La foto del neonato salvato a Ceuta torna nel 2026: ma l’uomo in mare non è il padre

Wait 5 sec.

Circola la foto di un uomo in mare che regge tra le mani un neonato, accompagnata da una narrazione in prima persona sull’esodo di migranti verso Ceuta. Lo scatto viene associato alla recente crisi migratoria di fine luglio 2026. La scena è autentica, non si tratta di intelligenza artificiale, ma non ha nulla a che fare con i recenti fatti e quell’uomo ritratto non è affatto il padre del neonato. Si tratta di un agente della Guardia Civil spagnola e quella stessa immagine era già stata usata nel 2021 per diffondere una bufala complottista contro i migranti.La foto risale al maggio 2021 e l’uomo in mare è un agente della Guardia CivilLa foto venne scattata durante la crisi migratoria di Ceuta del maggio 2021, quando migliaia di persone attraversarono il confine tra Marocco e Spagna. L’uomo che regge il neonato non è il padre del bambino. Si chiama Juan Francisco ed è un agente della Guardia Civil spagnola che prestò soccorso durante gli sbarchi. La foto fu pubblicata direttamente dall’account Instagram ufficiale della Guardia Civil.Il post che circola oggi non indica la data, non identifica il reale soggetto e non spiega il contesto originale dello scatto: «Un padre in mezzo al mare che stringe tra le mani il proprio neonato di pochi mesi, ancora con la sua tutina e il suo cappellino, in balia delle onde a un passo dalla costa di Ceuta. Potrei dirvi che come lui ci sono altri 50mila fuggiti dal Marocco proprio il giorno stesso in cui la corona celebrava i successi di 27 anni di regno».Nel 2021 la stessa foto fu usata per sostenere una teoria del complotto anti-migrantiQuella stessa immagine, appena diventata virale cinque anni fa, fu al centro di una campagna disinformativa di segno opposto trattata in un nostro precedente fact-check. Sui social circolò la teoria che il neonato fosse in realtà una bambola reborn, ovvero le bambole iper-realistiche prodotte per sembrare neonati veri, e che la foto fosse un fotomontaggio costruito ad arte per alimentare la «propaganda immigrazionista».La foto non presentava tracce di manipolazione, proveniva dai canali ufficiali della Guardia Civil e una seconda angolazione della stessa scena, trovata dai colleghi di Maldita.es in una galleria del Faro de Vigo, confermava l’autenticità.Il problema del post che circola oggiIl post attuale non manipola la foto e non afferma cose false sulla crisi migratoria in senso stretto. Il problema è ciò che omette. Presentare nel 2026, nel pieno di una nuova crisi a Ceuta, una foto del 2021 senza indicarne la data né il contesto reale induce il lettore a credere che si tratti di un’immagine recente. Descrivere l’uomo in mare come «un padre» quando è un militare spagnolo che svolgeva il proprio lavoro aggiunge un elemento emotivo che non appartiene all’immagine.Chi condivide il post pensando di testimoniare la crisi in corso, anche in buona fede, sta in realtà diffondendo un documento di cinque anni fa. Questa imprecisione rende, di fatto, il contenuto vulnerabile. Un’immagine decontestualizzata è più facile da attaccare di una documentata e chi volesse smontare la narrazione sulla condizione dei migranti a Ceuta troverebbe in questo post un punto d’appoggio pronto, indipendentemente dalla buona fede di chi lo ha pubblicato. La mancanza di contesto non tutela il messaggio, ma lo espone in negativo.ConclusioniLa foto del neonato a Ceuta è autentica, ma risale al maggio 2021 e ritrae un agente della Guardia Civil spagnola, non il padre del bambino.Questo articolo contribuisce a un progetto di Meta per combattere le notizie false e la disinformazione nelle sue piattaforme social. Leggi qui per maggiori informazioni sulla nostra partnership con Meta.L'articolo La foto del neonato salvato a Ceuta torna nel 2026: ma l’uomo in mare non è il padre proviene da Open.