«Vederci arrivare quell’automobile addosso, in quel modo, è stata una scena da film horror, non c’è stato il tempo di schivarla. Poteva diventare davvero una tragedia». Piercarlo Lagna, podista esperto e ciclista amatoriale, riassume così al quotidiano La Stampa i momenti di pura follia vissuti lungo la strada che da Lanzo Torinese sale verso Coassolo, dopo che un automobilista ha travolto due volte di seguito il suo gruppo di sei ciclisti, lasciando a terra quattro feriti, di cui uno gravissimo e in prognosi riservata al Cto di Torino. L’investitore è stato rintracciato e bloccato poco dopo dai carabinieri.Il diverbio per il clacson e la retromarciaIl gruppo era partito in mattinata per un’uscita in bicicletta quando l’auto si è avvicinata da dietro in modo aggressivo. A scatenare la follia del conducente è stata una semplice protesta per i colpi di clacson e le segnalazioni luminose insistenti. «Stavamo pedalando, eravamo partiti da poco. Eravamo in gruppo, stavamo chiacchierando, andavamo piano, forse ai 20 all’ora non di più. A un certo punto quell’auto ci ha passato suonando il clacson. Poi non contento ha iniziato a fare i fari. Voleva passare. Uno di noi a quel punto ha alzato il braccio in segno di disappunto. Nulla di che, un modo per dirgli di stare calmo che ci saremmo spostati. Quando siamo arrivati all’altezza della rotonda ha rallentato, sembrava volesse farci passare o chiarire, invece ci ha puntato contro all’improvviso. Lo abbiamo solo visto fare retromarcia. Poi ci ha travolto. È accaduto tutto in una frazione di secondo».«Mi sono salvato perché mi sono buttato fuori dalla strada»Dopo il primo impatto, l’automobilista ha accennato la fuga. Quando ha visto Lagna rincorrerlo a piedi per appuntare il numero di targa, l’uomo ha invertito la marcia puntando nuovamente contro di lui e verso gli altri ciclisti che stavano soccorrendo il primo compagno rimasto a terra. «Il primo di noi che ha colpito ha fatto un volo di 30 metri – continua Lagna -. Lo ha lasciato a terra e poi è fuggito, ingranando la prima. D’istinto l’ho rincorso, dopo aver lasciato la bici, e ho preso la targa. A quel punto è venuto addosso anche a me. Mi sono salvato perché mi sono buttato fuori dalla strada. Così l’ho schivato. Ma è tornato sul gruppo degli altri ciclisti, che nel frattempo erano in mezzo alla strada perché stavano soccorrendo il primo di noi che era stato colpito e non poteva alzarsi. Non ho avuto tempo di avvertirli. Li ha falciati in pieno. Uno di loro è stato buttato contro l’inferriata e non è messo per niente bene. Se non avessero spostato il primo, che era stato sbalzato a terra, lo avrebbe schiacciato senza problemi».I soccorsi e l’arresto per tentato omicidioI soccorsi, coordinati dalla Croce Reale di Venaria, sono intervenuti con diverse ambulanze e l’elisoccorso per trasferire d’urgenza i quattro feriti, tutti con fratture e traumi importanti: due sono stati trasportati al Cto di Torino (uno resta in rianimazione con prognosi riservata) e due al San Giovanni Bosco. Nel frattempo i carabinieri della Compagnia di Venaria e della stazione locale hanno rintracciato e arrestato l’automobilista, ora a disposizione dell’autorità giudiziaria con l’accusa di tentato omicidio e lesioni stradali plurime.L'articolo «Mi sono salvato perché mi sono buttato fuori dalla strada»: il racconto di uno dei ciclisti travolti da un’auto a Lanzo Torinese proviene da Open.