LA LUNGA ESTATE CALDA

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David Caspar Friedrich – Donna alla finestra (part.)E’ vero, il blog è fermo da mesi. Ormai da troppi mesi. Niente aggiornamenti, niente comunicazioni di servizio, niente di niente. Perché? Questo silenzio, questo vuoto non erano previsti, pianificati… avevo molti progetti, parecchi libri già in lettura o scalpitanti in una frizzante e promettente lista d’attesa. Ma i giorni passavano ed io non riuscivo a combinare niente di niente, la sola idea di mettermi al lavoro mi terrorizzava. Ad un certo punto mi sono finalmente resa conto che i giorni del silenzio erano diventati mesi e quasi in contemporanea una mattina trovo un messaggio di Barbara che in un commento pone una perentoria domanda: “Sei viva?”Ho capito allora che il silenzio doveva almeno essere interrotto e anche se sommariamente, spiegato.Spiegarlo per filo e per segno sarebbe troppo lungo e per voi noiosissimo, ma ho scelto un titolo, per questo post, che ho preso in prestito dal mitico film americano di Martin Ritt tratto da un romanzo breve di Faulkner in cui sinteticamente sono racchiusi i miei tanti perchéLa lunga estate calda. Il clima. Questa estate tremenda, che sembra non finire mai, rovente non solo per il clima metereologico che ormai solo i negazionisti in servizio effettivo permanente possono non considerare in cambiamento sempre più inquietante, ma anche un clima d’altro genere e cioè il generale clima politico, le guerre in corso (ibride e reali), la politica interna e internazionale, lo stravolgimento delle modalità di intendere e portare avanti le idee politiche e tanto tanto altro… Insomma non voglio addentrarmi in particolari perché se comincio non la finisco più ma sono certa che ci siamo capiti.Tutto questo per dire che l’insieme di tutti questi fattori (o calamità – strano che non si vedano ancora pioggia di rane o invasioni di cavallette) mi ha davvero stremata e resa incapace di fare alcunchè di utile, produttivo e – cosa ancora più grave – mi ha reso incapace anche di fruire e godere di cose che in una situazione diciamo “normale” mi piace moltissimo fare.Un solo esempio per per me assolutamente emblematico: leggere. Sono mesi che non riesco, proprio non riesco a leggere un libro per intero. E parlo di libri che mi piacciono, eh, di libri che mi interessano molto, libri di cui avrei intenzione di parlare qui sul blog, non libri noiosi, non letture obbligate…Niente da fare. I libri, il Kindle mi cadevano dalle mani dopo neanche una decina di pagine. Edward HopperCosì si sono svolti per me gli ultimi mesi. Ad un certo punto mi sono arresa, non volevo “bruciare” quelle letture. Ho ciondolato. Il condizionatore il mio più caro amico. Le previsioni meteo il mio programma TV preferito. Non ho concluso niente. Ho deciso di…aspettare che passi. “Adda passà ‘a nuttata”, diceva il grande Eduardo nel 1945 in “Napoli milionaria”…Spero in una tregua. Dal caldo, dalle notizie quasi tutte pessime da cui siamo bombardati…Ma l’ho fatta troppo lunga. Ringrazio tutti coloro che hanno avuto la pazienza di non mollarmi, che mi danno anche una provvidenziale randellata in testa per farmi uscire dal torpore e… non prometto date certe ma spero di tornare presto in pista.