Rita Rusic: “Il Basquiat è mio, 27 anni di cause dopo separazione per violenza”

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“A seguito delle notizie riportate da alcune testate giornalistiche, vorrei precisare che l’avvocato Giovanni Nappi non è il proprietario del dipinto di Jean-Michel Basquiat“. Lo dice a LaPresse Rita Rusic in merito al celebre dipinto “Wine of Babylon” di Basquiat, acquistato a New York nel 1998 per 330mila dollari e oggi stimato circa 18-20 milioni di euro. La tela è al centro di un intricato caso giudiziario: nel 2010 il quadri sarebbe stato ceduta dall’ex coniuge Vittorio Cecchi Gori all’avvocato Nappi come saldo di parcelle professionali milionarie. “Il Tribunale di Roma, con sentenza del 19 dicembre 2024, ha rigettato, con ingente condanna alle spese – 210.000 euro -, l’azione di rivendica del quadro da parte dell’avvocato Nappi e ha precisato che Vittorio Cecchi Gori non è mai stato proprietario del dipinto. Di conseguenza, non può averne ceduto la titolarità all’avvocato Nappi, che, difatti, non ne è il proprietario”, ribadisce Rusic. “Tale sentenza è l’ultima intercorsa tra le parti direttamente interessate e tiene conto di tutte le decisioni pregresse, sia negli Stati Uniti, dove la società riconducibile all’avvocato Nappi ha perso tutti i gradi di giudizio, sia in Italia. Ed è l’unica giurisdizione cui fare riferimento in tema di titolarità di un bene. Il quadro è stato da me scelto e acquistato durante un mio viaggio a New York con i bambini. La fattura, infatti, è firmata da me e il quadro mi è stato spedito a casa, a Roma“, sottolinea la produttrice cinematografica. “Già nel 2006, il Tribunale di Roma aveva giudicato inammissibile la domanda di restituzione dell’opera d’arte avanzata da Vittorio Cecchi Gori nei miei confronti”.Rusic contesta che il quadro sia stato ritrovato, in quanto, “se fosse vero, ne avrei dovuto avere comunicazione diretta da parte dell’organo inquirente, in quanto nei miei confronti pende un procedimento penale”. E ribadisce che “ad oggi, tutte le istanze giuridiche direttamente promosse dall’avvocato Nappi o da Cecchi Gori nei miei confronti sono state rigettate, con condanna alle spese dei medesimi. Sono 27 anni che, in silenzio, subisco qualunque tipo di azione legale, rispondendo solo con le carte nelle sedi competenti. Ho sempre sostenuto di essere l’unica e indiscussa proprietaria del capolavoro di Basquiat. Se non fossi stata una donna che si è separata, come precisato dal Tribunale di Roma, per colpa del coniuge per violenza, non avrei subito tutto questo”, sottolinea.Questo articolo Rita Rusic: “Il Basquiat è mio, 27 anni di cause dopo separazione per violenza” proviene da LaPresse