Alla fine si sono accorti che gli islamisti non scherzano. Non considerano l’omosessualità una delle tante identità da accogliere, non partecipano ai seminari sull’inclusione e non si preoccupano di utilizzare il pronome corretto. Per loro i gay sono peccatori, criminali, persone da perseguitare. E quando questa realtà, per anni rimossa in nome dell’ideologia, si presenta nel cuore di Berlino, ecco la resa.Gli organizzatori dello “Zug der Liebe” (conosciuto anche come il “treno dell’amore”), la parata per la tolleranza, la diversità e la solidarietà prevista il 29 agosto nella capitale tedesca, hanno deciso di cancellare tutto. La manifestazione non si farà dopo l’attentato avvenuto ai margini del Christopher Street Day. Sabato sera un’auto è piombata sulla folla. Subito dopo, l’aggressore ha colpito altre persone con un’arma da taglio. Una donna è morta e 31 persone sono rimaste ferite, alcune gravemente. L’attentatore, mosso da motivazioni islamiste, è stato ucciso il giorno successivo dalla polizia durante il tentativo di arresto.Gli organizzatori parlano di un “cambiamento percepibile del clima sociale”. La solita lingua imbalsamata con cui l’Europa tenta di non chiamare mai le cose con il loro nome. Perché il clima non è cambiato per un’improvvisa ondata di omofobia dei pensionati tedeschi o per qualche manifesto elettorale della destra. È cambiato perché un fanatico islamista ha seminato morte e terrore durante una manifestazione Lgbt.Lo “Zug der Liebe”, spiegano i promotori, avrebbe richiesto barriere contro i veicoli, controlli personali e una presenza massiccia di agenti pesantemente equipaggiati. Tutto ciò sarebbe incompatibile con l’idea di una manifestazione libera, spensierata e senza paura. Traduzione: davanti al pericolo si preferisce rinunciare. Certo, vengono citati anche alcuni problemi logistici: la carenza dei camion ordinati e il mancato accordo con le autorità sul volume della musica. Ma dopo un morto e 31 feriti, sostenere che una parata venga cancellata per la disponibilità degli automezzi sarebbe una presa in giro. Il punto è un altro: la paura ha vinto.Il Csd di Amburgo si svolgerà comunque, ma con controlli rafforzati e quasi il doppio degli agenti rispetto all’anno precedente. Il gruppo berlinese parteciperà indossando abiti scuri, in segno di lutto. Anche qui, però, resta sospesa una domanda: chi ha costruito il clima culturale nel quale denunciare l’incompatibilità tra islamismo e diritti omosessuali era considerato sconveniente, divisivo o addirittura razzista?Per anni abbiamo visto sfilare i “Queers for Palestine” e i “Gays for Gaza”. Una parte della comunità Lgbt europea ha trasformato la causa palestinese in un riflesso ideologico, schierandosi contro Israele e chiudendo entrambi gli occhi davanti alla natura di Hamas. Hamas non è un’associazione progressista leggermente più tradizionalista sui diritti civili. È un’organizzazione islamista che applica la sharia e considera l’omosessualità un crimine. Nel sistema che vuole imporre non esistono Pride, famiglie arcobaleno o libertà sessuale. Esistono la repressione, la clandestinità e la paura. Leggi anche:Attentato al Gay Pride di Berlino: cosa dicono oggi gli LGBT che sfilano con la bandiera della Palestina?Da Berlino a Ceuta, il fallimento del buonismo europeo è sotto gli occhi di tuttiIl capolavoro dell’attivismo occidentale è stato dunque questo: trasformare Israele, l’unico Paese dell’area in cui una persona omosessuale può vivere apertamente, nel nemico assoluto; e contemporaneamente sfilare in favore di movimenti e regimi che quella stessa persona la vorrebbero incarcerata, perseguitata o morta. Finché tutto rimaneva confinato negli slogan, la contraddizione poteva essere ignorata. Bastava gridare “Palestina libera”, agitare insieme la kefiah e la bandiera arcobaleno e accusare di islamofobia chiunque osasse far notare l’assurdità.Adesso, però, l’islamismo è arrivato materialmente ai margini di una manifestazione Lgbt europea. E la risposta non è stata una mobilitazione ancora più grande, ma la cancellazione della parata. La chiamano prudenza. In realtà è una resa. La resa di chi ha passato anni a inventarsi nemici immaginari e ad assolvere quelli veri. Poi il nemico vero è arrivato. E non aveva in mano un volantino conservatore.Massimo Balsamo, 31 luglio 2026L'articolo Il Pride si arrende agli islamisti: dopo Berlino cancellata la parata LGBTQ+ proviene da Nicolaporro.it.