Il 23 luglio, nel centro di Procreazione medicalmente assistita del San Raffaele, è stato trasferito l’embrione di una coppia alla donna sbagliata. Un errore umano, dichiara la struttura, che ha portato Regione, Centro nazionale trapianti e ministero a una serie di ispezioni nel centro, l’ultima lunedì 4agosto. Due giorni dopo il laboratorio viene bloccato per due settimane. Ora il centro ha 15 giorni per rivedere le procedure. Ma, come spiega oggi Repubblica, quelle criticità erano già ben note al personale della struttura. Il sistema di witnessing elettronico, richiesto e non ancora arrivatoI rischi legati alle procedure manuali nel centro di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) erano noti da tempo. Per questo, da dieci anni gli operatori, riporta Repubblica, chiedevano l’adozione di un sistema di witnessing elettronico, una tecnologia di tracciamento automatico pensata per affiancare e rafforzare i controlli del personale. Tuttavia, soltanto il 21 luglio scorso — appena due giorni prima del tragico scambio di embrioni — è arrivato un via libera “informale” per l’acquisto del dispositivo.Come funziona il witnessing elettronicoNei centri di PMA, ogni volta che si maneggia materiale biologico, la procedura prevede la presenza di due biologi per la verifica manuale dei passaggi. Il sistema di witnessing elettronico agisce come una barriera di sicurezza automatica, indipendente e tracciabile: emette un segnale acustico di alert qualora il campione in lavorazione non corrisponda alla paziente corretta, prevenendo in modo automatizzato lo scambio di provette o piastre.Un iter burocratico durato dieci anniL’adozione della tecnologia, spiega oggi il quotidiano, era stata preventivata dalla struttura già nel 2016, senza però trovare mai concreta attuazione. Negli ultimi due anni i responsabili del reparto hanno sollecitato a più riprese l’acquisto. Nel dicembre 2025 c’è stata una richiesta formale ai sistemi informativi per definire le specifiche tecniche. E infine sono seguite una serie di riunioni organizzative culminate il 21 luglio con l’ok informale. Due giorni dopo la svolta burocratica, la beffa: l’errore umano che ha travolto il laboratorio, la cui attività è stata temporaneamente sospesa per almeno 15 giorni su disposizione del Ministero della Salute e della Regione Lombardia.L'articolo Lo scambio di embrioni al San Raffaele e quel software di sicurezza atteso (e chiesto) da 10 anni proviene da Open.