Eredità: regole e trappole della successione

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L’amministrazione finanziaria aggiorna le regole del gioco per la gestione delle eredità, confermando come il passaggio generazionale del patrimonio rimanga uno degli snodi più presidiati e regolamentati dallo Stato. L’Agenzia delle Entrate ha infatti pubblicato la nuova guida “Dichiarazione e imposta di successione”, fornendo le indicazioni operative sulle modalità di trasmissione telematiche e sull’impatto fiscale che grava sugli eredi. La regola aurea prevede che la presentazione dell’atto avvenga entro 12 mesi dalla data di apertura della successione, coincidente di norma con il decesso del contribuente. Una scadenza rigida che richiede il tempestivo adempimento di formalità complesse, da gestire direttamente online oppure attraverso l’intermediazione di professionisti e CAF.Per la trasmissione delle informazioni, l’ente pubblico punta forte sui propri portali digitali. I cittadini possono ricorrere al servizio di “Dichiarazione di successione precompilata web” all’interno dell’area riservata del sito del Fisco, oppure utilizzare il software “Dichiarazione di successione e domanda di volture catastali”. Il sistema precompilato punta a velocizzare le pratiche mostrando i dati già archiviati presso l’anagrafe tributaria, che l’utente deve validare o integrare prima di inviare l’atto e richiedere contestualmente la voltura degli immobili. Per fruire della piattaforma online resta obbligatorio disporre delle credenziali SPID, CIE o CNS. Unico canale residuo per la presentazione del modello cartaceo tramite raccomandata è riservato a chi ha la residenza all’estero ed è impossibilitato a utilizzare i canali telematici.La svolta dell’autoliquidazioneSebbene la morsa burocratica appaia stringente, la normativa individua perimetri ben definiti entro cui il contribuente viene sollevato dall’obbligo di invio della documentazione. Come si legge nel testo ufficiale delle Entrate, “non c’è l’obbligo di presentare la dichiarazione se ricorrono contemporaneamente le seguenti condizioni: se l’eredità è devoluta al coniuge e ai parenti in linea retta del defunto e ha un valore non superiore a 100mila euro; se non comprende beni immobili o diritti reali immobiliari”. Al di fuori di questo perimetro di scomputo, la macchina fiscale richiede il rigoroso rispetto di tutti i passaggi operativi.La vera novità strutturale riguarda l’imputazione dell’imposta per tutte le successioni aperte dal 1° gennaio 2025. In questo caso il legislatore ha addossato al cittadino l’onere dell’autoliquidazione del tributo, uniformando la procedura a quanto già accadeva per le imposte ipotecarie, catastali, di bollo e per le tasse sui servizi immobiliari. Gli eredi sono chiamati a calcolare da sé l’importo dovuto e a versarlo entro 90 giorni dal termine di scadenza della dichiarazione. Il pagamento può avvenire contestualmente alla presentazione del modello oppure in un momento successivo, ma sempre all’interno della finestra temporale dei tre mesi previsti dalla legge.Aliquote, franchigie e piani di dilazioneL’impalcatura delle aliquote fiscali conferma il peso del prelievo sui trasferimenti patrimoniali in base al grado di parentela, applicando percentuali crescenti man mano che ci si allontana dal nucleo familiare primario. Il prelievo si assesta al 4% per il coniuge e i parenti in linea retta (ascendenti e descendenti), calcolato sul valore netto complessivo che eccede la franchigia di 1 milione di euro per ciascun beneficiario. L’aliquota sale al 6% per i trasferimenti tra fratelli e sorelle, con una franchigia ridotta a 100mila euro. Per gli altri parenti fino al quarto grado e gli affini in linea collaterale fino al terzo grado, la percentuale resta al 6% senza alcuna franchigia. Infine, per tutti gli altri soggetti terzi, il fisco richiede un’aliquota dell’8% sul valore totale, anche in questo caso applicata a partire dal primo euro. Una tutela rafforzata è riservata unicamente ai beneficiari con disabilità, per i quali la soglia di esenzione arriva fino a 1,5 milioni di euro.L’eventuale dilazione del debito con lo Stato è consentita solo quando l’importo complessivo da versare risulta pari o superiore a 1.000 euro. In questo scenario il contribuente può accedere a un piano di rateizzazione che prevede il pagamento immediato di un acconto minimo del 20%, da saldare all’invio o entro 90 giorni dalla scadenza. La parte rimanente può essere suddivisa in un massimo di 8 rate trimestrali per importi inferiori a 20mila euro, che diventano fino a 12 rate trimestrali per somme superiori. Sul corretto adempimento dei conteggi fatti dai privati veglia comunque l’amministrazione: l’ufficio finanziario verifica la regolarità dell’autoliquidazione ed emette un avviso di liquidazione entro due anni qualora riscontri un’imposta maggiore rispetto a quella calcolata e versata dagli eredi.Enrico Foscarini, 29 luglio 2026L'articolo Eredità: regole e trappole della successione proviene da Nicolaporro.it.