Il Grand Hotel di Riccione che ospitava turisti in nero

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Il Grand Hotel di Riccione ha chiuso ieri. Con un intervento della procura di Rimini e sei indagati per bancarotta fraudolenta, oltre al sequestro dell’immobile. Nei guai ci è finito il trevigiano Gianni Andreatta, 75 anni, formalmente residente a Cuba ed ex amministratore di Marebello Spa, la società che gestiva l’albergo. Dichiarata fallita il 13 settembre 2023.Il Grand Hotel di RiccioneIl provvedimento eseguito dalla Guardia di Finanza, spiega Repubblica, ha congelato immobili e liquidità per 29 milioni di euro. L’hotel era ufficialmente chiuso ma ancora in attività. Lavorava in nero. Secondo l’inchiesta Infinity Rent ospitava 15 turisti arabi, svegliati dai finanzieri. «Intendiamo garantire il massimo supporto, qualora si rendesse necessario, per il loro tempestivo ricollocamento», dice la sindaca Daniela Angelini. C’erano anche un parcheggio e un ristorante. Che pagavano una quota d’affitto a Marebello. Il 23 settembre andranno all’asta il Grand Hotel, villa Bianca, villa Bruna, Torre 900, magazzini con ristorante, negozi, appartamenti e piscina. La base è 25 milioni di euro.La storiaLa nascita dell’esercizio risale al 29 agosto 2029, quando venne inaugurato alla presenza di Edda Mussolini. Si chiama Grande Albergo per il lessico del regime. Nel 1934 viene costruita la Torre 900 e si ospita anche la segreteria personale di Benito Mussolini. Dopo la guerra è il momento della mondanità, con gli spettacoli di Mina e Giorgio Strehler. Mario Ceschina, figlio del fondatore Gaetano, viene rapito e sparisce: la gestione passa alla vedova Nora. Poi arriva Andreatta e arrivano modelle, attori, vip. Ma anche debiti che portano al fallimento del 2023. Insieme ad altri tre locali: Deja Vù, Paco Beach, piadineria Oasi.L'articolo Il Grand Hotel di Riccione che ospitava turisti in nero proviene da Open.