AGI - Le temperature elevate e le ondate di calore possono rappresentare un fattore di rischio per la fertilità maschile e femminile e, durante la gravidanza, sono associate a un maggiore rischio di complicanze, tra cui il parto prematuro. A richiamare l'attenzione sugli effetti del caldo sulla salute riproduttiva è Ermanno Greco, presidente della Società Italiana della Riproduzione (Sidr), secondo il quale la crescente frequenza degli episodi di caldo estremo legata ai cambiamenti climatici pone una nuova sfida anche alla medicina della riproduzione.L'allarme di Greco"L'apparato riproduttivo è particolarmente sensibile alle variazioni di temperatura e le ondate di calore, sempre più frequenti negli ultimi anni a causa dei cambiamenti climatici, rappresentano un fattore di rischio da non sottovalutare per la fertilità maschile e femminile", ha affermato Greco. Gli effetti possono riguardare entrambi i sessi, anche se attraverso meccanismi differenti. Nell'uomo, ha spiegato il presidente della Sidr, "anche un lieve aumento della temperatura intratesticolare può compromettere la produzione degli spermatozoi, peggiorando concentrazione, motilità e qualità del liquido seminale, con una conseguente riduzione della capacità fecondante".Nella donna, invece, "il caldo estremo può interferire con il delicato equilibrio dei processi che regolano la funzione riproduttiva, creando condizioni meno favorevoli al concepimento". Un ulteriore elemento riguarda la gravidanza: secondo Greco, "l'esposizione alle alte temperature è associata a un maggiore rischio di complicanze, tra cui il parto prematuro".A questi fattori si somma l'età riproduttiva. "Dopo i 35 anni diminuisce progressivamente la qualità degli ovociti e aumenta la possibilità di alterazioni cromosomiche", ha ricordato l'esperto. Il problema, secondo la Sidr, non riguarda soltanto l'aumento diretto delle temperature. Le persistenti ondate di calore possono infatti interagire con un altro fattore ambientale, l'inquinamento atmosferico. "Le persistenti ondate di calore, aggravando l'inquinamento atmosferico, favoriscono l'accumulo di polveri sottili, sempre più associate a un peggioramento della qualità dei gameti e degli esiti riproduttivi", ha spiegato Greco.La sfida per la medicina della riproduzionePer il presidente della Società Italiana della Riproduzione, la relazione tra condizioni climatiche, esposizioni ambientali e salute riproduttiva richiede quindi una maggiore attenzione anche da parte del sistema sanitario: "la crisi climatica rappresenta una nuova sfida per la medicina della riproduzione e impone un sistema sanitario che sia capace non solo di rafforzare la prevenzione, ma anche di monitorare l'impatto del caldo e dell'inquinamento sulla fertilità", sottolinea Greco, ponendo l'accento sulla necessità di mettere a disposizione delle persone strumenti adeguati di informazione e assistenza. È "fondamentale offrire validi percorsi di informazione e cura, sostenendo concretamente le coppie che desiderano avere un figlio", ha concluso.