Caldo record, giugno e luglio più roventi di sempre. Le previsioni per Ferragosto: ci salverà l’adattamento?

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Giugno e luglio 2026 sono stati i più caldi mai osservati in Europa. E anche la temperatura degli oceani a luglio non è mai stata così alta. Mentre in questa settimana di Ferragosto in Italia ci aspettano ancora temperature record. E secondo Antonio Navarra, presidente del Centro Mediterraneo sui cambiamenti climatici, dobbiamo adattarci: «Se una regione o una città si adattano, per esempio per prevenire l’innalzamento del mare, e quella vicina no, quando si verifica un evento estremo le conseguenze ricadranno sulla comunità che non si è adattata. E le responsabilità saranno degli amministratori. Non si potrà dare la colpa ai negoziati internazionali sul clima».CopernicusA dire che l’Europa occidentale ha vissuto i due mesi più caldi mai osservati sono i dati del Servizio relativo ai cambiamenti climatici di Copernicus (C3S), il servizio di osservazione del pianeta satellitare e da mare e terra implementato dal Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine (ECMWF). Quello del 2026 è stato il secondo luglio più caldo globalmente, alla pari con quello del 2024 (in realtà leggermente di meno, per 0,01 gradi) e secondo solo al 2023. La temperatura media dell’aria superficiale per il mese è stata di 16,90 gradi. Ovvero 0,67 gradi al di sopra della media del periodo 1991-2020 per il mese di luglio. E 1,47 gradi al di sopra della media stimata per il periodo preindustriale 1850-1900 (a un soffio dal limite di +1,5 gradi dell’Accordo di Parigi).I mariLa temperatura superficiali media del mare per l’oceano extrapolare (60 gradi Sud-60 gradi Nord, quasi tutto l’Oceano Pacifico, poi l’Atlantico, l’Indiano e il Mare Mediterraneo, escludendo l’Oceano Artico) nel luglio 2026 è stata la più alta mai registrata per il mese, pari a 20,96 gradi, avendo superato il precedente record di luglio di 20,89 gradi, stabilito nel 2023. E poi c’è El Niño che, secondo le previsioni, «dovrebbe rafforzarsi ulteriormente nei prossimi mesi», ricordano gli scienziati. In Europa, i valori record delle temperature superficiali del mare lungo l’Atlantico e nel Mediterraneo occidentale sono stati associati a ondate di calore marine diffuse, di intensità forte o grave, che hanno colpito le comunità e gli ecosistemi costieri.FerragostoIntanto oggi ci aspettano temporali su Alpi e Appennini e fino alle temperature del Piemonte. L’instabilità, sottolinea il meteorologo de iLMeteo.it, Mattia Gussoni, potrebbe essere accompagnata da grandinate e non si limiterà al solo Nord. Entro la serata, infatti, qualche rovescio riuscirà a interessare anche le zone interne appenniniche del Centro-Sud. Sul resto del Paese, invece, sole e temperature ancora molto elevate. L’espansione dell’anticiclone subtropicale verso il bacino del Mediterraneo porterà a picchi massimi fin verso i 36-38°C in numerose città del Centro-Nord e delle due Isole Maggiori. A Roma si toccheranno i 39°C.L’adattamentoPer questo, spiega Navarra del Cmcc oggi a Repubblica, «se perdiamo i prossimi 20 anni la probabilità di avere estati come quella 2026 è certamente più alta di 20 anni fa». Il riscaldamento globale, spiega l’esperto, «è come un bambino che salta su un tappeto elastico: a ogni salto arriva un po’ più su o un po’ più giù. Ma se si tende di più il tappeto, tutti i salti arriveranno più in alto, anche se continueranno a non essere tutti uguali. Aumentando la concentrazione di gas serra è come se avessimo aumentato la tensione del tappeto elastico del Pianeta». Navarra spiega che «la questione del clima è una faccenda di lunga durata, che sopravviverà a molteplici cicli politici, favorevoli e avversi. Ma il punto fondamentale è continuare a sforzarsi di abbattere le emissioni. Perché questo ha anche risultati collaterali, sia economici che di autonomia energetica, riducendo per esempio la dipendenza da fornitori esteri di energia».Il treno del riscaldamento globaleSe invece lasciassimo le cose come stanno «il treno del riscaldamento globale continuerà ad accelerare e sarà sempre più difficile fermarlo. Azionando oggi il freno d’emergenza lo arresteremmo in 10 anni, se lo faremo tra vent’anni ce ne potremmo mettere 15». L’unica strada è l’adattamento: «Abbiamo strumenti che ci permettono di sapere quali possono essere gli effetti dei cambiamenti climatici e come ridurne l’impatto. Rispetto alla mitigazione, l’adattamento è più vicino alle persone e alle comunità e quindi politicamente più praticabile».L'articolo Caldo record, giugno e luglio più roventi di sempre. Le previsioni per Ferragosto: ci salverà l’adattamento? proviene da Open.