Tel Aviv (e Trump) invade Ceuta; e Meloni confonde l'Africa con la Spagna

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 Di Chris BarlatiQuanto accaduto in Spagna rappresenta un'invasione vera e propria, architettata da anni da Stati Uniti e Israele, il cui obiettivo è iniettare in Europa cellule dormienti di terroristi e agenti dell'islamismo, che operano per conto dei servizi francesi e di Israele, in modo da eliminare l'ultimo ostacolo per il controllo totale del Mediterraneo: la presenza spagnola nello stretto di Gibilterra e la deterrenza distruttiva che può esercitare, volendo, sui cavi sottomarini.Durante la nostra inchiesta sull'universo hacker, abbiamo potuto constatare, anticipare e denunciare le violazioni dei sistemi di identità digitale: manipolazioni, cancellazioni e creazioni di profili fittizi, finalizzate a eliminare voci "pericolose", giornalisti (come chi scrive) e oppositori, gettando le basi per azioni mirate non solo in territorio spagnolo, ma anche in Italia e nelle zone ormai saldamente sotto il controllo di Stati Uniti e Israele, di concerto con le manipolazioni delle banche dati di Europol (un vero e proprio sistema illecito e colabrodo) e l'immissione di spie e terroristi mediante "progetti europei". Abbiamo potuto intervistare e pubblicare elementi inconfutabili su come soldati israeliani, nonche' allo stesso tempo di nazionalita' marocchina, accedessero e disponessero di documentazione francese per poter entrare in Europa, anche mediante intermediazione di organizzazioni e diplomazie israeliane; e abbiamo menzionato anche che i gruppi mercenari italiani e spagnoli legati all'atlantismo e al sionismo avessero praticamente invalidato ogni base di dati delle identità digitali, cancellando, alterando e manipolando prove e "vita digitale" per far apparire come nemici gli amici, e come migranti terroristi addestrati dal Mossad e dalla CIA.Al riguardo abbiamo sempre prodotto prove concrete; e oggi, con l'invasione di Ceuta da parte di una baraonda di 60.000 persone – in stragrande maggioranza vandali, saccheggiatori e terroristi uscenti dalle carceri – , si conferma in modo lampante la dichiarazione di guerra, non solo del Marocco, ma degli alfieri di Israele, contro ogni tentativo di pace e distensione.Tante minacce, poche risposte: Madrid infiltrata dal Mossad e nelle mani di traditori, pavidi e codardiNon sono bastati i blackout provocati con armi statunitensi, né le intimidazioni alla famiglia Sánchez – minacce alla figlia e soffiate dei servizi segreti traditori per destabilizzarlo, con tanto di accuse alla moglie. Non hanno allarmato nemmeno i cavilli di una magistratura spagnola sempre più allineata al sionismo e alla deriva trumpiana, che di fatto stavano a punto di impedire il respingimento ''in caldo'' dei cosiddetti "migranti" che hanno invaso le coste a nuoto (per dirla rapida e male, secondo l'interpretazione del "giudice supremo", se vanno ''a nuoto'' non attraverso i ''confini'', visto che in mare non esistono). Né hanno scalfito il quadro complessivo di disinformazione e manipolazione delle menti gli ostruzionismi istituzionali miranti ad ''ostacolare'' le indagine sugli spionaggi israeliani contro obiettivi meramente civili: giornalisti, avvocati, professionisti e attivisti.Incendi inspiegabilmente violenti in buona parte causati dall'uomo, campagne diffamatorie e hackeraggi provenienti dall'ecosistema del nazi-sionismo, incidenti ferroviari con tanto di malfunzionamenti fuori da ogni statistica e calcolo della probabilità, e ora le fulminee dichiarazioni di Trump, Milei e Meloni; tutti questi elementi suggellano il nuovo manifesto bellico del futuro, esattamente come abbiamo sempre denunciato. Eppure, tutto tace sull'incompetenza delle autorità europee antiterrorismo e cyber per quanto attiene all'organizzazione di una simile invasione del territorio africano della Spagna; e – teoricamente – l'Europa non ha visto né sentito (a che serve l'Europol? A nulla: ad accusare di terrorismo chi parla di pace e distensione).I corpi di polizia e i servizi segreti spagnoli, statunitensi, francesi e israeliani – perennemente presenti sul territorio – anche questa volta hanno fallito: decine di migliaia di persone che si radunano, si organizzano e marciano verso la frontiera organizzandosi in gruppi Facebook. Totale collusione con i terroristi della narcodittatura marocchina, ennesima svista, o colpevole omissione? Chi vi scrive da tempo ha la risposta. E lo ha anche denunciato.Un caso del passato degno di menzioneUn'analisi del giornalista italiano Francesco Corrado e' stata rivelatrice in tal senso, a riprova della coordinazione della disinformazione dei media sionisti europei e atlantici.Secondo l'autore, il Marocco ha messo in atto un'invasione strategica di Ceuta, ricalcando il modello della "Marcia Verde" del 1976, quando 350.000 marocchini disarmati occuparono il Sahara Occidentale costringendo la Spagna a ritirarsi. Il re Mohammed VI ha rilasciato migliaia di detenuti dalle carceri, li ha organizzati e li ha inviati verso Ceuta in un'operazione pianificata, essendo praticamente quella frontiera specifica del Marocco altamente militarizzata.In Marocco il controllo territoriale inoltre è ferreo – con posti di blocco militari obbligatori in ogni città – e questo rende impossibile che 60.000 persone si siano radunate casualmente alle mura di Ceuta senza il coinvolgimento delle autorità locali. L'obiettivo è stato la "riconquista" dell'enclave spagnola sullo stretto di Gibilterra, in un contesto geopolitico in cui la Spagna, per le sue posizioni critiche verso Israele (genocidio a Gaza e guerra in Iran), è considerata "ostile" da USA e Tel Aviv, che hanno dato il via libera all'operazione per indebolirla.Il premier Sánchez, definito da molti un "pupazzo", ha reagito in modo cauto, mentre la propaganda filo-israeliana ha già influenzato la narrazione dell'evento. Stando a Corrado, infine, la Spagna e il suo re devono rispondere a quella che è una provocazione militare camuffata da crisi migratoria, anche perché sono anni, come anche da Sa Defenza denunciato, che Madrid subisce le false flag della NATO e dei suoi apparati GLADIO (dimenticate gli attacchi terroristi ucraini impegnati ad ammazzarsi tra di loro?).Il rischio attentati in Spagna è elevato, ma gli autori di eventuali atti terroristici saranno il Mossad e la NATO, non russi o iraniani, visto e considerato che le previsioni del vostro autore sulle infiltrazioni del Mossad nei gruppi di sinistra e indipendentisti spagnoli si sono già da tempo avverate, con una particolare enfasi sugli estremisti di certi partiti e movimenti che hanno mitizzato il ruolo dell'ETA - organizzazione terrorista infiltrata dia francesi - e una contraddittoria retorica antispagnola, preda di manipolazione da parte di apparati specializzati dei servizi segreti traditori (le ''cloache'' di Stato).La figuraccia Italia e il servilismo di Meloni alle follie sioniste e di TrumpNon sarebbe affatto strano l'utilizzo di detenuti nella destabilizzazione di Ceuta. Fonti italiane e locali parlano, infatti, di una strategia molto simile a quella già sperimentata con gli sbarchi dei "migranti" in Italia. A ciò si aggiunge la singolare attività di promozione dell'invasione attraverso i social network, perfettamente analoga alle "pubblicità" diffuse dagli scafisti nigeriani, che promettono indulto, documenti e persino impunità per stupri a donne europee, specialmente se gli autori si dichiarano islamici. In Italia e in Europa, la maggior parte dei migranti africani, in particolare nigeriani, appartiene di fatto a frange dell'estremismo islamico e viene "fornita" ai governi occidentali con precisi obiettivi: destabilizzare i Paesi di accoglienza, deprimere il costo del lavoro e favorire le grandi imprese, il tutto giustificato dalla retorica della "competitività" con l'Asia.Dove si trova Ceuta?Ancora una volta l'incompetente Giorgia Meloni ha dato dimostrazione di ignoranza geografica, politica e giuridica. Il suo governo, infatti, oltre ad aver approvato una regolarizzazione di mezzo milione di pericolosi stranieri non residenti in Italia (autorizzato, cioe', l'entrata di nuovi schiavi da far lavorare nella terra di mafiosi e prestanomi dei servizi segreti), e a creare centri per ''migranti'', riciclaggio e sperperi di denaro come quelli in Albania, inutili sotto ogni punto di vista, non ha perso occasione per un'altra figuraccia internazionale, che si allinea alla sottomissione nei confronti del senile Trump, il quale l'ha offesa senza indugi in numerose occasioni (inchinarsi, cara Giorgia, è una forma di rispetto; inginocchiarsi anche, dipendendo dalla cultura di riferimento; ma ponersi in posizione di decubito ventrale con flessione dell'anca o in modo genupettorale è un'altra cosa).Il premier spagnolo Pedro Sánchez ha risposto alle critiche italiane sulla crisi di Ceuta pubblicando i dati Frontex sugli ingressi irregolari in Europa tra il 2021 e il 2026: 478.600 attraverso l'Italia, 340.600 via Balcani, 259.800 via Grecia, 234.760 via Spagna, 48.000 dalla frontiera orientale. Con questi numeri, Sánchez ha replicato alla sospensione italiana dello spazio Schengen, sottolineando che l'Italia ha registrato il doppio degli arrivi rispetto alla Spagna. Intanto, venerdì 31 luglio erano già stati rimpatriati oltre 48.300 migranti da Ceuta, e ad oggi il rimpatrio e' stato quasi totale, sembrerebbe. Sánchez, recatosi a Ceuta, ha annunciato l'installazione di boe galleggianti come barriera fisica e ha definito l'accaduto una violazione dell'integrità territoriale spagnola, senza però criticare direttamente il Marocco, con cui Madrid vuole mantenere la collaborazione.Le critiche a MeloniLe critiche a Meloni sono arrivate anche dall'opposizione interna. Laura Boldrini (PD) ha parlato di "sciacallaggio puro", ricordando che Sánchez ha regolarizzato 500.000 migranti già residenti in Spagna, non concedendo loro la cittadinanza. Il vicepresidente del M5S Stefano Patuanelli ha invece dichiarato: "Qualcuno spieghi a Giorgia Meloni un dettaglio chiamato geografia. Ceuta è territorio spagnolo, ma si trova fisicamente in Africa. Fa parte dello spazio Schengen, ma con un regime speciale: il confine con il Marocco è una frontiera esterna. Non è quindi vero che chi entra irregolarmente a Ceuta possa mettersi liberamente in viaggio per l'Europa." A sostegno dell'Italia si sono schierati Finlandia, Paesi Bassi, Danimarca, Repubblica Ceca e Svezia, con la ministra finlandese Rantanen che ha accusato la Spagna di aver "fallito completamente" nella protezione del confine esterno Schengen, dimenticando, anche quest'ultima, che Ceuta si trova in Africa.Dall'UE, il commissario Brunner ha ribadito che Ceuta e Melilla hanno regole speciali, mentre il presidente del Consiglio europeo António Costa ha espresso solidarietà alla Spagna, elogiando i rimpatri accelerati. La Francia, intanto, ha rafforzato i controlli al confine con la Spagna su richiesta di Macron (grande alleata del Marocco e fornitrice di intelligence al folle re Mohammed VI). La destra che non sa rimpatriare, ma si sperperare il denaro pubblicoE ben si guardano le tante marionette della destra e del sionismo dall'accusare o dal collegare i fatti sin qui esposti: le proteste sono solo di facciata, mai sostanziali. Milioni e milioni di euro spesi in cybersicurezza e spionaggio per fronteggiare presunte "minacce" di spie "russe" o "iraniane" – mentre noi non facevamo altro che denunciare la deriva dittatoriale di un folle, il re del Marocco, che ha mobilitato un esercito di 60.000 persone in un'operazione resa possibile solo dal sabotaggio interno dei corpi di sicurezza spagnoli e dalla fornitura di tecnologie di sorveglianza italiane, francesi e israeliane, utilizzate nel corso degli anni da traditori e mercenari per distruggere il loro stesso paese. Il caso di Ceuta: un fallimento o un successo?La destra spagnola, lungi dal condannare l'aggressione subita dal proprio Paese, non ha esitato a scagliarsi contro il governo, rivendicando, con zelo da falsi patrioti, in alcuni casi, la legittimità dell'attacco marocchino. Che l'estrema destra iberica sia da sempre ostile alla Spagna è cosa nota a chiunque abbia avuto la pazienza di osservarne le dinamiche: un servilismo verso la pedofilia sionista internazionale e una devozione incondizionata alla demenza di Donald Trump ne sono la prova più evidente. Mai una parola sulla regia sionista dell'attentato dell'11 marzo 2004, né sulla presenza di sofisticate tecnologie francesi e italiane negli scandali di spionaggio che hanno colpito i vertici delle istituzioni spagnole negli ultimi anni. Le critiche rivolte a Sánchez si sono rivelate risibili, se paragonate agli elogi ricevuti dalla stampa estera e ai dati statistici. I media atlantici e sionisti, anziché concentrarsi sull'intelligence, sui corpi di polizia o sui legami tra Rabat, Parigi e il Mossad, hanno preferito demonizzare la presenza di una "scorta" del presidente del governo al suo arrivo a Ceuta – richiesta peraltro del tutto fisiologica, trattandosi di una misura di sicurezza obbligatoria e notoria. Il silenzio assordante sulla connivenza israeliana è eloquente: Israele, primo fornitore di tecnologie di spionaggio a Rabat, è da sempre favorevole all'occupazione di Ceuta, eppure la destra tace. Che il piano dell'invasione abbia una matrice israeliana è ormai certezza condivisa, persino da Óscar Puente, ministro spagnolo, che lo ha apertamente riconosciuto.Un video che spiega perfettamente chi si nasconde dietro il Marocco è dell'autore Rubén Gisbert, intitolato "ESTO ES LO QUE HA PASADO en Ceuta".Inoltre, un articolo israeliano, proveniente dalla stampa ebraica e segnalato dal professor Maurizio Blondet, spiega la vicenda in modo esemplare.Conclusioni e punti da tenere in considerazione1. L'enorme dispiegamento di truppe speciali statunitensi, israeliane e francesi sul territorio, unitamente alle ormai note missioni in Nord Africa, si è rivelato del tutto inefficace; pari inutilità ha mostrato l'apparato dei servizi segreti, dei reparti antiterrorismo e dei corpi speciali, infiltrati enormemente dall'atlantismo e dal sionismo, e che dirigono le tante marionette dell'estrema destra filotrumpiana;2. Mobilitare 60.000 persone – l'equivalente di una città di medio-grandi dimensioni – richiede un'operazione complessa, sia civile che militare, di portata colossale. Come mai nessuno si è accorto di quanto stava accadendo?3. Qualche funzionario socialista ha comunque avvertito segnali anomali. In particolare, Óscar Puente, ministro dei Trasporti, che si è trovato a gestire in passato sia i ripetuti "malfunzionamenti" dei sistemi di controllo della rete ferroviaria, sia la tragica e incredibilmente anomala circostanza del rarissimo incidente di Adamuz, in cui è stato coinvolto un treno di fabbricazione italiana;4. La Spagna sta attraversando una delle stagioni più drammatiche per quanto riguarda gli incendi, che – come ormai acclarato – non hanno nulla di casuale, ma rivelano una chiara matrice umana, deliberata e organizzata;5. La vera forza della Spagna risiede nel controllo di Ceuta e Melilla, autentiche ancore strategiche nel cuore del Mediterraneo, che rappresentano una minaccia per i traffici di droga del Regno Unito e degli Stati Uniti, nonché per le ingerenze dei loro servizi segreti – peraltro in larga parte infiltrati e al servizio del Mossad. Attraverso quelle rotte passano anche i cavi sottomarini delle principali compagnie di telecomunicazioni e i dati di tutti i cittadini del bacino mediterraneo; e non sarebbe sorprendente se, in momenti di particolare tensione, si verificassero improvvisi "tagli" volti a rammentare a inglesi e americani che, se Sansone deve perire, egli trascinerà con sé tutti i Filistei. Una strategia del genere, del resto già adottata dagli iraniani e da settori dell'intelligence di Cosa Nostra – che opera come braccio attivo nei servizi segreti – costituisce una spada di Damocle e uno strumento di deterrenza efficace, poiché gli atlantisti più scellerati e i sionisti, finanziatori della dittatura di Rabat, non conoscono altro linguaggio che quello della violenza;6. L'Italia, nonostante le sue appariscenti "buone maniere", persegue da tempo una politica di infiltrazione sistemica in Spagna, al servizio degli interessi di Stati Uniti e Israele. Meloni, mera marionetta nelle mani di Alfredo Mantovano e di una classe dirigente atlantista e sionista, erede della stagione stragista degli anni '90 e legata alla corrente militare e di intelligence di Gianni De Gennaro e Luciano Violante, rappresenta oggi il fulcro dello spionaggio israeliano in Europa. Non stupisce, quindi, il sostegno fornito da gruppi mercenari collegati all'intelligence italiana contro la Spagna a favore del Marocco e di Israele, né la presenza, nel sud della Spagna – in particolare in Andalusia – di ex mafiosi e criminali legati al terrorismo islamico, peraltro bilanciata da analoghe cellule nel Nord, ma orientate in direzione opposta. Spagna e Italia condividono, nel bene e nel male, un destino di amori e odi, di ideologie contrapposte.7. La risposta dell'esercito spagnolo è stata lodevole, malgrado un'interpretazione del potere giudiziario più che discutibile che fortunatamente non è stata rispettata, avendo potuto garantire in brevissimo tempo il ritorno in Marocco dei terroristi e dei fanatici, mentre in Italia l'espulsione di un criminale richiede anni, nonostante stupri, omicidi e persino casi di pedofilia. Parimenti al caso dell'incidente di Adamuz, dove il Corriere della Sera era meglio informato dei giornaletti da strapazzo della destra filosionista, riportando addirittura la parola "bomba" (chi vuol capire capisca), ecco che lo stesso Corriere non perde tempo a dipingere i vandali marocchini come disperati cercatori di democrazia – un'opera di disinformazione indegna della definizione di giornalismo – ma a sottolineare come la destra statunitense abbia anche finanziato con 40 milioni di dollari i reparti militari e di intelligence di Rabat, anche, si lascia intendere, che dietro possa esserci lo zampino della Russia per danneggiare l'Europa (ti pareva...).È bene ribadire che negli articoli non viene mai menzionata la parola "Israele", mantenendo, pur sempre, una nemmeno tanto implicita accusa verso la Spagna di essere una potenza coloniale nelle pubblicazioni affini.La linea del governo Meloni, e dei suoi periodici "messaggeri", è dunque chiara.8. La provocazione e l'aggressione degli Stati Uniti e di Israele sono state palesi, ma, al di là della scarsa autonomia del governo Sánchez, la mancata risposta dura e militare alla provocazione è stata saggia, anche perché – non dobbiamo dimenticarlo – come ribadito dallo stesso criminale Netanyahu, e come più volte sottolineato dal vostro autore (fatti noti anche alla polizia spagnola), sono attive in Spagna cellule naziste del Mossad, islamiste marocchine e fanatiche ucraine, pronte a compiere attentati qualora Sánchez agisse in modo troppo deciso contro gli interessi di Tel Aviv e della Casa Bianca.