Il woke sta con gli assassini, mai con le vittime

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Date retta, non leggete: non sai mai chi potresti incontrare, altro che il libro è vita, è cultura, il libro si respira e tutta la retorica polverosa della sottocultura comunista. Perchè il guaio è precisamente questo, che a leggere ci s’intossica, delle volte. Lo Strega, la Murgia, la fiera, più libri più liberi, sì, di censurare, odiosi già dai titoli, dalle egide, dalle faccette.Date retta, non leggete. O almeno fatelo con moderazione, come con le sigarette e gli alcoolici e soprattutto non leggete la roba che vi propone Repubblica (what else?), usatela come garanzia di esclusione, se Repubblica segnala qualcosa, qualcuno, bisogna starne alla larga. Piglia questo Thomas Brussig, nato e cresciuto a Berlino, della quale non ha capito niente, come di tutto il resto e ci mandano pure la corrispondente a interpellarlo, la Tonia Mastrobuoni che confeziona una roba surreale, “Il grande scrittore”, lo chiama: ma no, è un grande qualcosa che non dico, un grande vaneggiante: “Bene la comunità lgbtq+ ha risposto senza alimentare odio”.Brussig ha un percorso simile a certi analoghi italiani, fatto di percorsi universitati abortiti, transumanze nei Dams o istituti drammaturgici ideologizzati, militanza affaristica, lavori manuali che magicamente dischiudono alla letteratura, questo poi era stato pure soldato nella Germania comunista. Un altro che o ci è o ci fa, o meglio facendoci essendoci incassa, sta nella scia dell’idiozia woke e non disturba nessuno se non la logica e, chissà, la letteratura stessa. «Non bisogna alimentare una cultura del sospetto verso i musulmani».Eh certo, che avranno fatto mai? Solo per averne falciati (per l’ennesima volta, mica un caso isolato, un fulmine a ciel sereno) 12 come birilli, con una morta per ora? Ma quale sospetto? Qui è una certezza che l’attentatore è un Abdul, un jihadista conclamato al punto che non sono riusciti a farlo passare per pazzo, una volta tanto, non hanno osato tanti sono i trascorsi, i precedenti e l’odio assoluto, islamista. Ma ordina il woke: non odiare chi ti odia, e se lo temi già lo odii.«È nella natura degli attentati islamici che puntino sullo shock massimale, che sia il mercatino di Natale o il Pride. Quindi mi pare inutile porre questioni di mancata sicurezza. In questo caso la differenza è che la comunità lgbtq+ è un bersaglio in quanto tale e quindi l’attentato ha il sapore di una punizione. E gli eventi di massa sono delicati di per sé, pensi alla famosa Love Parade di Duisburg che finì tragicamente per un momento di panico collettivo. È impossibile garantire la sicurezza totale in questi eventi giganteschi, tanto più se diventano l’obiettivo dichiarato dei terroristi». Un massimale di cazzate così nella stessa frase è difficile infilarcelo, si vede proprio che questo è scrittore, passando per l’operaismo che eleva, santifica.Dopodiché, il solito rosario di rimozioni forzate, quel non voler capire finché non serve più la volontà, arriva spontaneo perché il woke, come certi libri, a lungo andare intossica, rincoglionisce. O rende cinici, cattivi. Sì, che non manca, attenzione perché qui sta la morale della faccenda, qualche lapsus indecente: «Sui social qualcuno ironizzava sul fatto che la comunità lgbtq+ avrebbe preferito un attentatore di estrema destra… scherzi a parte, condivido l’invito degli organizzatori e della comunità a non generalizzare”. Scherzi a parte? Il krante skrittore si diverte? Comunque non ci divertiamo noi alle sue discutibili verità: “Ci sono miriadi di musulmani che sono scioccati dal fatto che un fondamentalista islamico abbia commesso un atto di sangue».Ne citasse solo uno fra le miriadi: non è arrivata una sola dissociazione, da nessuno. Non arriva mai. Arrivano solo rivendicazioni, incitamenti, esaltazione. Dopo il 7 ottobre il vilipeso “popolo palestinese”, che non esiste, scende per le strade a pregare, ballare, ringraziare Allah, celebrare Hamas, hanno strappato feti dai ventri, cotto neonati nei forni, filmato stupri finiti in squartamenti e spediti ai parenti delle vittime ebree e il popolo palestinese ne vuole di più, “un 7 ottobre ogni giorno, dal fiume al mare”. Le stesse scene si erano avute, nella stessa “Palestina”, in occasione dell’11 settembre 2001. Queste sono le certezze che nessun woke, nessuna Carta di giornalisti, nessuna omertà potrà mai cancellare. E sarebbe anche ora, sia detto in senso più convinto che ironico, di smetterla col razzismo per cui definire malati di mente, squilibrati, scimuniti i musulmani che applicano alla lettera il Corano (in un altro intervento abbiamo presentato una essenziale rassegna delle incitazioni a colpire, a sterminare gli infedeli, cioè tutti, e proprio nelle modalità del pride berlinese).“Bisogna assolutamente evitare di alimentare l’odio e una cultura del sospetto nella comunità lgbtq+ verso le persone musulmane. Sarebbe profondamente sbagliato”. No, ah dottor Thomas, qui profondamente sbagliato è stare ad ascoltare la viltà di chi passa dallo struzzo a Tafazzi, e passi se lo fa uno scrittore militante per vendere, la tragedia sono le politiche, sono i singoli Paesi, è l’Unione Europa che si adegua. E si adegua da 30 anni e adesso salvarsi è difficile, forse impossibile, almeno fino a che circoleranno certe miserie intellettuali.All’indomani di una strage, il movimento dei pride europeo fa i salti mortali pur di non ammettere che l’Islam li odia, li colpisce: cercano vie di fuga, dirottano responsabilità e colpe, hanno scomodato perfino l’immancabile Trump, ma alla fine uno più uno fa sempre due e non può fare altro. Quelli trucidano, però alimentare la cultura del sospetto no. Quale sospetto? Abbiamo solo certezze: ci odiano – loro, ci sterminano – loro. E noi passivi, sottomessi, perfino grati, perfino mortificati in un modo che ci guadagna ulteriore disprezzo. Lo sa il presunto grande scrittore qual è un’altra certezza? Che gli islamisti ridono, dicono: questi occidentali, questi europei non provano neanche a difendersi, sono peggio dei cani che almeno latrano, mordono, non c’è neppure gusto a macellarli.“E’ incredibile” flauta ‘sto Brussig versione Bella Addormentata (lui, lui non è credibile), ma di incredibile cosa c’è? L’ennesimo fanatico cresciuto in Germania, che odiava chi lo ha fatto crescere, mantenuto, curato, è passato alle conseguenze come migliaia di correligionari prima e dopo di lui, insieme a lui. Di incredibile c’è che gente del genere venga amorevolmente allevata nell’illusione infernale che possa moderarsi, laicizzarsi, mettersi a ragionare: questa bestia cattiva, questo demente nell’odio, non nella psiche, lo volevano “deradicalizzare”, pensa un po’, e per giunta col fiore in bocca. Uno cresciuto in una delle città più tolleranti e libere sulla faccia della terra, e che vuol dire se non che l’eccesso di tolleranza genera mostri? Il grande scrittore non capisce, perché non vuole capire, ma per arrivare a non capire deve fornire false informazioni: deve minimizzare la portata criminale, le innumerevoli condanne, una tolleranza che se mai è indifferenza, è irresponsabilità, dunque complicità, deve dire che no, il sistema non ha fallito, e allora quando può fallire un sistema che consente a un criminale risaputo, conclamato, di spazzarne via 12 in un colpo solo? E deve aggiungere che non lo si poteva espellere in quanto tedesco, cittadino tedesco. È una menzogna. I modi ci sono. Nei Paesi più su, Svezia, Norvegia, Danimarca, hanno preso ad applicare le norme in un modo estensivo ossia restrittivo, non basta un passaporto, se un nazionalizzato teorico manifesta comportamenti incompatibili con il Paese, con la sua civiltà, con la sua sicurezza, se resta stravolto nella propria cultura originaria, viene immediatamente neutralizzato, impacchettato e risputato fuori. Il che è logico, anzi è l’unica logica possibile tanto più dopo 30 anni di accoglienza cieca e sciagurata, di integrazione che non funziona, che disintegra.Leggi anche: Attentato al Gay Pride di Berlino: cosa dicono oggi gli LGBT che sfilano con la bandiera della Palestina?Caccia a Abdul B: chi è il 21enne sospettato per la strage di Berlino«Sì, qualcuno ha detto che avrebbe dovuto ricevere una condanna più dura. Ma lo Stato non è stato assente, ripeto. È la differenza principale rispetto all’attentatore del mercatino di Natale a Berlino, Anis Amri o l’attentatore del mercatino di Magdeburgo. In questi ultimi casi il sistema è stato con le mani in mano mentre loro preparavano gli attentati, è cascato dal pero, anche se gli indizi c’erano tutti». E se c’erano tutti che significa se non che si doveva intervenire? E come, se non con estrema decisione? Come, fingendo di non capire, ostinandosi a non alimentare “la cultura del sospetto?”.“Ah, se non ti tocca non puoi toccarlo”. Ecco la tragedia dell’occidente imbelle e imbecille, ed ecco la vera anima di troppi occidentali felloni il cui minimizzare, divagare, equivocare non è affatto figlio della stupidità, c’è, al fondo, un sentimento di comprensione, di accondiscendenza, di compiacimento verso il musulmano che ha trucidato quegli omosessuali che il Corano tiene in fama di animali da macellare. A chi gira intorno, ostenta stupore, invita a non sospettare, non gliene frega niente del massacro, sotto sotto tengono per il fondamentalista. Ma a volte i veri sentimenti scappano dal fianco, “Sui social qualcuno ironizzava sul fatto che la comunità lgbtq+ avrebbe preferito un attentatore di estrema destra… scherzi a parte…”. Questo è.E questo è il woke. Nessun dolore. Crudeltà travestita da umanità. Ovvero il comunismo, ieri, oggi, domani, per l’eternità. Mai, mai una parola di rammarico dopo una strage su connazionali, su occidentali, solo formule gesuitiche e se proprio debbono scegliere fra istanze, fra categorie, loro sceglieranno sempre l’islam di sterminio a detrimento delle donne, dei gay, di chiunque altro. Avete mai sentito un comunista accorgersi degli omosessuali fatti volare dai tetti, dai balconi di tutto il mondo islamico, senza eccezioni? E Repubblica che tiene bordone, Signore non perdonarli perché non sanno quello che fanno, però lo sanno.Max Del Papa, 29 luglio 2026L'articolo Il woke sta con gli assassini, mai con le vittime proviene da Nicolaporro.it.