Un patto per “rafforzare ulteriormente la sicurezza comune”. Turchia, Arabia Saudita e Pakistan hanno siglato un accordo di difesa col quale si impegnano a lavorare congiuntamente per “la pace, la sicurezza e la stabilità regionale e globale”. Secondo l’intesa, che richiama in qualche modo l’articolo 5 della Nato, un attacco armato contro uno qualsiasi dei tre Paesi sarà considerato un attacco contro tutti e tre. Un trattato figlio dei “legami storici di lunga data tra i tre Stati, basato sui duraturi vincoli di fratellanza e solidarietà islamica che li uniscono”, ha spiegato il ministero degli Esteri pakistano. L’Iran avverte: “L’accordo non garantirà sicurezza all’Arabia”Ma che tuttavia, ha avvertito Teheran, non garantirà sicurezza all’Arabia Saudita. “I sauditi devono capire che un accordo sulla carta con la Turchia e il Pakistan non garantirà loro la sicurezza, così come anni di affidamento unilaterale agli Stati Uniti non gliel’hanno garantita”, ha dichiarato il parlamentare iraniano Ebrahim Rezaei dopo l’annuncio del ‘patto della Mecca’. “Correggete le vostre politiche, così da non dover più dipendere dalla sicurezza altrui”, ha aggiunto il deputato. La replica di Riad e AnkaraRiad, dal canto suo, ha precisato che la natura dell’intesa non è quella di “creare un asse militare o un blocco settario”. Né, soprattutto, l’accordo “è legato ad ambizioni nucleari o a una corsa agli armamenti”. Il patto “non si sostituisce a quelli già esistenti tra questi Paesi, né a quelli da essi stipulati con altri Stati o organizzazioni internazionali”. E, ha ribadito il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, “non è diretto contro alcun Paese ed è aperto alla partecipazione di tutti i Paesi fratelli che cercano pace, prosperità e stabilità nella nostra regione”. “Mojtaba Khamenei potrebbe morire da un momento all’altro”Dall’Iran, secondo quanto fatto trapelare dal fonti dell’opposizione all’autorità di Teheran, giungono nuove notizie relative allo stato di salute della Guida Suprema Mojtaba Khamenei, mai apparso in pubblico dalla sua successione al padre Ali Khamenei. L’uomo – secondo quanto riferito – “si troverebbe in condizioni estremamente critiche e potrebbe morire da un momento all’altro“, ha rivelato una fonte anonima. Il punto della situazione sullo Stretto di HormuzQuanto all’atteso accordo sulla navigazione nello Stretto di Hormuz, che secondo il portale Axios potrebbe avere il via libera “a breve”, il presidente americano, Donald Trump, ha ribadito che Teheran cerca un accordo perché “è ovvio che non vogliono essere colpiti”. Nel frattempo, il parlamento iraniano ha fatto sapere di star esaminando un disegno di legge preliminare volto a stabilire un quadro strategico per la gestione della sicurezza, della navigazione e delle attività economiche nello Stretto di Hormuz. Una “proposta iniziale” in cui – viene spiegato – si prevede che l’Iran riscuota tariffe per “i servizi di navigazione, supervisione, gestione e sicurezza, dando priorità ai pagamenti in valuta nazionale iraniana”. L’attraversamento dello Stretto resterebbe comunque “vietato” per le navi di proprietà o battenti bandiera degli Stati Uniti, di Israele o di altri “Stati ostili” o entità “a essi collegate”. Questo articolo Turchia, Arabia Saudita e Pakistan firmano un accordo di difesa: in che cosa consiste proviene da LaPresse