Giuseppe Conte non è mai stato l’avvocato del popolo, come disse il giorno in cui si insediò a Palazzo Chigi per la prima volta, ma sempre e solo l’avvocato di sé stesso. E il primo a rendersene suo malgrado conto fu Matteo Salvini, costretto nell’estate del 2019 a sedergli accanto mentre l’allora premier celebrava il famoso voltafaccia con cui da presidente del Consiglio di un governo giallo-verde si trasformò in presidente del Consiglio di un governo giallo-rosso. 🔒 Contenuto riservato agli abbonati. Continua a leggere su La VeritàL'articolo La sinistra capirà tardi che Conte pensa a sé proviene da La Verità.