Diana Bianchedi capodelegazione dell’Italia: la nomina apre il caso tra CONI e FIGC. È scontro, con Giovanni Malagò che va dritto per la propria stradaLa scelta di Diana Bianchedi come nuova capodelegazione della Nazionale italiana ha aperto un vero e proprio fronte istituzionale tra CONI e FIGC. La decisione di Giovanni Malagò, arrivata dopo il no di Gianfranco Zola, ha infatti sollevato dubbi legati alla compatibilità tra il nuovo incarico federale e quello di vicepresidente vicario del Comitato Olimpico ricoperto dalla stessa Bianchedi. Ascolta le nostre notizie! Non hai tempo di leggere? Scopri la nuova sezione Podcast di Calcio News 24 e ascolta i nostri approfondimenti audio. A ricostruire il caso sono La Gazzetta dello Sport e Tuttosport, che sottolineano come la questione sia ormai passata anche al vaglio di avvocati e giuristi.Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italianoIl CONI solleva il tema dell’incompatibilitàIl punto centrale riguarda l’articolo 7, comma 4 dello Statuto del CONI, che disciplina i casi di conflitto d’interessi per i componenti della Giunta Nazionale.Il Comitato Olimpico ha chiarito la propria posizione attraverso una nota ufficiale: «…Ai sensi dello Statuto e delle Leggi vigenti, sono stati prontamente attivati gli uffici preposti e gli organismi competenti al fine di valutare eventuali profili di opportunità, inconferibilità e incompatibilità, a tutela della Giunta Nazionale…».Nello stesso testo viene richiamato anche il passaggio secondo cui «…I componenti della Giunta nazionale qualora vengano a trovarsi in situazione di permanente conflitto di interessi sono considerati incompatibili con la carica che rivestono, e debbono essere dichiarati decaduti…».La posizione del CONI, dunque, è che la situazione debba essere approfondita prima di considerare definitivamente risolta la questione.La FIGC non arretra: «Nessun conflitto di interessi»Di segno opposto la posizione della Federcalcio, che non considera incompatibili i due incarichi.Da via Allegri fanno sapere: «Non si ravvisa nessun conflitto di interessi nella nomina perché si tratta di un ruolo di mera rappresentanza. Non c’è una norma statale né statutaria che preveda espressamente un’incompatibilità tra il ruolo di membro di Giunta del Coni e un incarico federale».La FIGC aggiunge inoltre che «si ritiene che l’incarico possa configurare il conflitto di interessi permanente richiamato dall’articolo 7 dello statuto del Coni».Il nodo interpretativo riguarda quindi proprio la natura del ruolo di capodelegazione, considerato dalla Federazione come principalmente rappresentativo e privo di poteri decisionali negli organi federali.Malagò va avanti con la sua rivoluzioneLa scelta di Bianchedi rientra nel progetto di “rivoluzione culturale” voluto da Malagò per la Nazionale. Ex campionessa olimpica di scherma, con due ori nel fioretto a squadre e un curriculum di alto profilo nello sport italiano, Bianchedi rappresenta una figura di rottura rispetto alla tradizione incarnata in passato da Gigi Riva, Gianluca Vialli e Gigi Buffon.La decisione, tuttavia, avrebbe sorpreso anche diversi ambienti del calcio italiano. La Lega Serie A ne sarebbe venuta a conoscenza soltanto a nomina definita, mentre il presidente del CONI Luciano Buonfiglio sarebbe stato informato poche ore prima.Malagò, però, non sembra intenzionato a fare passi indietro. La FIGC ritiene la scelta pienamente legittima, mentre il CONI vuole approfondirne i profili statutari. Il caso Bianchedi è quindi destinato a proseguire, con la parola che passa ora agli organismi competenti e agli avvocati.