Intesa Sanpaolo: il semestre supera le attese ma nessun rilancio per Mps

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Intesa Sanpaolo chiude il primo semestre del 2026 con risultati superiori alle attese del mercato, migliora le prospettive sull’intero esercizio e conferma una politica di remunerazione degli azionisti particolarmente generosa. L’utile netto sale a 5,55 miliardi di euro, in crescita del 6,5% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, mentre il secondo trimestre si chiude con un risultato di 2,8 miliardi di euro contro i 2,6 miliardi registrati dodici mesi prima.Numeri che consentono al gruppo guidato da Carlo Messina di alzare ulteriormente l’asticella per il prossimo anno. La banca prevede infatti per il 2026 un utile netto di oltre 10 miliardi di euro, migliorando la guidance comunicata in precedenza e confermando la capacità del modello di business di sostenere la crescita dei ricavi pur in uno scenario caratterizzato da una progressiva normalizzazione dei tassi d’interesse.Ricavi in crescita e costi sotto controlloA sostenere i risultati sono soprattutto le commissioni e il business assicurativo. Gli interessi netti del semestre si attestano a 7,48 miliardi di euro, in lieve crescita rispetto ai 7,43 miliardi del primo semestre 2025, mentre le commissioni nette raggiungono 5,13 miliardi, in aumento del 4,9%.Particolarmente positivo l’andamento delle attività di gestione, intermediazione e consulenza, che registrano una crescita del 6,1%, trainata dall’intermediazione e dal collocamento di titoli (+9,5%), dai prodotti assicurativi (+6,7%) e dal risparmio gestito (+3,8%). In aumento anche il risultato dell’attività assicurativa, che sale a 973 milioni di euro dai 922 milioni dello scorso anno.I proventi operativi netti crescono del 5,3% raggiungendo i 14,53 miliardi di euro, mentre i costi operativi scendono dello 0,7% a 5,22 miliardi. Ne deriva un risultato della gestione operativa di 9,31 miliardi di euro, in crescita del 9,1%, con un cost/income ratio che migliora sensibilmente passando dal 38,1% al 35,9%.Guidance al rialzo per il 2026I risultati conseguiti consentono al gruppo di migliorare le prospettive per il prossimo esercizio. Il piano d’impresa 2026-2029 procede infatti secondo le attese e Intesa Sanpaolo punta ora a superare i 10 miliardi di euro di utile netto nel 2026, prevedendo una crescita dei ricavi sostenuta soprattutto dalle commissioni e dal business assicurativo.Carlo Messina sottolinea come i numeri conseguiti rappresentino “i migliori sei mesi della nostra storia, grazie anche al miglior trimestre di sempre, con un risultato netto pari a 5,6 miliardi di euro nel semestre e 2,8 miliardi di euro nel secondo trimestre”. Il consigliere delegato e ceo aggiunge che “abbiamo conseguito livelli record di ricavi, commissioni e attività assicurativa, confermando la forza del nostro modello di business e la leadership tecnologica del Gruppo”.Secondo Messina, “la qualità dei risultati conseguiti nel primo semestre ci consente di migliorare la guidance di risultato netto per il 2026, portando l’obiettivo a oltre dieci miliardi di euro”.Dividendi, buyback e remunerazione degli azionistiParticolarmente rilevante anche il capitolo dedicato alla remunerazione degli azionisti. Intesa Sanpaolo conferma infatti un payout ratio del 95% per il 2026, composto per il 75% da dividendi cash e per il restante 20% da buyback.Il programma di riacquisto di azioni proprie da 2,3 miliardi di euro è già stato avviato nel luglio di quest’anno, mentre il consiglio di amministrazione ha individuato un acconto sul dividendo relativo ai risultati del 2026 pari a circa 3,8 miliardi di euro, la cui delibera definitiva è attesa il prossimo 30 ottobre.Nel complesso, la banca prevede di distribuire agli azionisti circa 9,4 miliardi di euro nel corso del 2026 attraverso dividendi e buyback. Nel primo semestre è già maturata una distribuzione di valore pari a 5,3 miliardi di euro.“Nel corso del 2026 prevediamo di distribuire agli azionisti circa 9,4 miliardi di euro attraverso dividendi e buyback”, spiega Messina. “Nel primo semestre abbiamo già maturato 5,3 miliardi di euro per la distribuzione agli azionisti, inclusi 4,2 miliardi di euro di dividendi cash, dei quali circa 3,8 miliardi di euro saranno distribuiti con l’interim dividend di novembre”.Mps, nessun rilancio all’offertaSul fronte del riassetto del sistema bancario italiano non emergono novità rispetto alla linea già indicata dal management. L’operazione relativa a Monte dei Paschi di Siena prosegue nei termini già comunicati al mercato e non è prevista alcuna revisione al rialzo dell’offerta presentata da Intesa Sanpaolo.“A giugno abbiamo presentato al mercato e agli azionisti del Monte dei Paschi di Siena un’offerta che dà loro la possibilità di unirsi ad una Banca che opera – con una prospettiva sostenibile nel tempo – al servizio degli azionisti, delle famiglie e delle imprese di ogni dimensione, dei territori e delle comunità, e che guarda con la massima attenzione al valore delle proprie Persone”, afferma Messina.“L’obiettivo è dar vita insieme ad un gruppo ancora più solido e profittevole”, aggiunge il ceo, confermando implicitamente la volontà della banca di mantenere invariati i termini economici dell’operazione senza procedere ad alcun rilancio.Secondo le stime del gruppo, l’integrazione consentirebbe di raggiungere entro il 2029 circa 2.000 miliardi di euro di attività finanziarie della clientela, con un utile netto superiore ai 16 miliardi di euro e una distribuzione complessiva agli azionisti stimata in 61 miliardi di euro nel periodo 2025-2029.Il sostegno all’economia realeNel primo semestre dell’anno Intesa Sanpaolo ha inoltre erogato 44 miliardi di euro di nuovo credito a medio-lungo termine, di cui circa 25 miliardi in Italia e 23 miliardi destinati a famiglie e piccole e medie imprese.Circa 1.200 aziende italiane sono state riportate in bonis da posizioni di credito deteriorato nei primi sei mesi del 2026, mentre dal 2014 il numero supera quota 148 mila imprese, contribuendo secondo le stime del gruppo alla salvaguardia di circa 740 mila posti di lavoro.I risultati presentati confermano dunque la solidità patrimoniale e reddituale del principale gruppo bancario italiano, capace di coniugare crescita degli utili, remunerazione degli azionisti e sostegno all’economia reale. Numeri che consentono ora alla banca di guardare al 2026 con obiettivi ancora più ambiziosi.Enrico Foscarini, 29 luglio 2026L'articolo Intesa Sanpaolo: il semestre supera le attese ma nessun rilancio per Mps proviene da Nicolaporro.it.