Un incontro positivo, che potrebbe portare a sviluppi positivi nel prossimo futuro. Questo almeno è quanto emerge dalle dichiarazioni rilasciate dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky e da quello statunitense Donald Trump al termine del loro rendez-vous bilaterale tenutosi ieri nello studio ovale. Zelensky ha definito l’incontro “positivo”, ringraziando gli Stati Uniti per il sostegno all’Ucraina e rivelando di aver discusso con Trump della produzione su licenza dei missili intercettori Patriot, uno dei dossier più importanti per la difesa aerea di Kyiv. Il presidente ucraino ha aggiunto che le due delegazioni continueranno a lavorare sui dettagli dei futuri contatti diplomatici. Tra i possibili sviluppi emersi durante il vertice figura anche una visita a Kyiv dell’inviato speciale Steve Witkoff e di Jared Kushner, genero di Trump che non si è mai recato in Ucraina dall’inizio dell’invasione russa.Questo miglioramento dei rapporti rappresenta un netto cambiamento rispetto alle difficoltà che avevano caratterizzato le relazioni tra i due leader nei mesi precedenti. Zelensky ha più volte indicato il breve colloquio avvenuto durante i funerali di papa Francesco, nell’aprile 2025, come il momento che ha contribuito a riaprire il dialogo dopo il difficile confronto nello Studio Ovale di alcuni mesi prima. Dietro questo cambio di passo sembra esserci la convinzione del leader ucraino che il dialogo diretto sia il modo più efficace per influenzare Trump, facendo leva non solo sugli interessi strategici degli Stati Uniti ma anche sulla volontà del presidente americano di essere associato a risultati concreti.In un’intervista rilasciata prima del vertice Nato di Ankara, il leader ucraino aveva raccontato che Trump aveva espresso apprezzamento per la campagna di attacchi con droni a lungo raggio contro le infrastrutture energetiche russe, considerate essenziali per sostenere lo sforzo bellico del Cremlino. E proprio durante il summit dell’Alleanza atlantica, Trump aveva annunciato la disponibilità a concedere all’Ucraina una licenza per produrre sul proprio territorio gli intercettori Patriot, una richiesta avanzata da tempo da Kyiv per rafforzare la propria capacità industriale nel settore della difesa.La visita a Washington è coincisa anche con la partecipazione di Zelensky alle esequie del senatore repubblicano Lindsey Graham, uno dei più convinti sostenitori dell’Ucraina al Congresso scomparso improvvisamente l’11 luglio, dopo il suo decimo viaggio a Kyiv dall’inizio della guerra. Nel corso dell’incontro con Trump, il presidente ucraino ha espresso le proprie condoglianze per la morte del senatore, definendolo “un vero amico dell’Ucraina”. Alcuni esponenti repubblicani ritengono che la sua scomparsa possa favorire un rilancio del disegno di legge sulle sanzioni contro la Russia che Graham aveva promosso.Prima di raggiungere Washington, Zelensky aveva fatto tappa nel Regno Unito, dove è stato ricevuto dal neo primo ministro britannico Andy Burnham nel suo primo incontro ufficiale con un capo di governo straniero dall’insediamento. Con il leader britannico le discussioni si sono incentrate sul rafforzamento della cooperazione nel settore della difesa, la produzione congiunta di droni, la fornitura di intercettori per la difesa aerea e il trasferimento all’Ucraina dei diritti di proprietà intellettuale del sistema di guerra elettronica “Stone Cloak”, che consentirà a Kyiv di produrre autonomamente la tecnologia. Una tappa che, insieme all’incontro con Trump, conferma la strategia di Zelensky di consolidare il sostegno dei principali alleati occidentali sia sul piano militare sia su quello industriale.