L’amicizia fa stare bene, aiuta a vivere meglio e più a lungo: favorisce il benessere psicologico, migliora la salute fisica e può aumentare fino al 50% la possibilità di allungare la propria vita. Nella Giornata mondiale dell’amicizia l’Istituto superiore di sanità ricorda il valore delle relazioni. L’isolamento sociale, di contro, “è associato a circa 870mila decessi all’anno nel mondo, 100 ogni ora”, ricordano dall’Istituto. L’impatto sulla salute della solitudineUn impatto sulla salute che, secondo un report dell’Organizzazione mondiale della sanità del 2025, è paragonabile al fumo quotidiano di 15 sigarette. “La solitudine è un fenomeno in crescita”, fa notare Ilaria Lega, ricercatrice del Centro nazionale per la prevenzione delle malattia e la promozione della salute del Iss. “Secondo l’Oms tra i giovani il fenomeno interessa una persona su cinque, mentre nei Paesi a basso reddito coinvolge quasi una persona su quattro”, aggiunge.Social arma a doppio taglio A incidere non sono soltanto i cambiamenti demografici e gli stili di vita, ma anche “Il modo in cui oggi si costruiscono le relazioni. Nel caso dei più giovani, ad esempio, non sono i social in sé a determinare la solitudine, bensì le modalità con cui vengono utilizzati e al qualità delle esperienze vissute nel contesto virtuale”, sottolinea la ricercatrice. “Quando sono impiegati come uno spazio di confronto, condivisione e partecipazione possono rafforzare i legami sociali; al contrario, un utilizzo passivo o caratterizzato da interazioni negative e ostili può accentuare il senso di isolamento e di solitudine”, prosegue Lega. Nuovi strumenti contro la solitudineAnche gli anziani rappresentano una fascia di popolazione particolarmente vulnerabile. Sebbene non siano il gruppo che riporta i livelli più elevati di solitudine, sono tra coloro che traggono i maggiori benefici dal mantenimento di relazioni significative e di opportunità di partecipazione alla vita della comunità.Per affrontare la sfida dell’isolamento sociale, diversi Paesi stanno sperimentando nuovi strumenti. “Nel Regno Unito è stato istituito un ministero della Solitudine – conclude Lega – e in diversi Paesi tra cui l’Italia si sta diffondendo il modello della prescrizione sociale, attraverso cui i medici, accanto alle terapie tradizionali, possono indirizzare i pazienti verso attività come gruppi di cammino, cori, laboratori o iniziative di volontariato. Un approccio che riconosce il valore delle relazioni come parte integrante della salute”.Questo articolo L’amicizia fa bene alla salute, ma crescono solitudine e isolamento sociale proviene da LaPresse