Burgio non parla il milanese. Ma ciò che conta è se saprà parlare ai milanesi

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E’ uscita la nuova puntata di “Frontale”, newsletter di Fabio Massa con riflessioni (su Milano e non solo), inside e racconti di quello che accade in città. Ci si può iscrivere qui: https://frontale.substack.comGenerale dietro la collina c’è Milano. Sì, c’è Milano e – fortunatamente – non la notte crucca e assassina. Citazioni canore a parte, la notizia politica di questi giorni, mentre più o meno tutti sono o a cercare il fresco in montagna oppure a pucciarsi dalla testa ai piedi nel mare, è che il generale Vannacci ha trovato il suo candidato sindaco per Milano: il generale Burgio. Ex generale chiama ex generale. Tutto avviene con una dichiarazione al Caffè della Versiliana. Prima Vannacci dice quello che ha già detto 3-400 volte, ovvero che ci sarà un candidato di Futuro Nazionale. E poi conferma quello che già girava da tempo: il nome di Carmelo Burgio, ex generale dei Carabinieri.Dice Vannacci:– “Carmelo Burgio è un generale dei carabinieri, un uomo delle istituzioni che ha lavorato alla Direzione investigativa antimafia ed è stato un paracadutista”.– “Con lui Milano potrà tornare a essere la città della Madonnina e non dei maranza. Date fiducia a Burgio e vedrete Milano rivoltata come un calzino”– “Ha una grande esperienza nella sicurezza e se gli chiedessimo di rastrellare (?!?) Rogoredo saprebbe come farlo, senza i consigli del prefetto Gabrielli”– “Correremo in tutte le grandi città, a Milano, Bologna, Roma, così come correremo alle politiche” Vannacci gioca d’anticipo. E il programma?Politicamente la cosa più interessante è il fatto che Vannacci abbia scelto il suo candidato prima di tutti gli altri partiti del centrodestra. Ciò pone un po’ di interrogativi: è il preludio a una avventura solitaria rispetto al centrodestra, anche alle politiche? (Io non lo credo, anzi credo che Vannacci voglia a tutti i costi allearsi con Meloni&Co) Oppure è una strategia che separa l’avventura alle comunali da quella alle politiche? (Possibile, non probabile).Altra questione è il “programma”: vabbè, ok la sicurezza. Ok che Vannacci percula l’ex prefetto Gabrielli. Ma Milano non ha solo questa emergenza. C’è la questione dell’urbanistica, del carovita, dei mezzi pubblici da finanziare, dello stadio. E solo per dire le prime cose che mi vengono in mente. Paradossalmente la sicurezza è l’argomento più semplice: il sindaco può al massimo schierare i vigili urbani, tutto il resto è di competenza di prefetto e questore… E questo Vannacci, che è assai furbo, lo sa benissimo. E Burgio? Lo sa?Burgio non parla il milanese. E quindi?Appena ho sentito parlare di Burgio mi sono chiesto: ma chi lo conosce, a Milano? Intendiamoci: mica detto che uno che non è conosciuto in una città non possa fare il sindaco di quella città. E mica detto che uno che non è di Milano non possa fare il sindaco (cito spesso Montanelli: i milanesi migliori non sono nati a Milano).Però è un fatto: Carmelo Burgio non è milanese. E’ nato ad Anzio. Poi scuola alla Nunziatella di Napoli e infine all’accademia dei carabinieri di Modena. Ha combattuto: Libano nel 1982, scorta del presidente della repubblica Cossiga, comandante dei paracadutisti in Albania e in Bosnia nei secondi anni Novanta, e nei primi 2000 è andato a comandare in Iraq, e poi in Afghanistan. Ha combattuto contro i Casalesi. E’ un militare pluridecorato. Qualcuno lo chiamerebbe semplicemente: un eroe, oggi 69enne. Ci può stare, ognuno si sceglie l’eroe che preferisce e di certo ha servito la patria.Non lo si prenda come un atto di lesa maestà – io sono rispettoso della democrazia del voto: se vorrà parlare di Milano ai milanesi, se vorrà proporsi come guida di una città complessa e modernissima, imprenditoriale e internazionale, dovrà studiare. E non poco: da queste parti non ci sono solo i maranza ma anche un sacco di gente che prima di andare alle urne studia a fondo chi sta andando a votare.Che cosa sappiamo ad oggi di BurgioIn conclusione: che cosa sappiamo ad oggi di Burgio? Quello che ha dichiarato il 10 agosto al Giorno e a Lapresse. Vediamo un po’: batte sulla sicurezza (”Milano è una città insicura. Glielo dico anche per esperienza diretta. Per anni sono arrivato nel capoluogo lombardo alla Stazione Centrale. Un giorno un immigrato ha provato ad aggredirmi”), spiega la sua candidatura (”Io ero già stato contattato da un gruppo di imprenditori, ai quali però avevo risposto che non ero molto interessato a un’avventura politica a Milano, ma prima che Vannacci lanciasse Fn. Alla fine ho deciso di fare qualcosa per l’Italia”), dice la verità sulla propria determinazione (”Se si raggiungesse un accordo per cui Fn decidesse di aiutare un altro candidato del centrodestra, per me andrebbe benissimo. L’importante è vincere”).Poi, excusatio, parla del proprio rapporto con Milano: “Se conosco Milano? Do due risposte: la prima è che Milano la frequento da un sacco di anni. La seconda è, quando mi hanno mandato a comandare Cagliari, Caserta o Trapani le conoscevo? Quando mi hanno mandato a lavorare in tutto l’Afghanistan lo conoscevo? Tutti questi milanesi che l’hanno governata sono stati tutti eccezionali o perfetti? Non parlo il milanese, che sarà mai”. Eh, che sarà mai. In effetti non parlare il milanese non è un problema. La non conoscenza però sì. E se conosce o non conosce, se studia o non studia, il generale Carmelo Burgio, lo si capirà assai presto.L'articolo Burgio non parla il milanese. Ma ciò che conta è se saprà parlare ai milanesi proviene da Nicolaporro.it.