“Mai l’Italia in mano alla sinistra”: così ha solennemente dichiarato nei giorni scorsi il prode e immarcescibile generale Vannacci, fondatore tra l’altro del Partito Futuro Nazionale, nonché autore del bestseller che mette a tema quel “mondo al contrario” di cui il suo stesso autore, volens nolens, è parte integrante.Alla luce di questo slogan banale e logoro — “mai l’Italia in mano alla sinistra” — il generale può una volta di più essere inquadrato come del tutto organico all’ordine dominante, di cui pure finge di essere un fustigatore. Il suo obiettivo non è togliere il potere al sistema finanziario e alla power elite cosmopolitica, al sinedrio liberista e ai sacerdoti dell’imperialismo sans frontières. No: il suo obiettivo è fare in modo che la sinistra non vada mai al potere.Su queste basi, e per logica deduzione, si inferisce che l’obiettivo del prode generale è altresì fare in modo che al potere resti stabilmente la destra, evidentemente giudicata da lui la parte buona. Ma la destra, come infinite volte ho sottolineato, non è alternativa in nulla alla sinistra, rispetto alla quale fa anzi valere l’alternanza che nega l’alternativa, e che fa altresì balenare quella che abbiamo definito l’omogeneità bipolare tra destra e sinistra.Destra e sinistra, zelanti maggiordomi del capitaleAl di là della fiction buona a galvanizzare i militanti — pardon, i militonti — delle rispettive parti, destra e sinistra condividono il medesimo programma: quello dei gruppi dominanti della globalizzazione turbocapitalistica, con centralità del mercato sovrano e dell’imperialismo atlantista. Come ho provato a mostrare per esteso nel mio studio Demofobia, destra e sinistra sono oggi soltanto gli zelanti maggiordomi del capitale finanziario. Si contrappongono tra loro per accaparrarsi in maniera esclusiva il lavoro presso il padrone senza frontiere, eseguendo con solerzia tutti gli ordini che detto padrone impartisce loro autocraticamente.Come ho più volte evidenziato, il partito di Vannacci non è alternativo al sistema dominante, ma ne è espressione alla stregua di tutti gli altri partiti esistenti, sia di destra sia di sinistra. Vannacci condivide e fa suoi tutti i capisaldi del tableau de bord della power elite sans frontières: liberismo, atlantismo e manicomiale contrapposizione tra una destra e una sinistra ugualmente organiche e funzionali all’ordine neoliberale.La vera destra che nessuno ha mai votato prima di RepubblicaAnziché opporsi allo schema di destra e sinistra, il prode generale proclama pomposamente di rappresentare, lui soltanto, la vera destra. Eppure tanti capita insanabilia seguitano a coltivare l’infondata speranza che il generale rappresenti realmente il nuovo e l’alternativa allo status quo, pensando che a rappresentare la rivoluzione possa davvero essere un uomo adeguatamente reclamizzato e selezionato dal partito di Repubblica e L’Espresso, senza i quali, lo ricordiamo, nessuno oggi saprebbe anche solo dell’esistenza del prode generale Vannacci.RadioAttività, Lampi del Pensiero Quotidiano | Con Diego FusaroThe post Vannacci, l’ultima uscita lo colloca perfettamente nel “mondo al contrario” appeared first on Radio Radio.