Flaminio, solo un “nì” al progetto Lazio: “Vergogna tutelata! È un rudere” | Di Giovambattista

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Ora è ufficiale: la Lazio può continuare a sperare in un ritorno allo Stadio Flaminio. Ma il primo via libera al progetto di riqualificazione dello storico impianto romano appare tutt’altro che incondizionato. Secondo le ultime indiscrezioni, infatti, dalla Soprintendenza speciale di Roma sarebbe arrivato un parere favorevole con prescrizioni; una sorta di “ni” che consentirebbe comunque all’iter di andare avanti.I principali nodi riguardano la tutela dell’opera originaria di Pier Luigi e Antonio Nervi. In particolare, le prescrizioni interesserebbero la pensilina storica, che non dovrebbe essere alterata, e il nuovo anello previsto nel progetto biancoceleste, che non dovrebbe nascondere il disegno originale dello stadio. Due condizioni che potrebbero avere conseguenze anche sulla capienza finale dell’impianto, pensato originariamente dalla Lazio per arrivare intorno ai 50 mila spettatori.Se il parere favorevole con prescrizioni verrà formalmente confermato, la procedura potrà proseguire verso il riconoscimento del pubblico interesse da parte di Roma Capitale. La strada, però, rimane ancora lunga e il progetto dovrà confrontarsi sia con i vincoli monumentali sia con gli aspetti economico-finanziari dell’operazione.Lazio, Ilario Di Giovambattista: “Il Flaminio è una vergogna tutelata”Sul tema è intervenuto duramente Ilario Di Giovambattista durante un suo editoriale a Radio Radio – Lo Sport. Il direttore ha puntato il dito soprattutto contro il contrasto tra le condizioni attuali dell’impianto e i vincoli che ne limitano una trasformazione radicale.“Ma ci siete mai andati al Flaminio? È un rudere, è una cosa schifosa. Siamo un Paese che fa ridere, è proprio una barzelletta”, ha attaccato Ilario.Il suo ragionamento prescinde, nelle intenzioni, dallo stesso progetto della Lazio: “A prescindere dalla Lazio, il Flaminio è una vergogna tutelata per la famiglia Nervi, perché c’è un vincolo. Affermare che quel rudere abbandonato, dove dentro ci sono serpenti, debba rimanere così e mettersi contro qualsiasi forma di miglioramento è assurdo”.Di Giovambattista ha quindi rincarato la dose: “Se dicono che non può essere uno stadio, allora la famiglia Nervi prendesse i soldi, lo rifacesse e ce lo consegnasse. I vincoli sono fatti anche per essere abbattuti, quindi qualcuno prendesse in mano la situazione. È una cosa che fa orrore, veramente”.GUARDA IL VIDEO COMPLETO SUL CANALE YOUTUBE DI RADIO RADIO – LO SPORTThe post Flaminio, solo un “nì” al progetto Lazio: “Vergogna tutelata! È un rudere” | Di Giovambattista appeared first on Radio Radio.