Malagò sceglie Bergamini come capo staff FIGC e insiste su Bianchedi

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Mar, 11 Ago 2026L’ex presidente del calcio a 5 va a ricoprire così una nuova carica istituita dall’attuale presidente federale.DiRedazioneCondividi l'articolo(Photo by Francesco Pecoraro/Getty Images)Giovanni Malagò rafforza la squadra di collaboratori a Via Allegri e mette a punto la macchina organizzativa della FIGC. Secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport, il presidente federale ha deciso di affidare a Luca Bergamini, ex numero uno del Futsal, l’incarico di capo dello staff della FIGC.In sostanza, sarà un capo di gabinetto, figura che dovrà coordinare i collaboratori più stretti del presidente e alleggerire il carico gestionale che finora gravava anche sul segretario generale.Un incarico su misura per BergaminiBergamini, avvocato con una conoscenza approfondita della macchina federale, è attualmente legato al consiglio d’amministrazione del Bologna FC di Saputo. Il suo rapporto con Malagò affonda le radici nel passato calcistico di entrambi: i due hanno vinto insieme tre scudetti di calcio a 5 nella Roma RCB tra il 1988 e il 1991, quando Bergamini difendeva la porta e Malagò giocava in attacco.Il nuovo capo di gabinetto non si occuperà delle questioni tecniche e calcistiche in senso stretto, un settore già riorganizzato con Claudio Ranieri alla presidenza del Club Italia, Roberto Mancini come ct della Nazionale, Attilio Viscidi al coordinamento delle nazionali giovanili e Gianfranco Zola alla guida dei progetti di sviluppo.Malagò, che il giorno della sua vittoria elettorale aveva dichiarato «da solo non posso nulla», punta così a circondarsi di persone di fiducia, consapevole di esporsi alle critiche di chi parlerà del cosiddetto «metodo Circolo».Il nodo BianchediUltimo punto che riguarda proprio il fronte legato a Diana Bianchedi, dirigente che il presidente federale non intende sacrificare nonostante le perplessità sollevate dal Coni in merito a possibili profili di «opportunità, inconferibilità e incompatibilità» riguardo al suo incarico di capo delegazione della Nazionale.Le critiche piovute in passato sulla FIGC, dalla fuga di Paolo Maldini e Ricky Leonardo fino al caso legato a Andrea Pirlo, avrebbero convinto Malagò a non arretrare più su questo tipo di decisioni. Anche a costo di uno scontro diretto con il Coni, il presidente federale non sembra intenzionato a fare passi indietro sul nome di Bianchedi.Dai suoi uffici si fa notare come lo statuto parli genericamente di «situazione di permanente conflitto di interessi» e non escluda, di per sé, l’incarico attuale, richiamando anche il caso del vicepresidente Di Paola, che guida gli sport equestri pur ricoprendo un ruolo apicale nell’esecutivo del Coni.C’è poi chi sottolinea come l’opportunità non sia una categoria giuridica in senso stretto e come la mansione di vicario, quella ricoperta da Bianchedi, non sia inquadrabile come un vero e proprio organo. Dal Comitato Olimpico, tuttavia, continua a circolare la domanda se sia opportuno che una carica così apicale si accompagni a un ruolo altrettanto specifico, quello che prevede di «trasferire allo staff e ai calciatori e far rispettare loro le norme di comportamento, il rispetto dei princìpi e dei valori».Sullo sfondo resta la posizione di Buonfiglio che, secondo indiscrezioni riportare dal Corriere dello Sport, sarebbe già pronto a sfiduciare Bianchedi indipendentemente da come si evolverà la vicenda. Un braccio di ferro istituzionale che si intreccia, ancora una volta, con gli equilibri interni della federazione guidata da Malagò.Developed by 3x1010