Respirare con naso e bocca liberamente sott’acqua, senza la fatica del boccaglio tradizionale. È la promessa che ha reso le maschere da snorkeling full face un oggetto popolarissimo e diffusissimo sulle spiagge, soprattutto tra i più piccoli. Eppure, proprio dietro questa comodità, si nasconde una insidia poco conosciuta che ha spinto il Ministero della Salute a lanciare un’allerta, richiamando avvisi europei e segnalazioni dell’IRCCS Burlo Garofolo di Trieste: il rischio di accumulo di anidride carbonica all’interno del dispositivo, con conseguenze che possono rivelarsi drammatiche. A chiarire i termini della questione al Fatto Quotidiano è il professor Marco Piastra, Direttore della Terapia Intensiva Pediatrica del Policlinico Gemelli – Università Cattolica di Roma.«Un rischio potenzialmente grave»L’allarme ministeriale non va sottovalutato, anche se la casistica non registra numeri da emergenza quotidiana. «È sicuramente un rischio potenzialmente grave nei bambini», spiega il professor Piastra. «Non abbiamo avuto casi gravi recenti nel nostro centro, ma riteniamo che il livello di allerta debba rimanere elevato».Fisiologia infantile: perché i più piccoli sono a rischioMa cosa rende i bambini così vulnerabili rispetto agli adulti? Non si tratta solo di dimensioni corporali, ma di una precisa caratteristica della respirazione infantile. «I bambini, soprattutto in età prescolare, sono più vulnerabili degli adulti: il motivo è sostanzialmente fisico», chiarisce il primario. «Un bambino ha un volume corrente — ovvero l’aria che entra ed esce dall’apparato respiratorio con il singolo atto respiratorio — proporzionale al peso corporeo, pari a circa 10 ml/kg di peso nell’infanzia, circa 100 ml per un bimbo di 10 kg».La trappola scatta quando questo ridotto flusso d’aria si scontra con il volume interno della maschera. Se il ricambio attraverso il boccaglio non è ottimale, il piccolo si trova a respirare nuovamente ciò che ha appena espulso: «Un bambino che riesce a spostare una limitata quantità di aria ha il rischio concreto di ri-respirazione di aria già espirata, e quindi di incremento del tasso di anidride carbonica nel sangue. Quando l’anidride carbonica aumenta si ha il rischio di andare incontro a carbonarcosi, ovvero di sonnolenza e perdita di reattività associata a ipercarbia. In altre parole, il paziente può avere perdita di coscienza in acqua e quindi andare incontro ad annegamento».I campanelli d’allarme: ansia e affannoReagire per tempo può fare la differenza. Esistono segnali precoci che i genitori in spiaggia devono imparare a decifrare subito. «È importante non sottovalutare una riduzione della reattività, anche sfumata, e un lieve stato confusionale, prima che il quadro neurologico si approfondisca», avverte Piastra. «Il piccolo potrebbe anche riferire cefalea di nuova insorgenza. Un segnale di allarme precoce è rappresentato da un bimbo che diventa ansioso e incrementa il ritmo respiratorio nell’utilizzare la maschera».Le regole per le famiglie: limiti di peso e sorveglianzaCosa fare, dunque, con le maschere già acquistate? La parola d’ordine è prudenza e rispetto tassativo delle indicazioni di fabbrica. «Allo stato attuale occorre fare riferimento alle istruzioni inserite dal costruttore e alla presenza del marchio CE: in presenza di divieto di utilizzo al di sotto del peso corporeo limite (25 kg) non devono essere utilizzate», sottolinea l’esperto al quotidiano. La cautela, però, non si ferma alla bilancia: «Permane la necessità di stretta sorveglianza di ogni bambino anche di peso maggiore, fino ad almeno 40 kg, durante l’utilizzo del dispositivo».Primo soccorso: gli errori da non fareNel caso in cui un bambino accusi un malore in acqua, la tempestività dei soccorsi è fondamentale, così come evitare manovre errate dettate dal panico. «Il bambino deve essere assolutamente condotto fuori dall’acqua e il dispositivo deve essere rimosso», conclude il professor Piastra. «In assenza di attività respiratoria anche personale non sanitario deve eseguire assistenza respiratoria secondo il Pediatric Basic Life Support. In un paziente con riduzione dello stato di coscienza non va indotto il vomito con manovre sulle vie aeree. Se l’attività respiratoria è presente, il bimbo deve essere posto in posizione laterale di sicurezza, in attesa del personale di soccorso».(in copertina foto di Thomas Park su Unsplash)L'articolo L’allarme sulle maschere full face. «Non fatele usare ai bambini sotto i sei anni. Attenti all’anidride carbonica» proviene da Open.