Gli effetti del terremoto sul prezzo del caffè: perché il sisma in Colombia rischia di abbattersi sulla tazzina al bar

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Il terremoto che ha colpito la Colombia il 10 agosto sta mettendo in seria difficoltà anche l’industria del caffè, una delle filiere più importanti per l’export del Paese. La scossa di magnitudo 7,4 ha provocato frane e danneggiato diversi collegamenti stradali, rendendo più difficile raggiungere Buenaventura, il principale porto colombiano per l’esportazione del caffè. A complicare ulteriormente la situazione c’è la poca disponibilità di mezzi per trasferire le merci verso altri terminal. Un blocco che rischia di avere conseguenze non solo sulle famiglie che vivono della produzione del caffè, ma sull’intera filiera, fino ai mercati internazionali e ai prezzi della materia prima.L’importanza strategica del porto di BuenaventuraSecondo l’Associazione degli esportatori di caffè (Asoexport), oltre il 60% del caffè colombiano destinato ai mercati esteri passa attraverso il porto di Buenaventura. Al momento, però, il trasporto dei carichi verso il terminal è limitato soprattutto per via delle frane e i danni causati dal terremoto. Gustavo Gómez, presidente esecutivo di Asoexport, ha spiegato a El Colombiano che alcuni corridoi stradali sono stati riaperti, ma vengono utilizzati principalmente per garantire il passaggio dei mezzi impegnati nei soccorsi.Gli esportatori cercano porti alternativiVista la difficoltà di raggiungere Buenaventura, si sta valutando la possibilità di deviare parte delle spedizioni verso i porti della costa caraibica. Tra le alternative ci sono Puerto Antioquia, Cartagena e Santa Marta. Il problema, però, non è soltanto trovare un porto alternativo, ma come raggiungerlo. Al momento infatti non ci sono abbastanza camion. Per ora non esiste una stima ufficiale della quantità di caffè rimasta bloccata, Asoexport ha però provato a calcolare quale potrebbe essere l’impatto di una settimana di interruzione. Secondo l’associazione, considerando una media di circa 250mila sacchi a settimana, un prolungamento di questo blocco potrebbe lasciare fermi oltre 600 camion e più di mille container pieni di caffè. Un problema per molte famiglie ColombianeLe conseguenze del blocco non riguardano solo gli esportatori e le grandi aziende della filiera, ma anche le famigli colombiane. Si stima infatti che siano quasi 600mila le famiglie che dipendono direttamente dalla coltivazione e dalla vendita del caffè. A preoccupare è quindi soprattutto la durata dell’emergenza perché più a lungo resteranno interrotti i collegamenti con i porti, maggiore sarà il rischio di accumulo del prodotto nelle aree di produzione e di ritardi nelle consegne internazionali. Gli impatti sulla borsaLa Colombia è uno dei principali produttori mondiali di caffè e soprattutto uno dei maggiori esportatori del caffè Arabica di alta qualità. Per questo le difficoltà logistiche hanno avuto ripercussioni anche sui mercati internazionali. Nella borsa di New York i contratti futures sul caffè hanno registrato un aumento dei prezzi per via dei timori degli operatori per i possibili ritardi. Questo perché se i collegamenti con Buenaventura non verranno ricostruiti presto, il rallentamento delle consegne alle torrefazioni europee e statunitensi potrebbe creare ulteriori aumenti del prezzo del caffè.Foto di Stefan Wiegand da PixabayL'articolo Gli effetti del terremoto sul prezzo del caffè: perché il sisma in Colombia rischia di abbattersi sulla tazzina al bar proviene da Open.