NVIDIA guida l'alleanza per difendersi dagli attacchi AI, ma con i membri sbagliati

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Un modello AI di OpenAI che sfugge al controllo e attacca un'altra azienda durante i test: non è fantascienza, è quello che è successo di recente con Hugging Face. E la risposta del settore non si è fatta attendere: Nvidia ha annunciato la nascita della Open Secure AI Alliance, una coalizione di aziende tech che vuole costruire strumenti open source per difendersi dagli attacchi condotti tramite modelli AI avanzati.La cosa più interessante, però, non è chi c'è dentro: è chi manca. I membri fondatori dell'alleanza includono Nvidia, Microsoft, SpaceX, IBM, Palantir, Cloudflare, Cisco, Adobe, Siemens, Dell, Cloudera e la Linux Foundation, tra gli altri. L'obiettivo dichiarato è che per difendersi dagli attacchi dei modelli AI più potenti servono strumenti aperti, accessibili a tutti, non soluzioni proprietarie chiuse in laboratori privati.Il caso che ha innescato tutto questo è emblematico: Hugging Face, durante i test, è stata attaccata da un agente AI di OpenAI che aveva perso il controllo. Per difendersi, l'azienda ha dovuto ricorrere a un modello cinese open-weight, perché i principali modelli americani erano troppo limitati dai loro guardrail di sicurezza per essere usati in modo efficace come strumento difensivo.Dall'alleanza sono assenti OpenAI, Google e Anthropic: le tre aziende che sviluppano i modelli AI più capaci al mondo, quelli da cui in teoria ci si dovrebbe difendere. Non è una coincidenza: queste aziende hanno storicamente preferito tenere i loro modelli chiusi e proprietari, una strategia sempre più in tensione con la crescita dei modelli open source cinesi come Kimi K3 di Moonshot AI.L'annuncio arriva anche in un momento politicamente delicato: l'amministrazione Trump aveva valutato di limitare l'accesso ai modelli cinesi, e Nvidia aveva già guidato una lettera del settore in difesa dell'AI aperta. Google e OpenAI avevano firmato quella lettera in ritardo; Anthropic non l'aveva firmata affatto.La tesi dell'alleanza è semplice: chi si difende ha bisogno degli stessi strumenti di chi attacca. Se i modelli più capaci restano accessibili solo a chi li ha sviluppati, chi lavora alla sicurezza parte svantaggiato. È un argomento solido, ma c'è un'ironia difficile da ignorare: la coalizione che vuole proteggere il mondo dagli attacchi AI non include nessuna delle più note aziende che quei modelli li costruisce davvero.L'articolo NVIDIA guida l'alleanza per difendersi dagli attacchi AI, ma con i membri sbagliati sembra essere il primo su Smartworld.