Cairo: «Il Toro lo venderei, ma non si è presentato nessuno. Io in politica? Mi piacerebbe, ma non posso»

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Dom, 2 Ago 2026Il patron del club granata è stato intervistato a dieci anni di distanza dalla scalata al Corriere della Sera.DiRedazioneCondividi l'articoloUrbano Cairo (Foto: Alessandro Sabattini/Getty Images)A dieci anni dal 4 agosto 2016, giorno in cui completò la scalata a RCS ed entrò per la prima volta nella sede del Corriere della Sera da nuovo azionista di controllo, Urbano Cairo ha ripercorso in un’intervista al quotidiano le principali tappe della propria avventura imprenditoriale. Un’occasione per tracciare il bilancio del rilancio del gruppo editoriale, ma anche per affrontare il futuro del Torino e l’ipotesi di un possibile ingresso in politica.Sul club granata, acquistato nel 2005, Cairo ha confermato di essere disposto a valutare una cessione qualora si presentasse un interlocutore dotato delle risorse e del progetto adeguati. Al momento, però, il presidente assicura di non avere ricevuto proposte concrete: «Il Toro, se arriva uno con i soldi e la passione giusta, posso anche venderlo. Ma non s’è presentato ancora nessuno».Una posizione che lascia aperta la porta all’eventuale arrivo di un nuovo proprietario. Per convincere Cairo non sarebbe sufficiente soltanto un’offerta economicamente soddisfacente: servirebbe anche la volontà di garantire al Torino prospettive e ambizioni coerenti con la storia del club.Il presidente ha poi ammesso di guardare con interesse alla possibilità di un futuro impegno politico. Un’ipotesi che, almeno nell’immediato, considera tuttavia incompatibile con le responsabilità legate alle proprie attività imprenditoriali: «Mi piacerebbe, lo ammetto. Ma non sono nelle condizioni di farlo. Guido un’azienda con 4.500 dipendenti, più altri 4.500 collaboratori. Chi potrebbe prendersi cura di tutto al posto mio?».A frenarlo è anche la fase di profonda trasformazione attraversata dall’editoria, alle prese con l’impatto dell’intelligenza artificiale. «L’ecosistema Corriere è in piena espansione, il che coincide però anche con un passaggio di trasformazione epocale imposto dall’avvento dell’Intelligenza Artificiale», ha aggiunto Cairo, rassicurando comunque sul fatto che i posti di lavoro non siano in discussione.Nel corso dell’intervista, l’editore ha rivendicato soprattutto il risanamento di RCS. Al momento del suo ingresso, il gruppo presentava un indebitamento di 430 milioni di euro e aveva accumulato perdite per 1,3 miliardi nei cinque esercizi precedenti. Oggi, secondo i dati ricordati da Cairo, la società registra utili annui compresi tra 50 e 60 milioni. L’ultimo esercizio si è chiuso con un risultato positivo di 54,8 milioni di euro, mentre il debito è stato azzerato. «Azienda risanata, giornali rilanciati», ha sintetizzato Cairo, attribuendo il miglioramento dei conti all’eliminazione degli sprechi e alla valorizzazione di alcune attività del gruppo, tra cui il Giro d’Italia.Il futuro politico resta dunque una suggestione, mentre sul Torino la disponibilità a passare la mano è esplicita ma subordinata all’arrivo dell’interlocutore giusto. Un acquirente che, nelle parole di Cairo, dovrà presentarsi non soltanto con i capitali necessari, ma anche con una passione autentica per il club granata.Developed by 3x1010