, ripetuti insuccessi nelle campagne presidenziali e un mandato di cattura internazionale dell'Interpol, è tornato a ricoprire un'importante carica nel settore della sicurezza iraniana. Ex comandante in capo del Corpo dei Guardiani della Rivoluzione (Irgc), 71 anni, Mohsen Rezaei è stato nominato ieri a capo del Consiglio Supremo per la Sicurezza nazionale (Snsc).La neo guida del Snsc sostituisce Mohammad Bagher Zolghadr, che si è dimesso meno di cinque mesi dopo la sua nomina avvenuta a fine marzo in seguito all'uccisione del predecessore, Ali Larijani, in un raid israeliano poche settimane dopo l'inizio della guerra sferrata con gli Stati Uniti contro la Repubblica islamica. Zolghadr diventerà ora consigliere politico della Guida Suprema, Mojtaba Khamenei. Non è stata fornita alcuna spiegazione ufficiale per questo cambio insolitamente rapido, che ha scatenato speculazioni sul suo significato e le implicazioni per i negoziati con Washington.Come funziona il Consiglio Supremo per la Sicurezza nazionale?Guidato dal presidente Masoud Pezeshkian, l'Snsc è un organo con diverse fazioni al suo interno: simile a un politburo, è costituito da diversi ministri, tre rappresentanti della Guida Suprema e personalità delle Forze di sicurezza; definisce le strategie di difesa del Paese e svolge un ruolo cruciale nel delineare la politica iraniana sul conflitto in corso nella regione. Qualsiasi accordo per l'apertura dello Stretto di Hormuz deve essere approvato dal Consiglio di Sicurezza e da Khamenei in persona. Alcuni commentatori iraniani sostengono che l'allontanamento di Zolghadr sia legato a presunte "critiche" al suo operato e alle tensioni relative al processo decisionale durante la guerra. Sebbene sia un veterano delle Irgc, la forza di sicurezza più potente dell'Iran, il New York Times rileva che non gode della stessa autorità di altri alti comandanti militari, sia in carica che in pensione.Hamidreza Azizi, esperto di questioni di sicurezza iraniana e di base a Berlino, ritiene che la nomina di Rezaei sia significativa per almeno due ragioni: segnala un ulteriore consolidamento della vecchia guardia degli apparati di sicurezza a scapito di una transizione verso una nuova generazione dell'élite e indica un tentativo della Guida Suprema di "prevenire" un eccessivo rafforzamento di Mohammad Bagher Ghalibaf, il presidente del Parlamento e negoziatore con gli Stati Uniti, ritenuto vicino invece a Zolghadr. Ghalibaf ha difeso l'accordo di cessate il fuoco raggiunto dall'Iran con gli Stati Uniti a giugno, nonostante le critiche mosse dagli elementi più intransigenti del regime. Secondo Azizi, la nomina di Rezaei "potrebbe significare che la fazione più intransigente del sistema sta prendendo il sopravvento".