Il leader di Futuro Nazionale Roberto Vannacci mette online la prima parte della Base Ideologica del suo partito. E dice che aspetta una telefonata da Giorgia Meloni. Ma è pronto anche ad andare da solo. Visto che alla Versiliana aveva parlato di un partito «che corre come un treno per vincere. Da solo o in compagnia». Intervistato da Maurizio Belpietro su La Verità, l’ex generale lancia un messaggio alla premier su una possibile alleanza con il centrodestra. Ma intanto a sbarrargli la strada si presenza il presidente della Calabria e vicesegretario di Forza Italia Roberto Occhiuto. Mentre la Lega mette in discussione la guida di Matteo Salvini.Vannacci e la Base Ideologica«L’Italia ha bisogno di chiarezza, di coraggio e di un progetto vero. Oggi lo mettiamo nero su bianco. Pubblichiamo la prima parte della Base Ideologica e programmatica di Futuro nazionale per l’Italia del futuro (2027-2037) “Per l’amore dell’Italia di oggi e la speranza dell’Italia di domani”», annuncia Vannacci. «È il frutto di un lavoro raccolto dal basso, nel confronto con gli iscritti, inserito nella cornice valoriale del movimento per definire i programmi con cui intendiamo governare il Paese. Dieci anni di riferimento, due legislature: i valori, quelli, non hanno scadenza. Non è un elenco di promesse generiche. È la definizione di principi e strategie per i campi decisivi dell’emergenza nazionale. Il resto sarà sviluppato dalle Direzioni e dai Dipartimenti».Chi siamo e cosa faremo«In queste pagine diciamo chi siamo e cosa faremo: una destra identitaria, pura e vitale, radicata nella tradizione romana e cristiana, determinata a riportare l’Italia sulle proprie radici. Un Paese sovrano, sicuro, libero e prospero. Un’Italia che mette al centro gli italiani, la famiglia naturale, l’identità, la sicurezza, il merito e la tradizione. Linee rosse non negoziabili: la vita dal concepimento alla morte naturale, la famiglia naturale, l’identità cristiana, la concezione romana del diritto. Un programma che non rimane scavato nella pietra ma è vivo e verrà integrato e cambiato ogni volta che le condizioni e la situazione lo richiederanno. Il testo è online. Le altre due parti arriveranno nelle prossime settimane», dice.La padrona di casaL’ex comandante della Folgore spiega a La Verità di non aver ancora avuto «alcuna interlocuzione con i membri dell’esecutivo”, ma di attendere fiducioso una telefonata della presidente del Consiglio. Aspetto perché ho imparato l’educazione in senso tradizionale: considero Giorgia Meloni la padrona di casa e mi aspetto che parli con tutte le persone che si trovano all’ingresso della sua casa». Pur insistendo sul fatto che Futuro Nazionale «deve essere il principale interlocutore del centrodestra», non mancano le critiche a un governo che, secondo lui, «sta portando avanti le stesse politiche che da sempre porta avanti la sinistra».Il no di Forza ItaliaIn attesa di un segnale da Meloni Vannacci riceve l’ennesimo ‘no’ da Forza Italia a un possibile ingresso nell’attuale coalizione di governo. Firmato da Roberto Occhiuto dalle colonne del Foglio. Fedelissimo a Marina Berlusconi, il governatore esclude qualsiasi possibilità: «Non ne parlo nemmeno volentieri perché così si finisce per enfatizzarlo. Con Vannacci in coalizione, Meloni, che è la nostra risorsa più importante, sarebbe costretta a ribattere a un generale che le sparerebbe ogni giorno sempre più grosse».Il voto utileVannacci da un gazebo rilancia: «Quando qualcuno sbandiera il voto utile, pensate bene se ha funzionato la politica degli ultimi quattro anni, dove non ci sono stati passi in avanti sull’immigrazione, sulla sicurezza e sulla difesa dell’identità e della nostra nazione». Per l’ex generale “Futuro Nazionale è l’unico partito che veramente funziona oggi e che promette di funzionare anche domani».L’uscita dall’euro nel manifestoL’italia deve essere «capace tanto di permanere nell’area euro ridefinendone i perimetri di politica monetaria quanto di opzionare l’uscita». Lo sottolinea la Base Ideologica e programmatica di Futuro nazionale per l’Italia del futuro (2027-2037) pubblicata oggi. «Le scelte che hanno condotto, attraverso il lungo percorso passato dall’adesione al Sistema monetario europeo nel 1979 e dal divorzio tra la Banca d’Italia e il Tesoro nel 1981, all’adesione alla moneta unica -si legge nel documento- hanno evidentemente portato il nostro Paese, specialmente per le metriche, le circostanze, il tasso di cambio ad un impoverimento della sua potenza economica e del potere d’acquisto reale delle famiglie italiane».«Certamente vi sono stati anche alcuni effetti positivi dell’adesione alla moneta comune come l’inibizione di operazioni speculative sulla moneta (si ricordi quella condotta contro il nostro Paese e la lira da George Soros nel 1992), e un vantaggio sui costi di importazione, ma questi non hanno controbilanciato il prezzo economico e politico pagato sulla non concorrenzialità delle esportazioni, sulla diminuzione del potere d’acquisto e, considerando più in generale tutto il processo delle politiche monetarie dalla fine degli anni ’70 in poi, sulle distorsioni dell’indebitamento e sulla speculazione (anche con movente politico) dei mercati sui tassi di interesse dei nostri titoli, ad una perdita dell’uso potenziale della leva svalutativa (spesso male usata ma l’abuso non toglie l’uso), alla cessione completa di sovranità monetaria».La sovranità dello Stato«Oggi si deve imparare da questa storia e favorire una ricognizione sempre più approfondita del processo che ci ha portato fin qui. Tuttavia non si può agire come se tale processo non ci fosse stato e non avesse disegnato una nuova configurazione in cui il prezzo che pagheremmo per una uscita dalla moneta unica europea fatta a prescindere e senza strategia potrebbe portare, specialmente nell’immediato, ad una serie importante di danni per molti settori produttivi del nostro Paese, oltre ad esporre ad operazioni punitive di speculazione -sia per le pulsioni fisiologiche dei mercati sia per ritorsione politica».«Futuro nazionale afferma dunque la sovranità dello Stato anche in questa materia, non accettando tabù e limiti esterni alla libera valutazione di questi aspetti politici, tuttavia adopera come criterio di azione il realismo della complessità e la valutazione non ideologica di tutti gli aspetti in gioco, ritenendo che l’Italia debba essere capace tanto di permanere nell’area euro ridefinendone i perimetri di politica monetaria quanto di opzionare l’uscita, secondo le condizioni, il contesto, i tempi, mettendo al primo posto l’interesse nazionale, la tutela delle imprese e dei posti di lavoro, il potere d’acquisto delle famiglie».L'articolo Roberto Vannacci aspetta una telefonata da Giorgia Meloni: «È lei la padrona di casa» proviene da Open.