AGI - Israele ha ucciso in un attacco a Gaza City il comandante della polizia del governatorato di Gaza, Jamal Abu Kamil. La morte è stata annunciata dal ministero dell'Interno della Striscia, controllato da Hamas, dopo che un veicolo era stato colpito nella parte occidentale della città.L'esercito israeliano ha successivamente confermato l'operazione, sostenendo che Abu Kamil fosse un comandante di Hamas e che avesse partecipato all'attacco contro Israele del 7 ottobre 2023. Secondo le Forze di Difesa Israeliane (IDF), l'uomo avrebbe inoltre promosso recentemente attacchi contro le truppe israeliane nella Striscia.Gaza rifiuta la versione israelianaLa polizia di Gaza ha respinto le accuse, affermando che Abu Kamil era "dedito al suo dovere di poliziotto e non aveva alcun legame con altre attività", e negando che avesse altre affiliazioni. Quello di Gaza City è stato il secondo attacco israeliano nella Striscia nella giornata. In precedenza le IDF avevano colpito a Khan Younis, nel sud di Gaza, un uomo indicato dall'esercito come un comandante di compagnia di Hamas che stava preparando un attacco contro le forze israeliane. Secondo fonti mediche palestinesi, nel raid una persona è rimasta uccisa e un'altra ferita.Tensione in Libano, l'Onu denuncia nuove violazioniResta alta la tensione anche in Libano. I caschi blu dell'Unifil hanno registrato tra lunedì e mercoledì 100 violazioni dello spazio aereo libanese da parte di droni e aerei da combattimento israeliani e quattro attacchi aerei nelle vicinanze di Al Mansuri, nel settore occidentale dell'area di operazioni della missione. A riferirlo è stata Daniela Gross, portavoce associata del segretario generale dell'Onu, durante il briefing con i giornalisti. Nello stesso periodo, ha aggiunto, l'Unifil ha registrato 427 lanci di proiettili attribuiti alle forze israeliane. La missione non ha invece rilevato lanci di proiettili da parte di Hezbollah.La situazione sul terreno si intreccia con lo stallo sull'attuazione dell'intesa sostenuta dagli Stati Uniti tra Israele e Libano. Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha ribadito che le forze israeliane non si ritireranno dalla zona di sicurezza nel sud del Libano fino al disarmo di Hezbollah e alla rimozione della minaccia rappresentata dal gruppo. Washington ha però sottolineato che una presenza militare israeliana permanente nel sud del Paese non sarebbe compatibile con gli impegni assunti nell'accordo.