Protesi al seno in estate tra sole e caldo: istruzioni per l’uso

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Finita l’era del ritocco al seno ‘estremo’, oggi si è decisamente più attenti a dimensioni e armonia. Ma di che numeri parliamo? Stando al Rapporto 2025 del Registro nazionale degli Impianti Protesici Mammari – che raccoglie i dati dal 1 agosto 2023 al 31 dicembre 2025 – sono stati 68.776 gli interventi realizzati in due anni e mezzo da 1.672 chirurghi. Ma come gestire al meglio le protesi al seno in estate? “Nel primo anno occorrono particolari accortezze”, dice a LaSalute di LaPresse Pietro Berrino, presidente eletto della Società Italiana di Chirurgia Plastica Ricostruttiva-rigenerativa ed Estetica (Sicpre), regalando le istruzioni per gestire al meglio le protesi al seno in estate.“Qualsiasi tessuto operato esposto al caldo può dare fastidi: rigonfiarsi, causare dolore o problemi di altri tipo. Ecco perché si consiglia nel primo anno dopo l’intervento di utilizzare costumi chiari e, ogni volta che si avverte una sensazione di calore fastidioso, fare una doccia o un bagno, oppure mettersi all’ombra per rinfrescare l’area operata”, aggiunge Berrino. Dal registro apprendiamo che l’età media delle pazienti è di 46 anni, un dato che sale a 51,9 per gli interventi eseguiti per ragioni ricostruttive e si attesta invece a 38,5 anni per le pazienti che si sono operate per motivi estetici. La buona notizia per tutte è che, a distanza di tempo, “le sensazioni spiacevoli legate alla temperatura elevata si riducono”, assicura il chirurgo. I rischi dell’estate per le protesi al seno“Ma in estate in effetti – aggiunge Berrino – vediamo una recrudescenza di protesi che si gonfiano, con formazione di siero intorno all’impianto: si tratta di conseguenze del calore sulla pelle”. Un problema nella torrida estate 2026. Ecco perché lo specialista raccomanda di evitare bagni di sole eccessivamente prolungati. E il topless? “Se ci sono cicatrici importanti, diventa un problema. Altrimenti basta mettere una crema solare sulla cicatrice”, risponde.Col passare degli anni, poi, l’esposizione cronica al sole assottiglia la pelle rendendola meno elastica: “Questo può evidenziare qualsiasi piccolo difetto legato alla protesi, rendendo il risultato meno naturale. Anche per questo motivo è opportuno nutrire generosamente la pelle, per prevenire la perdita di elasticità e l’invecchiamento cutaneo”. Dunque protezione solare e creme nutrienti e idratanti.Turismo sanitario e rischi da partenze frettolose“Questo non è un periodo ideale per le protesi al seno o gli interventi di chirurgia estetica – ammette lo specialista – Ma chi opta per il turismo sanitario e decide di operarsi magari in Turchia, deve sapere che qualsiasi piccolo problema che può manifestarsi entro il primo mese dovrà essere affidato a un altro chirurgo. Lo stesso dicasi per chi si opera in Italia e subito dopo decide di partire per le ferie”. Insomma, il primo mese dopo l’impianto è particolarmente delicato e bisogna tenerne conto, aggiunge Berrino. L’esperto sottolinea infine il cambio di paradigma e la maggiore attenzione di chirurghi e pazienti all’armonia complessiva. “In spiaggia le protesi si notano solo quando si è scelta una dimensione eccessiva rispetto alla struttura fisica, oppure sono stati riempiti troppo i quadranti superiori, che diventano convessi anziché rettilinei. Oppure ancora se ci sono state complicanze come la contrattura capsulare: questo fenomeno fa sì che la protesi si ‘appallottoli’. Infine se gli impianti sono stati messi sotto ghiandola in persone molto magre, è possibile che si veda uno ‘scalino’ tra pelle e seno”. Problemi che l’estate evidenzia, ma che è importante non sottovalutare affinché bellezza faccia rima con salute. Questo articolo Protesi al seno in estate tra sole e caldo: istruzioni per l’uso proviene da LaPresse