Mar, 11 Ago 2026Al momento non è stato pubblicato alcun esito, con la documentazione che dovrà però essere disponibile entro e non oltre il 17 agosto.DiRedazioneCondividi l'articoloLa Conferenza di servizi preliminare sul progetto della Lazio per lo stadio Flaminio si è definitivamente chiusa nella giornata di ieri. Al momento, gli aggiornamenti non sono stati pubblicati, al contrario di quello fatto con la Roma per il suo impianto a Pietralata che furono disponibili fin da subito sul sito del Comune.Come riporta l’edizione odierna de Il Messaggero, non filtra al momento alcuna posizione in merito da parte degli enti coinvolti e tantomeno della stessa Lazio. Quindi, a meno di dichiarazione ufficiali, bisognerà attendere i cinque giorni previsti per la pubblicazione di tutte le carte. Quindi entro il 14 agosto o entro il 17, considerando il weekend. Ma sicuramente, dalla Conferenza non è arrivato un sì cristallino, ma nemmeno discorso un no definitivo. Molto probabilmente sono state sottoscritte delle raccomandazioni da seguire come spesso accade in questi procedimenti burocratici.Sicuramente i nodi in merito al progetto Lazio sul Flaminio sono stati evidenziati e chiari fin da subito. Quello principale riguarda i vincoli, tanto che il ministero per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi ha definito l’impianto romano come «lo showroom dei vincoli». Infatti, il Flaminio presenta una serie di vincoli che va da quello architettonico a quello storico, passando per quello archeologico e paesaggistico che riguardano la struttura esistente, ma anche il paesaggio che gli sta intorno.Proprio per questo, la tesi sull’esito della Conferenza che prende più piede in queste ore è quella attendista partendo dal presupposto che a inizio iter le Belle Arti avevano chiesto integrazioni documentali su alcuni aspetti del progetto: la tettoia di copertura della tribuna a rischio rimozione, l’impatto visivo del secondo anello e dei pilastri esterni di sostegno, le ovvie necessità di analisi archeologiche approfondite. Un approfondimento che non era da leggere come una bocciatura a tutto tondo, ma che ha portato a un lavoro aggiuntivo da parte dei progettisti, che hanno continuato a interfacciarsi con i tecnici della Soprintendenza di Stato. Da lì la presentazione della documentazione integrativa, che è stata esaminata dalla Conferenza dei servici preliminare conclusasi ieri.Ma non solo le Belle Arti, i nodi del progetto della Lazio sul Flaminio riguardano anche le coperture economiche e la mobilità. Il primo punto – con il club di Claudio Lotito che conta di investire quasi mezzo miliardo, prevalentemente attraverso prestiti bancari – non è stato trattato, come previsto, dalla Conferenza dei servizi. Per quanto riguarda il secondo, il piano presentato dal club biancoceleste prevede un’altissima percentuale di spettatori che useranno i mezzi pubblici e, di conseguenza, un numero molto basso per quelli che si recheranno con mezzi privati. Ma qui entra in gioco un problema di tempistiche.I lavori per la metro C vanno avanti, e anche con una certa velocità, ma la fermata Auditorium che dovrebbe servire il Flaminio (non diversamente da come Quintiliani servirà i tifosi della Roma a Pietralata) dovrebbe essere pronta dopo non meno di tre-quattro anni rispetto all’apertura prevista del Flaminio al pubblico. Quindi, il Dipartimento Mobilità dovrà valutare adeguatamente tutte le soluzioni prospettate per rendere l’impianto effettivamente vivibile ai tifosi ma anche ai residenti della zona.In attesa di novità in merito all’esito della Conferenza dei servizi, sono due le ipotesi a questo punto: il progetto viene bocciato e l’unico modo per arrivare a un Flaminio ristrutturato passa dalla Soprintendenza, visti i vincoli che gravano sull’impianto. Ma si tratta di una pista che esiste al momento solo in linea teorica. Oppure il progetto di Lotito e della Lazio viene promosso, quasi sicuramente con alcune osservazioni e raccomandazioni da seguire. In questo ultimo caso, il club biancoceleste potrà così rivolgersi al Comune per richiedere il pubblico interesse dell’opera, mandando avanti l’iter, sempre con l’appoggio dell’amministrazione Gualtieri.Ma sul capitolo voto in Consiglio comunale, sembra probabile che diversi consiglieri possano mettersi di traverso qualora non arrivi un piano economico dettagliato e, soprattutto, bollinato dopo l’analisi dei tecnici, che è tutt’ora in corso e non sembra poter terminare a breve. Inoltre, come accaduto per lo stadio della Roma a Pietralata, il Comune potrebbe dover organizzare delle sedute di confronto pubblico con la cittadinanza, anche se questa volta il progetto include un impianto abbandonata da decenni. Per la Roma furono 10 incontri pubblici e durarono un mese. Non si tratta di un obbligo, ma è comunque difficile che la stessa amministrazione operi in modi opposti su due progetti della stessa natura.Developed by 3x1010