Una fabbrica cinese a pochi chilometri da una delle principali basi navali spagnole. È questa, in estrema sintesi, la storia che sta facendo discutere a Ferrol, città galiziana che ha dato i natali a Francisco Franco.A prima vista sembra una delle tante storie di investimenti stranieri, posti di lavoro e rilancio industriale. Duecento milioni di euro, circa mille occupati diretti e una capacità produttiva che potrebbe arrivare a 120 mila automobili l’anno. Per la Galizia, e soprattutto per Ferrol, una città con una lunga tradizione industriale e cantieristica, l’arrivo di SAIC Motor dovrebbe essere una buona notizia.Il problema è dove hanno deciso di costruire la fabbrica. SAIC Motor, il colosso automobilistico statale cinese proprietario del marchio MG, vuole realizzare il suo primo grande stabilimento europeo nella zona portuale esterna di Ferrol. A circa cinque chilometri in linea d’aria c’è l’Arsenale della Marina spagnola. Poco più in là c’è Navantia, uno dei principali cantieri navali militari del Paese. Ed è proprio questa vicinanza ad avere fatto scattare l’allarme del Ministero della difesa e del Centro Nacional de Inteligencia, il CNI.La domanda, alla fine, è abbastanza semplice: era davvero necessario mettere una fabbrica cinese davanti a uno dei punti più sensibili della difesa navale spagnola?L’investimento economicoDal punto di vista economico, il progetto è difficile da ignorare. L’investimento iniziale previsto è di circa 200 milioni di euro e la produzione potrebbe arrivare a 120 mila veicoli all’anno. La Xunta de Galicia considera l’iniziativa strategica e vuole accelerare le autorizzazioni per permettere l’avvio dei lavori nel 2027 e l’entrata in funzione dello stabilimento entro la fine del 2028. Per Ferrol significherebbe nuovi posti di lavoro, nuove imprese dell’indotto e un possibile rilancio di un’area che da anni cerca una nuova vocazione industriale.Per SAIC, inoltre, la scelta avrebbe un valore ancora maggiore. Produrre direttamente all’interno dell’Unione europea consentirebbe al gruppo cinese di attenuare l’effetto dei dazi europei sulle automobili elettriche prodotte in Cina e di costruire una vera piattaforma industriale nel mercato europeo.Il rischio di cyber-spionaggioFin qui tutto bene. Poi si guarda la cartina. L’Arsenale di Ferrol ospita cinque fregate della classe Álvaro de Bazán, oltre alle navi da rifornimento Cantabria e Patiño. È una struttura militare con importanti infrastrutture logistiche, di manutenzione e sistemi collegati agli armamenti. A poca distanza c’è Navantia, dove vengono costruite le nuove fregate F-110 e dove sono in corso programmi di modernizzazione delle F-100, navi equipaggiate con sistemi di combattimento avanzati, compreso l’Aegis di tecnologia americana.Non è quindi un semplice porto militare spagnolo. È un pezzo della filiera industriale e tecnologica della difesa occidentale. Ed è qui che entrano in scena Difesa e Servizi segreti. Secondo quanto riportato da El País ed El Mundo, i servizi di sicurezza spagnoli considerano la presenza cinese nell’area un possibile problema per la sicurezza nazionale. Nei rapporti interni citati dalla stampa spagnola, la presenza di una società statale cinese all’imboccatura dell’estuario viene valutata con particolare attenzione.Il timore non è necessariamente quello, abbastanza cinematografico, di una spia cinese appostata con un binocolo davanti all’Arsenale. Il problema dell’intelligence moderna è molto più sottile. Una presenza industriale stabile può consentire di osservare movimenti navali, raccogliere informazioni, analizzare le attività del porto, intercettare segnali e creare nel tempo una rete di contatti.Poi c’è la parte informatica. Un grande stabilimento moderno significa sistemi digitali, comunicazioni, infrastrutture tecnologiche e una quantità enorme di dati. In un’area dove operano strutture militari e imprese della difesa, anche il rischio di cyber-spionaggio e di raccolta di informazioni elettroniche diventa un elemento da considerare.E c’è ancora un altro aspetto, forse meno evidente ma più interessante: l’indotto. Navantia e la Marina spagnola lavorano con una rete molto ampia di piccole e medie imprese locali. Aziende che forniscono componenti, manutenzione, servizi tecnici e lavorazioni specializzate. Una parte di queste potrebbe avere rapporti anche con il nuovo stabilimento automobilistico. In questo modo, il problema non sarebbe l’accesso diretto a una base militare, ma la possibilità di entrare progressivamente in una rete industriale che già lavora, direttamente o indirettamente, con la Difesa.Il precedente con HuaweiÈ un meccanismo molto meno spettacolare di quello raccontato nei film di spionaggio, ma proprio per questo più difficile da individuare. La Spagna ha già avuto un caso simile: il Ministero dell’Interno ha affidato a Huawei un contratto da 12,3 milioni per l’archiviazione delle intercettazioni del sistema Sitel. Washington e Bruxelles hanno espresso preoccupazioni sulla sicurezza e sul rischio di ingerenza cinese, ma Madrid ha difeso l’accordo, che non è stato cancellato.Chi è Saic MotorRitorniamo alla SAIC. La questione diventa ancora più delicata perché SAIC Motor non è una normale casa automobilistica privata. È un gigante controllato dallo Stato cinese. E in Europa il dibattito sulla sicurezza degli investimenti cinesi è cambiato parecchio negli ultimi anni. Porti, telecomunicazioni, energia, tecnologia, logistica e infrastrutture strategiche non vengono più considerati semplicemente come settori economici. Sono diventati anche questioni di sicurezza nazionale.A rendere il caso Ferrol ancora più curioso c’è poi un dettaglio: secondo la stampa spagnola, a SAIC erano state prospettate anche altre localizzazioni, tra cui Vigo e Gijón. Anche queste città dispongono di infrastrutture portuali e industriali. La scelta è caduta invece su Ferrol, proprio accanto a uno dei principali poli della difesa navale spagnola.Alleati in allarmeE qui il problema non riguarda soltanto Madrid. Navantia costruisce navi anche per Paesi alleati. Ha partecipato a programmi navali internazionali con Australia, Norvegia e Regno Unito. Le fregate e le tecnologie sviluppate a Ferrol fanno quindi parte di una rete di cooperazione militare molto più ampia. Se un alleato dovesse ritenere che quelle infrastrutture siano diventate troppo esposte alla presenza di una società controllata da Pechino, il danno potrebbe riguardare la reputazione della Spagna come partner affidabile.Sicurezza vs economiaIl dilemma è dunque quello classico della sicurezza economica: quanto vale un investimento e quanto costa il rischio che porta con sé? Per Ferrol, 200 milioni di euro e mille posti di lavoro sono una cosa concreta. Ma lo sono anche le fregate, i sistemi d’arma, le tecnologie militari e le informazioni che passano attraverso quel porto.Il Governo spagnolo dovrà quindi decidere se le misure di sicurezza siano sufficienti a separare le due realtà oppure se la posizione scelta da SAIC richieda condizioni, limitazioni o modifiche. Perché il punto non è impedire alla Cina di vendere automobili in Spagna. Il punto è capire se sia davvero necessario costruire una fabbrica cinese proprio accanto a uno dei luoghi dove la Spagna costruisce, ripara e prepara le navi della propria Marina e di alcuni dei suoi alleati.A Ferrol, insomma, la partita non si gioca soltanto sul futuro dell’auto elettrica. Si gioca anche su una domanda molto più semplice: dove finisce un investimento straniero e dove comincia un interesse strategico?L'articolo Non solo migranti, la Spagna di Sanchez spalanca le porte agli interessi cinesi proviene da Nicolaporro.it.