Chi usa CoopVoce e viaggia spesso in Europa ha qualcosa di nuovo da leggere nelle condizioni della propria offerta. L'operatore virtuale ha aggiornato le informazioni sul roaming UE, e la modifica più evidente riguarda un limite che fino a poco fa era scritto nero su bianco: il tetto dei 30 giorni consecutivi entro cui era possibile usare tutti i Giga inclusi nell'offerta esattamente come in Italia. Quel riferimento è sparito. Ma questo non significa necessariamente che adesso possiamo trasferirci all'estero e continuare a navigare senza limiti per sempre.Nelle nuove condizioni, valide per le offerte del portafoglio disponibile dal 6 agosto 2026, CoopVoce parla ora di utilizzo del traffico voce, SMS e dati per "viaggi occasionali" nei Paesi UE e nel Regno Unito, nel rispetto dei Regolamenti europei sul Roaming Like At Home (RLAH). Nelle FAQ ufficiali, invece, la risposta è più diretta: quando ci si trova in un Paese UE o nel Regno Unito, è possibile usare tutti i minuti, gli SMS e i Giga inclusi nell'offerta esattamente come in Italia.Il punto è che le due formulazioni non si contraddicono, ma non si spiegano nemmeno a vicenda. Le condizioni generali di contratto rimandano al concetto di "contesti di occasionalità" per evitare abusi, senza però definire quanti giorni consecutivi all'estero facciano scattare eventuali restrizioni. Nessuna soglia temporale alternativa è stata indicata al posto dei vecchi 30 giorni.Prima della modifica, il meccanismo era chiaro: fino a 30 giorni di permanenza all'estero, Giga inclusi senza limitazioni; oltre quel limite, tornava ad applicarsi la soglia mensile prevista dalla normativa europea sul roaming. Ora quella chiarezza è venuta meno, almeno nella comunicazione pubblica. Vale la pena ricordare cosa prevede la normativa UE in materia. Secondo la Commissione Europea, il meccanismo Roam Like At Home è pensato per i viaggi periodici, non per un utilizzo permanente all'estero. Gli operatori possono monitorare l'attività di roaming su un periodo di 4 mesi: se in quel lasso di tempo il cliente trascorre più tempo all'estero che in Italia, l'operatore può contattarlo e, in presenza delle condizioni previste dalla normativa, applicare un sovrapprezzo. Questo però è un meccanismo europeo generale, non una nuova soglia introdotta da CoopVoce in sostituzione dei 30 giorni.In sintesi: chi usa CoopVoce e parte per una vacanza di qualche settimana in Europa non dovrebbe avere problemi. Chi invece pensa di vivere stabilmente all'estero usando la SIM italiana come se fosse a casa, si muove in un territorio non esplicitamente regolato dalle nuove condizioni, ma comunque soggetto alle regole europee sul corretto utilizzo del roaming. Per sapere esattamente cosa succede dopo una permanenza prolungata, al momento l'unica strada è consultare le Condizioni Generali di Contratto o contattare direttamente l'operatore.Una maggiore trasparenza da parte di CoopVoce su questo punto sarebbe stata gradita: togliere un limite senza spiegare cosa lo sostituisce lascia gli utenti in una zona grigia che, prima o poi, qualcuno sfrutterà nel modo peggiore.L'articolo CoopVoce aggiorna il roaming UE: sparisce il limite dei 30 giorni, ma resta una zona grigia sembra essere il primo su Smartworld.