E’iniziato attorno alle 12, come previsto, l’interrogatorio del faccendiere Valter Lavitola, accusato di essere il mandante dell’attentato esplosivo al giornalista Sigfrido Ranucci. Entrando in carcere, l’avvocato Sergio Cola ha preferito dire che il suo assistito non ha ancora deciso se si avvarrà della facoltà di non rispondere al gip, facendo comunque dichiarazione spontanee, o risponderà alle contestazioni che gli vengono avanzate. Lo stesso avvocato si è mostrato molto teso: «Le valutazioni me le tengo per me. Successivamente dirò quali sono state le mie valutazioni e quale è stata poi la scelta del mio assistito», ha detto.Lo scontro politicoIntanto si è acceso lo scontro sulle intercettazioni tra Lavitola e Ranucci. Il giornalista aveva (o perlomeno credeva di avere) una solida amicizia con l’ex uomo spalla di Silvio Berlusconi ed ex direttore dell’Avanti. Pur essendo estraneo a quello che nell’ordinanza viene definito un raggiro, si confidava con Lavitola, parlava degli scontri con alcuni esponenti politici e si mostrava interessato al sondaggio commissionato da Lavitola, con la supervisione di Paolo Mieli e Stefano Cappellini che avrebbero consigliato il titolare del ristorante Cefalù su come meglio porre i quesiti, con l’obiettivo di capire se la cosa si sarebbe trasformata in una notizia. Proprio per questa relazione, che emerge dagli atti, sebbene sia vittima dell’attentato secondo più fonti sarebbe a rischio di perdere la conduzione di Report.Lo scontro coinvolge quella che era la ex commissione di vigilanza parlamentare sulla Rai, non ancora ricostituita: «Non so se sto assistendo a una tragedia o a una commedia perché ha dell’inverosimile quello che sta accadendo a Sigfrido Ranucci», dice la senatrice M5s Barbara Floridia, già presidente della commissione di Vigilanza Rai, sui social: «Sigfrido Ranucci – sottolinea Floridia – è stato vittima, per fortuna illesa, di un attentato. È stato vittima di una manipolazione, di una conoscenza con Lavitola che si è rivelata terribile visto che presumibilmente Lavitola è il mandante dell’attentato per sue assolute ragioni, colpe, io adesso non so quali siano le motivazioni». Le accuse a Ranucci arrivano soprattutto dal centrodestra. Maurizio Gasparri, da tempo ai ferri corti col giornalista, è tra i più espliciti: «Leggo sempre più esterrefatto le cronache della vicenda Report-Ranucci-Lavitola. Prendo anche atto di essere in cima alle preoccupazioni di Ranucci, che in queste conversazioni telefoniche mi denigra confermando il suo pregiudizio dimostrato anche nel corso delle sue trasmissioni», dice in una nota anche da ex membro della Vigilanza. La tensione è destinato a proseguire.L'articolo Lavitola, interrogatorio a Rebibbia. Il faccendiere pronto a dichiarazioni spontanee (ma senza rispondere alle contestazioni) proviene da Open.