Mar, 28 Lug 2026La UEFA attacca il progetto della FIFA di aprire ai privati il capitale di una nuova società commerciale valutata 20 miliardi di dollari, denunciando rischi per trasparenza e governance.DiRedazioneCondividi l'articoloAleksander Ceferin (Foto: Clive Mason/Getty Images)La UEFA all’attacco della FIFA. La confederazione calcistica europea critica duramente l’organo di governo mondiale riguardo al progetto di far entrare investitori privati nel capitale di una nuova società destinata a concentrare le principali attività commerciali della federazione. La replica di Nyon contesta alla radice l’idea che i diritti e il patrimonio economico legati alle competizioni possano diventare oggetto di una compravendita.«Questa operazione supera una linea che le istituzioni di governo del calcio non dovrebbero mai oltrepassare. La UEFA la considera una questione estremamente seria, e lo stesso dovrebbero fare tutte le federazioni nazionali e ogni portatore d’interesse: leghe, club, calciatori, tifosi, governi e chiunque abbia a cuore il futuro del gioco», si legge nella dura nota diffusa dall’organismo presieduto da Aleksander Čeferin.La nota veicolata sui canali social della UEFA prosegue. «L’anima e la governance del calcio non sono beni da negoziare, soprattutto in assenza di qualsiasi trasparenza su chi ne ricaverebbe un vantaggio finanziario. Nessuno di noi è proprietario del calcio. Non appartiene alla FIFA e non spetta alla FIFA venderlo», conclude la UEFA.Il piano della FIFAIl riferimento è al piano, svelato dal Financial Times per la costituzione di FIFA Forward Enterprise, una società commerciale che potrebbe essere valutata circa 20 miliardi di dollari e nella quale investitori esterni arriverebbero a rilevare fino al 20% del capitale. L’operazione, sulla quale la FIFA sta lavorando con JPMorgan, potrebbe consentire all’organismo di raccogliere fino a 4,2 miliardi di dollari. All’interno della nuova entità dovrebbero confluire le principali attività generatrici di ricavi della FIFA, dai diritti televisivi alle sponsorizzazioni, passando per ticketing, licensing e operazioni collegate alle competizioni maschili, femminili e giovanili. La FIFA manterrebbe comunque la maggioranza e l’autorità esclusiva sulle decisioni sportive, sui calendari e sulla struttura dei tornei. Tra i potenziali protagonisti dell’operazione figura Thrive Eternal, veicolo di capitale permanente promosso da Thrive Capital e guidato da Joshua Kushner, indicato come possibile investitore capofila. Alla costruzione del progetto starebbe inoltre collaborando, in qualità di consulente commerciale, Greg Maffei, ex amministratore delegato di Liberty Media. L'ultima idea della FIFA: formare una nuova società commerciale da 20 miliardi e venderne una quota di minoranzaL’organismo del calcio mondiale, presieduto da Gianni Infantino, vuole sfruttare al massimo il successo di ricavi avuto con il Mondiale 2026, per continuare a veder crescere le risorse economico-finanziarie a sua disposizione.Le posizioni di FIFA e UEFAIl progetto dovrebbe essere sottoposto all’approvazione delle 211 federazioni affiliate alla FIFA, alle quali verrebbero destinati i benefici economici derivanti dall’apertura del capitale. Secondo quanto ricostruito da The Times, ogni associazione potrebbe ricevere una partecipazione dal valore indicativo di circa 20 milioni di dollari, con la possibilità di conservarla oppure monetizzarla attraverso una cessione.È proprio su questo intreccio tra distribuzione delle risorse, proprietà degli asset e controllo delle competizioni che si concentra l’offensiva della UEFA. Il timore è che l’ingresso di investitori finanziari possa legare la redditività della nuova società all’espansione dei tornei, all’aumento delle partite e a una crescente pressione commerciale sui calendari, creando un conflitto permanente tra gli obiettivi di sviluppo del calcio e quelli di rendimento del capitale.La FIFA sostiene invece che la struttura permetterebbe di trasformare in risorse immediatamente disponibili il valore costruito attorno ai Mondiali e alle altre manifestazioni, assicurando nuovi finanziamenti alle federazioni nazionali senza rinunciare al controllo sportivo. Le puntate precedenti dello scontroL’affondo sulla nuova società commerciale rappresenta soltanto l’ultimo capitolo di un rapporto ormai deteriorato tra UEFA e FIFA. La frattura era emersa pubblicamente nel maggio 2025, quando Čeferin e diversi delegati europei avevano lasciato il Congresso di Asunción dopo che l’inizio dei lavori era stato rinviato di oltre due ore per attendere Infantino, reduce da un viaggio in Medio Oriente al fianco di Donald Trump. La tensione è poi esplosa durante il Mondiale 2026 con il caso Folarin Balogun: dopo una telefonata dello stesso Trump a Infantino, la FIFA aveva sospeso per un anno l’applicazione della squalifica automatica conseguente all’espulsione dell’attaccante statunitense, permettendogli di affrontare il Belgio. Una decisione definita dalla UEFA senza precedenti e lesiva dell’integrità della competizione, cui ha fatto seguito l’assenza di Čeferin dalla finale mondiale, maturata anche sullo sfondo delle divergenze per l’esclusione dell’arbitro somalo Omar Abdulkadir Artan dagli Stati Uniti e per alcune scelte organizzative, dalle pause obbligatorie per l’idratazione all’intervallo prolungato nella finale.Developed by 3x1010