DODESKADEN

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regia Michele Segretodrammaturgia Michele Segreto, Fabio Pisanocon Marzia Gallo, Matteo Ippolito, Marco Rizzo, Riccardo Vicardiprima creazione con Giacomo Ferraù, Sebastiano Bronzatocon il sostegno di a.ArtistiAssociati -ARTEFICI.Residenze Creative FVG e del Centro di Residenza Emilia-Romagna “L’arboreto-Teatro Dimora I La Corte Ospitale”si ringrazia Lab121, MilanoCentro Servizi Culturali Santa Chiaraprogetto finalista Bando Under30 Venezia Biennale Teatro 2020spettacolo selezionato nell’ambito del progetto NEXT – Laboratorio delle idee per la produzione e programmazione dello spettacolo lombardo 2025/2026promosso da Regione Lombardia – Assessorato alla Culturain collaborazione con Fondazione Cariplo e AGISDodeskaden ripercorre la vita e l’opera di Akira Kurosawa partendo dall’omonimo film del 1970, il più personale, struggente e disastroso culmine dell’opera del regista nipponico, che lo porterà a tentare il suicidio.INTERNO, NOTTE _ La pioggia entra nella stanza dalla finestra aperta.Una lama di rasoio è posata sul lavello. Una mano la impugna.Gocce di sangue sul pavimento.Non c’è un regista, nella storia del cinema, che non abbia studiato sui film di Akira Kurosawa. Non c’è un premio che non abbia vinto; non c’è appassionato di cinema che non conosca il suo nome e la sua opera.Eppure. Dopo il flop di consensi per il suo ultimo film, Dodes’ka-den, e la diserzione del pubblico dalle sale cinematografiche, Akira Kurosawa è sicuro che la sua carriera sia finita, il suo nome dimenticato, la sua opera svalutata. È certo che non lavorerà mai più, e se è vero che la sua vita coincide con la sua opera, è altrettanto certo che non vivrà più. Anzi: di non voler più vivere.Come si è arrivati a questo?Che cosa significa nutrirsi di arte, al punto da non conoscerne alterativa?Cosa è disposto a fare, un artista che sperimenta, di fronte al pubblico e al suo amore negato?Partendo dai materiali più disparati come interviste, sceneggiature, biografie e articoli di giornale, lo spettacolo si interroga sul concetto di fallimento, di aspettativa e giudizio e intorno al difficile compromesso tra libertà dell’artista ed esigenze del pubblico, tra necessità commerciale e creazione svincolata dalle regole, tra vita e morte, arte e vita, morte e arte.ASCOLI PIENO_TEATRO DEI FILARMONICI  sabato 17 ottobre ore 16.30Biglietto posto unico numerato 8 euro in prevendita dal 26 settembreINFO ABBONAMENTI QUIINFORMAZIONI, PRENOTAZIONI E PREVENDITEBIGLIETTERIA DEL TEATRO 0736 298770dal lunedì al sabato dalle ore 9.30 alle ore 12.30 e dalle ore 16.30 alle ore 19.30INFO AMAT 071 2072439 [lunedì – venerdì orario 10 – 16]L’acquisto on line comporta un aggravio del costo in favore del gestore del servizio e non consente di accedere alle categorie di riduzione.