Può cambiare ancora l’azionariato di Pirelli: Sinochem pronta al disimpegno con 1 miliardo di plusvalenza

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Mer, 12 Ago 2026Dopo essere sceso al 20% del capitale, con conseguente ingresso dell’imprenditore ceco Michal Strnad, il gruppo cinese potrebbe uscire definitivamente dalla società guidata dalla Camfin di Marco Tronchetti Provera.DiRedazioneCondividi l'articolo(Foto: MIGUEL MEDINA/AFP via Getty Images)L’azionariato di Pirelli sta vivendo settimane di profonda trasformazione. E dopo che Sinochem ha ridotto la propria quota dal 34% al 20%, le novità riguardanti il socio cinese potrebbero non essere terminate. Lo scorso luglio, si è verificato l’ingresso in società dell’imprenditore ceco Michal Strnad al 14% con il rafforzamento di Camfin di Marco Tronchetti Provera che dovrebbe arrivare a breve salendo fino al 29,9%, consolidando così il controllo della società della Bicocca.Secondo quanto ricostruito da Il Sole 24 Ore, Sinochem starebbe infatti lavorando per alleggerire ulteriormente la propria posizione nel capitale. Un eventuale disimpegno consentirebbe al gruppo cinese di liberare una plusvalenza vicina al miliardo di euro, in parte già monetizzata attraverso la cessione a Strnad.Il passaggio di quote ha già prodotto conseguenze concrete sul libro soci di Pirelli. La base degli azionisti europei si è rafforzata e sono in parte diminuite le preoccupazioni di natura regolamentare e geopolitica legate alla presenza dell’azionista cinese, in particolare sul mercato statunitense.L’ingresso di Strnad, arrivato con un investimento di oltre 987 milioni di euro, ha innescato un effetto a catena sugli equilibri storici del gruppo. Dopo undici anni la Camfin torna a essere il primo socio di Pirelli con il 26,5%, quota che dovrebbe salire a breve fino al 29,9%.Il nodo Golden PowerIl ridimensionamento di Sinochem, sceso dal 34% al 20%, viene letto da più osservatori come un passaggio intermedio verso un’uscita più ampia. All’origine della scelta ci sarebbe l’intervento del governo italiano attraverso il Golden Power, che ha ridisegnato la governance del gruppo limitando i poteri del socio cinese. La normativa concede a Sinochem la nomina di soli tre consiglieri privi di cariche apicali, un vincolo che potrebbe decadere qualora la quota scendesse sotto il 10%.Alcune fonti ritengono che l’obiettivo finale del gruppo cinese sia proprio quello di riallineare il peso azionario ai poteri di governance, avvicinandosi dunque alla soglia del 10%. Altre non escludono invece una cessione totale del 20% residuo. Al momento non è stato possibile ottenere un commento da Marco Polo International Italy, veicolo che detiene la partecipazione.I numeri dell’investimento cineseGuardando ai conti, l’operazione racconta una storia di rendimenti significativi per Sinochem. Nel 2015, in occasione dell’Opa lanciata insieme a Camfin che portò al delisting di Pirelli, ChemChina investì 1,6 miliardi di euro, a cui si sommarono altri 300 milioni per acquisti successivi sul mercato. Parte di queste risorse furono recuperate nel 2017 con la riquotazione in Borsa, che portò un incasso di 600 milioni.Tra il 2019 e il 2025 il gruppo cinese ha inoltre incassato circa 340 milioni di dividendi e altri 300 milioni legati all’operazione Prometeon. Al netto delle cedole, l’investimento effettivo per costruire la posizione del 34% si aggirerebbe intorno ai 700 milioni di euro. Sulla base delle attuali quotazioni di Borsa, quella quota vale oggi circa 2,4 miliardi, con un guadagno potenziale complessivo stimato in 1,7 miliardi di euro.Il rating premia PirelliA confermare la solidità del percorso intrapreso dal gruppo, infine, è arrivata anche la promozione da parte di S&P, che ha alzato il rating di Pirelli da BBB- a BBB. L’agenzia ha motivato la decisione richiamando «una significativa riduzione dell’indebitamento e una solida redditività».Developed by 3x1010