Un’altra ombra su Report. Mentre i carabinieri indagano sulla possibilità, al momento non riconosciuta dai pm e smentita da Sigfrido Ranucci, che Valter Lavitola (reo confesso mandante della bomba al conduttore) abbia in qualche modo influenzato le inchieste della trasmissione, ecco che il Corsera getta una luce su un’altra inchiesta. Si tratta del filone sul vino dei “piccoli chimici” che metteva sotto accusa “pratiche illegali, truffe e nuove tecniche di cantina come l’uso di lieviti industriali”.Il quotidiano di via Solferino ha scoperto infatti che, dopo quella puntata contro i produttori di vino italiani, Ranucci tornò sull’argomento con un’altra puntata (febbraio 2024) in cui si dava conto dell’esistenza di produttori virtuosi: “Esistono anche agricoltori — aveva ammesso Ranucci — che rinunciano all’avidità ancestrale in nome del rispetto della natura”. Solo che tra i puristi del vino intervistati c’era…. un ex collega di Report, già autore della trasmissione. Si tratta di Piero Riccardi, dell’azienda Riccardi Reale.“Dopo aver descritto il settore vitivinicolo come un “film dell’orrore”, la trasmissione di Ranucci ha pensato bene di indicare come “modello virtuoso” da valorizzare proprio le Cantine Riccardi Reale. Peccato che il proprietario sia Piero Riccardi, autore di ben 29 inchieste del programma, e che al suo fianco ci sia Lorella Reale, anch’essa firma di passate puntate sul cibo e la carne”, attacca Giorgio Maria Bergesio, responsabile del settore agricoltura per la Lega. “Siamo di fronte a una commistione inaccettabile e a un palese conflitto d’interessi sulla rete ammiraglia del servizio pubblico”. Questa ombra si aggiunge a quelle sollevate dal giornale sui servizi realizzati da Giulia Innocenti sugli allevamenti intensivi di animali, un documentario finanziato – pare – anche da associazioni vegane.Va detto che Report durante il servizio ammise che Riccardi era stato collaboratore della trasmissione ma, dice il leghista, “dopo anni di servizi volti a colpevolizzare gli allevatori e i viticoltori italiani, attaccando la sostenibilità e la qualità delle nostre produzioni, Report usa la vetrina della Rai per fare pubblicità e dare “patenti di eticità” all’azienda agricola di un proprio ex autore storico”.Tutto ok?L'articolo Un’altra ombra su Ranucci: lodò il “vignagnolo non avido”, ma lavorava per Report proviene da Nicolaporro.it.